sabato, Maggio 8

Competizione e disuguaglianza nelle scuole inglesi Il sistema scolastico mette a rischio la mobilità sociale.

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Londra – Poter dare un felice futuro ai propri figli è il sogno di ogni genitore. Permettere loro di ricevere un’adeguata educazione scolastica, una priorità. Nel Regno Unito, e a Londra in particolare, questa sfida per i genitori si fa sempre più ardua. Nelle prossime settimane, in molte scuole scadranno i termini per le domande di ammissione per il prossimo anno e la competizione, soprattutto in certi quartieri è altissima. Una delle ragioni principali, è la carenza di posti nelle scuole che molti genitori vorrebbero i loro figli frequentassero, quelle che hanno una maggiore reputazione e statisticamente hanno più studenti con risultati migliori. Così ogni famiglia cerca di fare domanda per più istituti, nella speranza che una delle scuole prescelte possa accettare il nuovo studente. Un vero e proprio ‘campo minato’ secondo il The Guardian, quello delle ammissioni nelle scuole del Regno Unito, poiché adesso circa il 75% delle scuole possono decidere liberamente i criteri di selezione per i nuovi alunni, mettendo i genitori in una situazione di confusione e smarrimento.

Una preoccupazione non di poco conto quella della ‘scelta’ della scuola dove far studiare i propri figli.  Studi dimostrano come queste decisioni abbiano un impatto decisivo sul futuro accademico e lavorativo dei propri figli, partendo sin dalla scuola elementare scelta. La maggior parte degli studenti nel Regno Unito frequenta scuole statali, ovvero finanziate dalle casse dello stato, ma ci sono anche delle scuole indipendenti, a pagamento, che vedono un incremento del numero dei propri studenti negli ultimi 2 anni di formazione. Un sintomo che i genitori preferiscono investire negli anni pre-universitari per aiutare i propri figli nella giungla delle ammissioni universitarie. La scelta di poter decidere in quale scuola mandare i propri figli e che tipo di preparazione avere sembra essere lasciata ai genitori, ma in realtà sono le scuole che hanno l’ultima parola sull’ammissione. Uno dei criteri che risulta predominante in queste selezioni è la distanza tra la scuola e l’indirizzo di residenza dello studente. Le scuole prediligono infatti alunni che abitano vicino la scuola e, secondo molti ricercatori, questo criterio è una delle cause delle differenze educativi tra ricchi e poveri.

Una recente ricerca, condotta in collaborazione tra il Centre for Marketing and Public Organisation dell’Università di Bristol, l’Istituto per gli Studi Fiscali e l’Università di Cambridge, ha analizzato le scelte di migliaia di famiglie per quanto riguarda le primary school, corrispondenti più o meno alle scuole elementari. Utilizzando i dati forniti dal Millenium Cohort Study, un progetto che monitora le vite di circa 19 mila bambini nati nel Regno Unito tra il 2000 e il 2001,  i ricercatori hanno notato che ci sono delle limitazioni per le famiglie più povere. «Abbiamo scoperto che ci sono delle differenze sostanziali nella qualità accademica di scuole locali per famiglie di diversi gruppi socio-culturali. Un quinto delle famiglie, quelle più facoltose, hanno nelle vicinanze scuole che ottengono risultati sostanzialmente maggiori di quelle che sono disponibile per le famiglie che rappresentano il quinto più povero di questo gruppo. Inoltre c’è un secondo livello di differenza», continua la nota scritta dagli autori dello studio sul sito ‘The Conversation’, «quando delle scuole rinomate hanno più richieste che posti, c’è bisogno di un sistema che affidi questi posti. La vicinanza è il più diffuso tra i criteri di selezioni in Inghilterra – per cui le famiglie che vivono più vicino hanno la priorità». Lo studio suggerisce inoltre che le scuole più facilmente accessibili alla parte ricca della popolazione sono, in termini di qualità, migliori di quelle accessibili nei quartieri meno facoltosi.

Dato che le scuole possono adottare diversi metodi di selezione, in alcuni si assiste a delle ‘lotterie’ o un ‘banding system’, ovvero un sistema basato sull’ammissione di studenti provenienti da diversi gruppi sociali e/o in base alle loro abilità. Questi metodi possano essere una valida alternativa per limitare le disparità legate all’ammissione nelle scuole migliori, ma in realtà il sistema delle lotterie ha sollevato delle critiche, poiché molti genitori non pensano che un’estrazione da parte di un computer debba decidere del futuro scolastico dei propri figli. Altri, come dimostrato da un sondaggio sul sito You.Gov preferirebbero che fosse la sorte a decidere invece che la vicinanza alla scuola. Il sistema del ‘banding’ in passato veniva utilizzato rispetto alle fasce di reddito, e le scuole cercavano di creare un corpo degli studenti che fosse eterogeneo. Oggi, quando questo criterio di selezione viene utilizzato, è più riferito alle abilità, agli obiettivi che gli studenti hanno raggiunto, in modo da avere sia quelli con risultati eccellenti sia studenti con difficoltà.

Il criterio della vicinanza come fattore decisionale in termini di ammissioni crea e perpetua ineguaglianza sociale. Secondo la Sutton Trust, un ente a scopo caritatevole che promuove la mobilità sociale grazie alla formazione scolastica ed accademica, è necessario cambiare enormemente se si vuole raggiungere un’effettiva mobilità sociale nell’immediato futuro. Lo pensa allo stesso modo la Commissione per la Mobilità sociale e la Povertà Infantile, guidata dall’ex segretario della Sanità Alan Milburn, che in una recente pubblicazione ha suggerito come sia necessario l’impegno da parte delle scuole di fare di più per aiutare gli studenti provenienti da un ambiente economicamente svantaggiato.
Secondo lo studio, sono 60 mila ogni anno i bambini che non riescono ad andare avanti in scuole che non fanno abbastanza per loro. «La mobilità sociale nel Regno Unito è al minimo e non cresce. In nessun altro campo è stato così evidente come nella formazione scolastica. È noto che c’è una sostanziale differenza nei risultati tra gli studenti avvantaggiati e svantaggiati. Questo studio», ha dichiarato Milburn a seguito della pubblicazione del rapporto, «ha scoperto un nuovo e sorprendente gap nelle performance tra scuole simili in simili comunità. Alcune scuole hanno dimostrato che la privazione non è destino. Hanno ‘decifrato il codice’ di come migliorare la mobilità sociale aiutando bambini svantaggiati nell’eccellere a scuola. Se alcune scuole riescono a farlo, non ci sono giustificazioni per le altre».

Altre scuole, soprattutto quelle private, hanno invece dei test di selezione, a tutti i livelli che si basano sul rendimento scolastico ed ammettono solamente gli studenti migliori. Queste scuole, spesso concentrate nelle grandi metropoli, Londra su tutte, che talvolta offrono anche un servizio di boarding school, mettono gli studenti di fronte ad esami di ammissione che sono molto stressanti e richiedono molta preparazione.
Non sorprende quindi che alcune famiglie ricorrano all’aiuto di tutor privati e si affidino ad agenzie specializzate per il potenziamento della preparazione per questi esami di ammissione. È recente la notizia, pubblicata sui maggiori giornali inglesi, che anche i bambini di tre anni ricevano delle lezioni private per aumentare la loro probabilità di entrare in ottime scuole. Come riporta The Telegraph’, Will Orr-Ewing, direttore di una delle agenzie di tutor professionali della capitale inglese, Keyston Tutors, ha sottolineato che possa essere contro-produttivo ricorrere ad un tutor per bambini così piccoli, mentre è consigliabile dopo i sette anni. «Abbiamo ricevuto storie di bambini piccoli chiudersi nel bagno quando sentivano che il tutor stava arrivando, perché avevano avuto lezioni private ogni giorno sin da un’età ridicolmente piccola, quindi associavano l’aiuto del tutor con stress e tristezza».

 

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