domenica, Settembre 19

Comunali Londra, in vantaggio Sadiq Khan

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Ancora strage in Yemen, dove sette persone sono rimaste uccise e oltre 15 ferite per un attentato suicida in un mercato nella città yemenita di Marib, ad est della capitale Sanaa. Fonti della sicurezza hanno detto che non è ancora chiaro chi sia responsabile dell’attacco, anche se i sospetti cadono su Al Qaeda e Isis, che negli ultimi mesi hanno rafforzato le loro posizioni nel Paese dove dal marzo del 2015 è in corso una guerra civile che vede da una parte le truppe fedeli al presidente Abd Rabbo Mansur Hadi, sostenuto dall’Arabia Saudita, dall’altra invece i ribelli sciiti Houthi, vicini all’Iran. A Gaza invece l’aviazione israeliana ha attaccato una postazione ‘terroristica di Hamas’. A riferirlo un portavoce militare, che ha rivelato come colpi di mortaio erano stati sparati precedentemente contro le pattuglie di soldati israeliani al confine tra Israele e la Striscia, senza causare vittime.

Andando in Turchia, dopo le dimissioni di Ahmet Davutoglu da capo del governo e segretario del partito Akp, è partito il toto-successore, che sarà nominato il prossimo 22 maggio. Si parla del ministro dei Trasporti Binali Yildirim e di quello della Giustizia, Bekir Bozdag, molto vicini ad Erdogan, ma alla fine a spuntarla potrebbe essere il genero del presidente, Berat Albayrak, attuale ministro dell’Energia. Berat è anche il figlio di Sadik Albayrak, amico personale e alleato politico di Erdogan, ex deputato del Partito del Benessere, il partito islamico sciolto dalla Corte costituzionale nel 1998, con il quale Erdogan aveva iniziato la sua carriera. Ma ancora tutto è in ballo. Intanto l’agenzia russa Ria Novosti scrive che Albayrak non solo appoggerebbe la riforma presidenziale che farebbe di Erdogan un monarca assoluto, ma favorirebbe l’intero clan degli Erdogan, primo tra tutti suo cognato Bilal, finito sotto inchiesta per un grande scandalo di corruzione.

Proprio dopo le dimissioni di Davutoglu, il governo tedesco si aspetta che Ankara mantenga lo stesso fede al patto sui migranti stretto con l’Ue. A dirlo uno dei portavoce del governo, Georg Streiter«L’Ue e la Germania adempiranno in futuro a tutti i doveri concordati e ci attendiamo lo stesso anche da parte turca. Gli accordi mostrano già buoni risultati, ma non è un patto fra l’Ue e il signor Davutoglu. Non facciamo accordi con persone, ma con governi e Stati».

Ma nel Paese intanto è polemica per la notizia data dalla ‘CNN’ secondo cui gli amministratori giudiziari del gruppo editoriale turco Feza avevano deciso di interrompere dal 15 maggio le pubblicazioni diZaman, oltre agli altri media del gruppo, tra cui l’agenzia di stampa Cihan. Una decisione che per molti era un vero e proprio attacco alla libertà di stampa, dopo la decisione di commissariarlo proprio da parte del governo a marzo dopo il sequestro per presunti legami con il magnate e imam Fethullah Gulen, ex alleato ora nemico giurato di Erdogan. Una esperienza questa che lo aveva portato su una linea filo-governativa che ne aveva decretato il crollo nelle vendite negli ultimi due mesi. Poi la smentita: «Non abbiamo un piano per la chiusura. Abbiamo lavorato per la pubblicazione e la crescita di questo giornale e continueremo a farlo», hanno reso noto in un comunicato gli amministratori giudiziari. Ma il futuro del quotidiano rimane ancora in bilico.

Primo viaggio all’estero per la leader birmana e ministro degli Esteri, Aung San Suu Kyi. La premio nobel, che accompagna il presidente Htin Kyaw, è giunta in Laos su invito del presidente Bounnhang Vorachit, in carica da tre settimane. Obiettivo della visita, secondo l’agenzia ‘Kpl’, quello di rafforzare le relazioni e la cooperazione tra i due Paesi.

In Nigeria invece attacco di un nuovo gruppo armato chiamato ‘Vendicatori del Delta del Niger’, che ha colpito la più grande installazione petrolifera della Chevron sulla costa meridionale della Nigeria. Un attacco che ha costretto la multinazionale americana ad interrompere la produzione. Il gruppo ha minacciato le compagnie internazionali che operano nell’area di compiere altri attacchi. «L’esercito nigeriano non può proteggervi e, se il governo non scenderà a patti con noi, ridurremo a zero l’economia del Paese», si legge in un comunicato degli attentatori, che minacciano di colpire Abuja e Lagos. Da anni ormai diversi gruppi armati accusano le multinazionali straniere del troppo inquinamento che sta distruggendo l’agricoltura e la pesca locale, oltre a chiedere ai vari governi una maggiore redistribuzione dei profitti.

Infine negli USA è partita la battaglia di Barack Obama contro l’evasione fiscale. Il presidente emetterà un decreto esecutivo per eliminare le scappatoie utilizzate dagli stranieri nel Paese e per chiedere al Congresso l’approvazione delle nuove norme. Il tutto proprio alla luce dello scandalo dei Panama Papers. Tra le misure previste, un decreto esecutivo per combattere il riciclaggio, il finanziamento del terrorismo, l’evasione fiscale con una stretta alle regole di trasparenza. Inoltre sono previste regole più severe nella verifica della clientela per le banche che gestiscono denaro per conto terzi.

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