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Comunione e Liberazione, via al meeting di Rimini field_506ffb1d3dbe2

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Dopo il discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che vede nel terrorismo il «germe della terza guerra mondiale», arrivano le reazioni da Fabrizio Cicchitto di Area Popolare. «È del tutto condivisibile quando affronta il nodo dell’immigrazione costituita per larghissima parte da profughi, fuggiaschi, disperati che fuggono dal terrorismo islamico che si è fatto Stato. Di conseguenza, anche a fronte di 2500 morti nel Mediterraneo va organizzata l’accoglienza e poi la distribuzione dei migranti nel nostro e negli altri Paesi dell’Europa, perché nessuno può mettere in atto i cosiddetti respingimenti». Ma la «guerra atipica è già in atto, purtroppo l’Isis la sua parte la sta facendo, per parte nostra stiamo facendo molto poco. Di fatto stiamo solo perdendo tempo, delegando ad altri, come ai curdi, il ruolo di tenere il campo, magari poi colpendoli alle spalle».

La risposta di papa Francesco alla questione migrazioni è la «misericordia», come indica il Vangelo, che sarà poi il tema della 102ma Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato del prossimo 17 gennaio. E in tema di migrazioni, botta e risposta tra il presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani e il segretario della Lega Nord Matteo Salvini. «Salvini in questo momento è il problema per l’Italia e non certo la soluzione», lancia l’affondo la Serracchiani. «Non basta risolvere il problema semplicemente dicendo ‘noi non li vogliamo, restino a casa loro, pensiamo prima agli italiani’. È una campagna facile, che parla agli italiani spaventandoli. Non sottovaluto questi timori. L’Italia è in prima linea sull’immigrazione, intendiamo gestirla mettendo insieme umanità e certezza del diritto». «Se il problema dell’Italia fosse Salvini, me ne vado domani e gli italiani sono tutti felici e contenti», controbatte il leader del Carroccio, «temo che il problema dell’Italia sia un Governo assolutamente incapace». «Per lei il senso di vergogna non esiste», aggiunge il capogruppo leghista alla Camera Massimiliano Fedriga.

«L’immigrazione continua a fare notizia, non è facile gestire l’accoglienza di decine di migliaia di persone in Italia e in Europa», scrive in una nota la deputata di Area Popolare Paola Binetti, «ma qualcosa sta cambiando». Per prima cosa «cresce il riferimento agli altri Paesi europei, si comincia a intravvedere una strategia più ampia per cui l’Italia non appare l’unica possibilità di sopravvivenza». L’immigrazione è divenuta anche una «battaglia politico-elettorale di consenso o dissenso», inoltre «sta crescendo l’interesse per una soluzione diplomatica del problema con il massimo coinvolgimento di tutte le istituzioni internazionali che hanno a cuore la pace e lo sviluppo dei popoli. Fortunatamente non c’è più nessuno che creda possibile una soluzione rapida, contando sulla buona volontà degli abitanti dei Paesi di approdo immediato». Sulla stessa linea il commissario europeo per l’Azione per il Clima e l’Energia Miguel Arias Canete, «quest’estate ha visto il problema chiaramente sul tavolo e dobbiamo risolverlo a livello europeo e con la solidarietà». La soluzione richiede «un’azione globale coordinata e dobbiamo usare tutti gli strumenti finanziari a nostra disposizione».

 

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