sabato, Luglio 31

Congo, a rischio missione pace MONUSCO

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Ci avviciniamo alla scadenza annuale della missione di pace ONU in Congo, MONUSCO (Missione delle Nazioni Unite per la Stabilizzazione della Repubblica Democratica del Congo). Come tutti gli anni, Governo congolese e partner internazionali iniziano il braccio di ferro per decidere il suo futuro. Chi sogna di interrompere questa collaborazione, chi di proseguirla. Di motivi per interromperla ce ne sono. La missione di pace è iniziata il 6 agosto 1999 grazie alle risoluzioni ONU 1258, 1279 e 1291. Allora la missione (denominata MONUC) aveva il compito di monitorare gli accordi di cessate il fuoco firmati dagli Accordi di Lusaka il 17 luglio 1999. Dai 90 osservatori militari del 1999 siamo passati ad un esercito di circa 23.000 uomini supportati da circa 2.000 civili (amministratori, lieson officer, logisti, coordinatori di base, operatori umanitari). Attualmente la MONUSCO può contare su un budget annuale di 1,4 miliardi di dollari, divenendo una delle principali realtà economiche della regione per gli imprenditori congolesi, ugandesi, kenioti, tanzaniani e ruandesi e per varie ditte occidentali ed asiatiche che forniscono dal cibo alle attrezzature logistiche.

Se la forza militare MONUSCO è formata prevalentemente da Paesi del terzo mondo, tra cui India e Pakistan, il comando è strettamente in mano ai Paesi occidentali. Dal 2003 al 2003 e dal 2010 al 2013 Stati Uniti; dal 2007 al 2010 Gran Bretagna; dal 2013 al 2015 Germania. La Francia gioca un ruolo di comando e influenza politica militare dietro le quinte. Ufficialmente controlla solo i reparti di polizia della MONUSCO. La Francia nell’est del Congo ha anche dei soldati e ufficiali che agiscono autonomamente. La popolazione accusa questo contingente francese (molto ridotto) di addestrare e fornire armi al gruppo terroristico FDLR in chiave anti ruandese.

In questi anni si è assistito ad un radicale cambiamento dell’atteggiamento della popolazione congolese verso i Caschi Blu. Inizialmente accolti con grandi speranze che potessero contribuire alla stabilizzazione del Paese e alla pace, già nel 2007 i sentimenti di rancore e odio tra la popolazione erano evidenti. Una serie di accuse, spesso motivate, sono state lanciate alla missione di pace ONU.
La prima è quella di non rispettare il mandato di protezione dei civili. Varie testimonianze raccolte da ONG e associazioni internazionali in difesa dei diritti umani e dalla società civile congolese denunciano una totale passività dei soldati della MONUSCO che, quando chiamati a fermare attacchi contro civili inermi condotti dalle varie milizie presenti all’est del Paese, sistematicamente giungono sul posto a massacro compiuto.
La seconda accusa è quella di fare unosporco gioco a favore di interessi politici ed economici internazionali. La MONUSCO favorirebbe i gruppi armati all’est del Congo secondo le pressioni internazionali. Nel 2012 i caschi blu assistettero, all’interno delle loro basi, alla presa del capoluogo di provincia del Nord Kivu, Goma, da parte del gruppo ribelle Banyarwanda denominato M23. Nel 2013 la MONUSCO strinse una alleanza politica militare con il gruppo terroristico ruandese responsabile del genocidio del 1994, le FDLR per combattere il M23. Notare che il Comando Supremo militare delle FDLR si trova a Goma, a meno di un km dal quartiere generale MONUSCO per l’est del Paese. Diversi attivisti congolesi e giornalisti, dal 2013, denunciano che alti ufficiali militari e civili della MONUSCO si intrattengono pubblicamente con comandanti delle FDLR ricercati dalla Corte Penale Internazionale per crimini contro l’umanità. Le diciotto richieste ufficiali del Governo ruandese avanzate alla MONUSCO, dal 2001 al 2016, di debellare questo pericoloso gruppo terroristico sono state tutte disattese.

Dal 2005 la MONUSCO è stata accusata a più riprese di  favorire il riciclaggio dei minerali illegalmente esportati dal Congo dalle varie milizie che spadroneggiano nelle due provincie del Kivu. Nel 2005 la ‘BBC‘ denunciò i caschi blu pakistani di supportare la milizia congolese Fronte Nazionale di Integrazione in un traffico d’oro. Nel maggio 2008 il sito specializzato di Intelligence Africa Confidential riportò che alti ufficiali del contingente Indiano, grazie alla collaborazione con i terroristi delle FDLR, avevano creato un traffico di avorio in cambio di armi. Gli ufficiali indiani compravano dalle FDLR anche tonnellate di marijuana che finivano sul mercato regionale e in parte sui mercati europei.

La MONUSCO è stata implicata anche in vari crimini socialiavrebbe favorito prostituzione, pedofilia, stupri. La commissione interna: United Nations Office of Internal Oversight Services è sempre intervenuta promettendo serie indagini e pene per i colpevoli. Le indagini interne non vengono rese pubbliche e i responsabili vengono solo allontanati, ma non subiscono procedimenti penali ne dalle Nazioni Unite ne dai loro Paesi di origine.

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