martedì, Giugno 22

Commissione UE: chiarimenti domani 40

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L’Italia chiarisca, questo il senso della lettera che la Commissione Europea ha recapitato questa mattina al Governo, la Commissione inoltre pretende una risposta entro domani.
L’Italia, si legge nella lettera, ha deciso di intraprendere  una deviazione significativa  dal percorso di avvicinamento per l’obiettivo di bilancio a nel 2015.

Nel testo, indirizzato al Ministro dell’Economia Pier Carlo PadoanJyrki  Katainen, Commissario europeo per gli affari economici e monetari della uscente Commissione Barroso, nota che rispetto al percorso previsto nel bilancio dello scorso anno, la legge di Stabilità rinvia l’obiettivo, il pareggio strutturale di bilancio, di medio termine al 2017, e «rallenta la riduzione del rapporto debito-Pil nei prossimi anni. Nen risulta che la bozza di piano di bilancio dell’Italia – si legge – punta a disattendere i requisiti a cui l’Italia è tenuta in base ai meccanismo preventivi del Patto di stabilità e di crescita».
«Vorrei anche sapere come l’Italia possa garantire piana osservanza dei suoi obblighi sul 2015 derivanti dal Patto di Stabilità e di crescita».
«La Commissione intende continuare il dialogo costruttivo con l’Italia per arrivare alla valutazione finale» della manovra e «gradirebbe il vostro punto di vista non appena possibile e preferibilmente entro il 24 ottobre, questo per consentirci di tener conto delle valutazioni italiane nella prossima fase» aggiunge nella missiva Bruxelles».

Pronta la replica del Governo «Il Governo italiano risponderà alla richiesta di chiarimento entro domani, gli uffici tecnici del Ministero sono già in contatto con la direzione ECFIN a Bruxelles, così come il Governo italiano è in contatto con la Commissione europea».
«E’ una lettera che chiede chiarimenti normali. Noi vogliamo raggiungere gli obiettivi, ma attraverso un nuovo percorso. Di questo discutiamo con la Commissione e tra poco la Commissione riceverà la risposta dell’Italia». Questa la replica del  Sottosegretario agli Affari Europei, Sandro Gozi, alla lettera inviata da Bruxelles

 Piccolo incidente diplomato dopo che il Mef (Ministero Economia e Finanze) ha pubblicato sul proprio sito istituzionale la lettera. «La pubblicazione della lettera di Katainen a Padoan», ha detto il Presidente uscente della Commissione Europea Josè Barroso, «è stata una decisione unilaterale del governo italiano, la Commissione non era favorevole perché siamo in una fase di negoziati e consultazioni con diversi governi e sono consultazioni tecniche, che è meglio avere in un ambiente confidenziale».
Barroso attacca poi la Stampa Italiana «la maggior parte delle notizie sulla stampa italiana su quanto io o la Commissione abbiamo sostenuto sono false, surreali, non hanno nulla a che vedere con la realtà, e se ce l’hanno è solo per caso. Spesso sono francamente invenzioni»

La replica di Matteo Renzi non si è fatta attendere, arrivando a Bruxelles per il Consiglio Europeo ha detto chiaramente che è finito il tempo delle lettere segrete, è il momento, ha detto Renzi, della trasparenza e della chiarezza. «Sono stupito che Barroso si sia sorpreso per la pubblicazione della lettera che era stata anticipata qui, su un importante quotidiano internazionale, il Financial Times, poi un importante giornale italiano ha avuto lo scoop».
E commentando la lettera della Commissione ha aggiunto «Stiamo discutendo di 2 miliardi di differenza, noi possiamo metterli anche domattina , abbiamo fatto una grande manovra per ridurre le tasse, che era quello che ci chiedeva l’Europa, e ora che lo abbiamo fatto non sarà una piccola discussione sulle virgole a fermare il nostro percorso».
Lancia poi una sfida alle istituzioni europee: «Pubblicheremo non solo la lettera inviata dall’Ue, ma tutti i dati economici di quanto si spende in questi palazzi, sarà molto divertente, con l’Italia l’open data  vogliamo che sia chiaro tutto ciò che viene da Bruxelles, che ci sia una chiarezza più ampia, è l’unico modo per aiutare i cittadini a capire ed è soltanto l’inizio, chiederemo-conclude Renzi- che ogni dato sensibile della Commissione sia pubblicato», ha detto il Premier.
Intanto il Commissario agli Affari Economici Jyrki Katainen preferisce non commentare la pubblicazione della lettera da parte del Mef: «La pubblicazione della lettera della commissione Ue e’ un problema che riguarda il Governo italiano, che ha deciso di pubblicarla».

Si è svolto questa mattina l’atteso incontro tra il Presidente del Consiglio Matteo Renzi e le Regioni sui tagli annunciati nella legge di stabilità. Pochi gli spazi di mediazione, questo in sintesi il messaggio rivolto da Renzi alle Regioni: «Non c’e’ spazio per una mediazione, i miliardi sono quattro. Da qui due strade: o lo scontro o ci sono proposte alternative su cui si lavora in queste ore, noi interveniamo solo ex post se le cose non vanno. Se avete una risposta seria, rigorosa, noi ci siamo, sui costi standard-ha detto Renzi- se voi ci siete, io ci sono».
Trasparenza totale, questo chiede Matteo Renzi «Per me la strada è la trasparenza totale di tutte le spese on-line, dal Governo alle Regioni». Non vogliamo tagliare la sanità, lo ha detto il Sottosegretario alla Presidenza Graziano Delrio in conferenza stampa dopo l’incontro con le Regioni. «Il Governo è disponibile, nell’ascolto reciproco, a lavorare per migliorare l’impianto della legge di stabilità, insieme non vogliamo tagliare i servizi essenziali, la sanità, i servizi sociali. Dobbiamo trovare le formule e le soluzioni per revisioni radicali della spesa, non estemporanee, a questo proposito  siamo disponibili ad accogliere tutte le proposte in termini di soluzioni diverse da quelle ipotizzate. Il Governo ha sostenuto con forza il principio dell’autonomia e della responsabilità, siamo convinti che vi sia l’autonomia e la responsabilità di comuni e regioni per poter definire le modalità con cui vengono raggiunti gli obiettivi, massima autonomia, siamo disponibili a lavorare insieme alle regioni in tempi strettissimi per trovare potenziali soluzioni per applicare le riforme stabilite», ha concluso Del Rio.

Sette giorni per presentare una proposta per una manovra sostenibile, questa la sintesi di quello che Matteo Renzi ha definito il Lodo Chiamparino, il quale ha dichiarato: «Il punto di convergenza per ora è questo: scrivere una proposta che punti in un tempo rapidissimo, 7-10 giorni al massimo, per un lavoro congiunto che renda sostenibile la manovra in termini di quantità, qualità dei servizi erogati e di fiscalità intendendo la tassazione locale e le tariffe».
Impegno comune per i costi standard e razionalizzazione della spesa a tutti i livelli. «Ho sollevato il tema delle autorità decentrate dello Stato, un esempio è la razionalizzazione della spesa pubblica dei ministeri in virtù».
Altro tema caldo, quella della sanità  «siamo disponibili ad approfondire questa logica, come il Governo è disponibile ad affrontare il tema del recupero di fondi per riprendere una politica di investimenti sull’edilizia sanitaria, la lettera e lo spirito del ‘Lodo Chiamparino’ è quello di rendere sostenibile la manovra evitando ricadute sia di tagli che aumenti della fiscalità. Rispettare i saldi non vuol dire che questi siano fatti solo di tagli».
«Non è detto che poi si arrivi necessariamente ad accordo tra le parti. Ma mi sembra questo un buon punto di partenza», ha concluso Chiamparino.

Rischio spirale deflazione per Italia, Spagna e Grecia, lo dice Standard & Poor’s in un report diffuso oggi.
La bassa inflazione di questi Paesi, scrive Standard & Poor’s, «potrebbe portare a una propensione al risparmio ancora più alta”, portando a un calo di consumi e investimenti che peserebbe sui prezzi aumentando il rischio di una viziosa spirale deflazionistica».

Il Pil italiano scende anche nel terzo trimestre, è quanto emerge dal bollettino mensile di Bankitalia. «Secondo nostre valutazioni nel terzo trimestre il Pil avrebbe segnato una nuova, lieve flessione, migliorano i consumi delle famiglie, ma il recupero della fiducia di famiglie e imprese si è interrotto nell’estate», scrive Bankitalia. Appaiono invece motivate le scelte del Governo di rinviare al 2017 il pareggio di bilancio «data l’eccezionale durata e profondità della recessione appaiono motivate, un riequilibrio più graduale può aiutare a evitare una spirale recessiva della domanda»
Essenziale  puntare su domanda e investimenti. «La spinta delle esportazioni sull’economia italiana “potrebbe continuare ad affievolirsi”, pertanto è essenziale “il recupero della domanda interna” e il riavvio degli investimenti pubblici e privati».

Qualche timido segnale arriva dall’occupazione anche se l’incertezza rimane molta: «Dopo due anni di flessione, il numero di occupati in Italia è tornato a crescere nel secondo trimestre, e le informazioni preliminari relative a luglio e agosto indicano un assestamento sui livelli precedenti. Tuttavia “nonostante i modesti miglioramenti, le prospettive di ripresa dell’occupazione rimangono incerte».

Permangono ancora rischi di bassa inflazione  «resta elevato il rischio di un periodo prolungato di bassa inflazione, e le previsioni degli operatori indicano che nei prossimi anni i prezzi accelereranno solo lentamente». Secondo alcune analisi di Via Nazionale, le sorprese d’inflazione nell’Eurozona registrate nell’ultimo biennio hanno contribuito a indurre anche un graduale ma continuo aggiustamento verso il basso dell’inflazione attesa su orizzonti progressivamente più lontani.

Sale nel secondo trimestre del 2014 l’indebitamento degli Stati europei: secondo Eurostat, che oggi ha diffuso per la prima volta i dati che tengono conto i nuovi criteri Sec 2010, il rapporto debito/Pil è ammontato nell’Eurozona al 92,7% contro 91,9% di marzo. Nell’Ue a 28 Paesi il rapporto è invece salito dal precedente 86% all’87%.

La Confindustria tedesca Bdi ha rivisto nuovamente al ribasso le previsioni di crescita per la Germania nel 2014, ma non prevede recessione. Secondo le stime degli industriali quest’anno il pil tedesco salirà di una percentuale compresa tra l’1,2% e l’1,4%. Bdi rivede così la precedente previsione dell’1,5%, già tagliata dal 2% stimato all’inizio dell’anno.

Giornata positiva per la Borsa di Milano che chiude a + 0,88,  lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi chiude a 162 punti, in flessione rispetto ai 170 punti sfiorati in apertura. Il rendimento e’ al 2,51%.

 

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