domenica, Maggio 9

Congo, a rischio missione pace MONUSCO

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In questi 18 anni la MONUSCO non è riuscita a debellare nessun movimento ribelle. Durante la sua lunga permanenza in Congo il fenomeno dei movimenti ribelli all’est è centuplicato. Dai 4 principali gruppi ribelli che combattevano al fianco di Kinshasa o dell’Uganda e Rwanda durante la Seconda Guerra Pan Africana (1998 – 2004) siamo ora passati a 41 gruppi ribelli. Il fiorente mercato delle milizie è favorito dal Governo congolese per gestire il traffico illegale di oro e coltan e dai governi ugandese e ruandese per contrapporre forze militari al gruppo terroristico FDLR che, a distanza di 22 anni dal Olocausto, mira ancora alla riconquista del Rwanda e alla soluzione finale contro la minoranza tutsi.

Anche le rare operazioni militari della MONUSCO sono finite in farsa. La guerra del 2012 – 2013 contro i gruppo armato M23 è stata prevalentemente combattuta dalle FDLR. La Brigata di Pronto Intervento della MONUSCO, formata da reparti degli eserciti tanzaniano, malawiano e sudafricano, sono entrati in campo contro gli M23 nel tardo 2013, ma il gruppo non è stato sconfitto. Si è solo ritirato (intatto e con 200 kg d’oro) in Uganda, a seguito dell’ordine del Presidente Museveni. Dal novembre 2016 parte dei miliziani del M23 D ritornata nell’est del Congo. Alcuni pensano per sostenere le forze democratiche di liberazione burundesi contro la dittatura del ex presidente Pierre Nkurunziza illegalmente al potere dal luglio 2015.

È in questo desolante e caotico contesto che in questi giorni si riapre il dibattito internazionale sulle sorti di questa discutibile missione di pace (la più importante in Africa). Due i principali schieramenti pro e contro. La CENCO (Conferenza Episcopale Congolese), supportata dal Vaticano e dalla Francia, è favorevole ad un rinnovo del mandato per un altro anno. Il Governo di Kinshasa e l’Amministrazione Trump vogliono  farla finita. Si può ipotizzare un asse pro MONUSCO Santa Sede-Parigi e un’asse contraria Washington-Kinshasa? Assolutamente no. Seppur i principali protagonisti della saga abbiano formato alleanze detengono interessi divergenti e antagonistici.

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