giovedì, Maggio 6

Commercianti bocciano manovra field_506ffb1d3dbe2

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 confcommercio

Il Premier Enrico Letta, impegnato in un tour negli Emirati per promuovere le imprese italiane agli investitori stranieri, ha dovuto incassare in patria un attacco da due fronti contro il suo Governo. Attilio Befera, numero uno dell’Agenzia delle Entrate, ha definito non appetibile per chi voglia investire la struttura fiscale attuale. Se persino il capo del fisco critica il sistema al suo interno, forse è un segnale che la pressione fiscale, tra le più alte d’Europa, potrebbe finalmente essere alleggerita.

Da parte loro, l’associazione dei commercianti e quella degli agricoltori hanno bocciato la manovra finanziaria, che complessivamente ha fatto aumentare le tasse e non diminuirle come promesso dall’esecutivo di larghe intese. Allo stesso tempo i salari si sono ridotti: negli ultimi 6 anni il reddito pro capite si è infatti contratto del 13% e sono andati perduti 18 mila euro a testa di ricchezza. Per gli agricoltori il calo delle entrate ha costretto molti a una feroce «spending review casalinga».

«L’attuale sistema fiscale italiano non contribuisce ad essere un terreno appetibile per gli investitori esteri». Così ha parlato il direttore dell’Agenzia delle Entrate, che comunque dice di riporre «grande fiducia nelle misure previste dal piano del governo ‘Destinazione Italia’ che può contribuire ad attrarre investimenti esteri».

Rispetto al disegno di legge originario l’aumento di imposizione per le maggiori entrate nel periodo 2014-2016 previste dalla versione finale della Legge di stabilità triennale – denuncia Confcommercio – è salito complessivamente ad oltre 4,6 miliardi, rispetto agli iniziali 1,6 miliardi. Solo per il 2014 da una previsione pari a 973 milioni, si è arrivati a oltre 2,1 miliardi, con un incremento di quasi il 120%. Per il 2015 si passa addirittura da una previsione di riduzione del carico impositivo (-496 milioni) a un peggioramento di 639 milioni.

L’aggiornamento dell’Ufficio Studi di Confcommercio sulle principali grandezze economiche non lascia spazio ai dubbi. A fronte degli incrementi sopra riportati, i consumi sono congelati (-4,2% nel 2012) e le famiglie sono sempre più povere. L’elaborazione e le analisi condotte su dati Banca d’Italia, Istat e Cer, si legge in una nota di Confcommercio, «confermano la sensazione di eccezionalità della crisi che faticosamente cerchiamo di lasciarci oggi alle spalle».

L’associazione cita il «drammatico calo dei consumi» le cui prospettive sono incerte anche per l’anno in corso. È una evidente e «preoccupante cartina di tornasole» di queste dinamiche della ricchezza delle famiglie. In più, al di là degli effetti della crisi, «anche le modifiche intervenute nel lungo periodo sul versante della composizione delle strutture familiari incidano sui comportamenti di spesa».

Perdita del potere di acquisto e calo dei consumi «restituiscono l’immagine di un Paese gravemente malato in cui appaiono sempre più necessarie ed urgenti le riforme istituzionali ed economiche, in primis quella fiscale. L’attuale livello di pressione fiscale, infatti, è incompatibile con le esigenze della crescita e al momento non vi sono segnali di un cambio di rotta». A inizio gennaio l’associazione dei commercianti aveva già espresso dubbi sull’operato del Govenro Letta, definendo «illusorio» l’abbassamento delle tasse.

Intanto è stata avviata una procedura di infrazione contro l’Italia sui lunghi tempi di pagamento della Pubblica Amministrazione alle imprese. Lo ha annunciato il vicepresidente della Commissione Ue Antonio Tajani. Partirà con una lettera Eu Pilot accelerata, ha detto, che concede al governo 5 settimane per rispondere. L’intera procedura dovrebbe impiegare 2 mesi per arrivare a una sanzione. La decisione è stata presa a seguito delle segnalazioni da varie associazioni di imprese secondo cui i tempi di pagamento della PA non si sono ridotti.

L’Unione Europea ha calcolato in 60 miliardi di euro l’anno il costo della corruzione in Italia, intorno al 4% del Pil e la metà del peso esercitato in Europa. La legge anticorruzione varata sotto l’amministrazione Monti viene giudicata ancora insufficiente, perché pur rappresentando un passo avanti, «lascia irrisolti» diversi problemi. Sono state criticate in particolare le troppe leggi ad personam e lo «scarso livello di integrità dei titolari di cariche elettive e di Governo».

Oltre 4 milioni di italiani sono costretti a chiedere aiuti per cibarsi. Con un aumento del 10% nel 2013 i poveri sono saliti alla quota record di 4.068.250. È questa la cifra più drammatica di quelle fornite da Coldiretti nel commentare gli ultimi numeri ufficiali sul reddito delle famiglie italiane. Quasi 4 persone su 10 (il 37%) che hanno avuto bisogno di aiuti alimentari l’anno scorso si trovano nelle regioni del Sud, dove si contano ben 1.542.175 indigenti, in aumento del 65% negli ultimi 3 anni.

Sui mercati è stato un avvio di settimana molto difficile per le Borse Europee. Madrid ha ceduto il 4%, Milano il 2,63% e Francoforte l’1,29%. Da parte sua Wall Street perde circa un punto percentuale in questo momento. Piazza Affari ha accelerato al ribasso in scia al peggioramento dell‘indice Ism manifatturiero Usa, crollato a gennaio oltre le attese e sceso ai minimi dallo scorso maggio.

Il dato è stato talmente negativo, che gli analisti parlano di aberrazione e per giustificarlo non possono far altro che puntare il dito contro le condizioni metereologiche avverse o il balzo improvviso dei prezzi energetici (benzina e riscaldamento).A livello tecnico, poi, il listino italiano Ftse Mib ha bucato la soglia psicologica dei 19.000 punti. La violazione del livello, confermata in chiusura di seduta, evidenzia un aggravarsi delle tensioni.

In ambito di notizie societarie, è giunta alla stretta finale la trattativa per la fusione fra la compagnia aerea degli Emirati Arabi Uniti Ethiad e Alitalia. Il prossimo mese servirà a studiare il business plan e la reddittività di un potenziale accordo di collaborazione. La ‘due deligence’ volta al possibile investimento del vettore arabo è proiettata allo sviluppo di una strategia comune per raggiungere gli obiettivi che i due vettori si sono prefissati.

Lufthansa si è scagliata contro l’operazione, sostenendo che si tratterebbe di una forma di aiuto di Stato, una «nazionalizzazione parziale», come si legge in una nota. Lufthansa fa «appello alla Commissione affinché eviti queste tattiche evasive» delle regole concorrenziali comunitarie. Tajani non ci sta e dice di non riscontrare alcun problema di violazioni delle regole europee sulla concorrenza in base a quanto finora trapelato sui piani di alleanze tra la compagnia di bandiera italiana e il vettore di Abu Dhabi.

 

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