venerdì, Maggio 14

Complotti e Democrazia

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C’è una disputa latente, in Italia. Probabilmente è un fenomeno mondiale, ma non ho dati certi su questo. Di sicuro, qui da noi, il fatto è eclatante anche se striscia fra i media e i discorsi da bar, tra serate in amicizia e saggi autorevoli presenti e venduti in abbondanza  nelle migliori librerie, come si dice.

E’ il contrasto, ormai dominante nella lotta politica, tra chi riconduce gli avvenimenti più importanti, che decidono il corso della grande e piccola Storia del Paese ad eventi occulti, esclusi dalla comunicazione ufficiale, e chi crede fermamente nella banalità del male (più raramente del bene), ritenendo che gli elementi di giudizio a disposizione del popolo su quegli avvenimenti siano più o meno quelli raccontati da giornali, televisioni e network.

Insomma, l’eterno conflitto tra  complottisti e pragmatici, tra gli appassionati delle letture arbitrarie e personali dei fatti e i seguaci di San Tommaso, che credono solo a ciò che i propri occhi registrano.

Non è così semplice, naturalmente. Perché, soprattutto in Italia, le cose sono sempre più complicate che altrove. Siamo un Paese intriso di una cultura di matrice cattolica, abituati dunque al concetto di fede come accettazione assoluta in ciò che ci viene insegnato.
Ma la fede richiesta dalla religione al cristiano è proprio quella in eventi soprannaturali, ben difficilmente accettabili coi soli strumenti della logica e della scienza ereditati dall’Illuminismo.

Non solo. Il filo di una lettura ‘diversa’ dei fatti di casa nostra riscuote comprensibilissimo successo, essendo innumerevoli i misteri di marca decisamente politica ancora desolatamente irrisolti, in massima parte legati agli anni di piombo e agli eventi, terribili, che li hanno caratterizzati e che hanno a loro volta radici, facilmente riconoscibili, in un passato non troppo remoto, diciamo al secondo dopoguerra.

L’ultima grande fascinazione è quella su cui si basa il successo del Movimento a 5 stelle. Questo gruppo, votato da milioni di italiani, promette confusamente una gestione della cosa pubblica rigorosa e trasparente, una democrazia diretta fondata sul consenso, immancabilmente crescente,  dei ‘cittadini’, da ottenersi senza alcuna compromissione con lavecchiapolitica, vista come un Moloch da polverizzare senza pietà in quanto in nessun modo riformabile.

Per sostenere una simile visione delle cose, in mancanza di una solida dottrina e di programmi ben definiti, è stato necessario, da parte dei suoi promotori, accreditare una interpretazione radicalmente negativa,  senza limiti e senza confini territoriali, dell’ordine economico e politico mondiale.

Da qui l’iterazione ossessiva dei concetti di ‘Europa delle banche’ e di una sovranità limitata, imposta attraverso il controllo delle strategie finanziarie e monetarie alla maggior parte dei paesi, da gruppi di potere occulti, trasversali e intoccabili, finalizzati al mantenimento dello status quo con precisi obiettivi  e interessi, coincidenti naturalmente con quelli dei gruppi stessi.

Concetti vaghi ma di grande suggestione, corredati talvolta anche da elementi riscontrabili in concreto, come tutte le ipotesi complottiste, nelle quali si intravedono spesso squarci parziali ma significativi di inquietanti verità. Il Club Bilderberg, consesso di potenti che si riunisce annualmente, avvolto da un’aura di rarefatto riserbo, per scambiare idee a livello mondiale sui temi cruciali del pianeta, ne è l’icona più nota ed efficace.

Insomma, complotto e realtà non sono così contrapposti come può sembrare a prima vista, e questo crea un magma di ardua comprensione da parte dell’uomo comune, da tutti noi, accompagnato, soprattutto nei momenti in cui più è acuta la crisi di fiducia nei valori democratici, da palpabile sconcerto.

La democrazia, nella sua storia millenaria, ha subito attacchi di tutti i generi, ha subito sconfitte da totalitarismi crudeli ed è stata messa in discussione da ideologie non prive di solide basi filosofiche, ma fino ad ora è uscita sempre, alla lunga, vincitrice da tutte le guerre, confermandosi il migliore dei sistemi di governo possibili.

Supererà anche la crisi di questi anni difficili, a patto di sapersi riformare e rinnovare, adeguandosi alle esigenze di una società sempre più informata e desiderosa di pace, progresso e giustizia sociale.     

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