giovedì, Maggio 13

Come ti ospito il backpacker Gli investitori propongono un’offerta che si avvicina a quella di hotel innovativi

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Hostel

Cosa desidera il backpacker dei nostri giorni e cioè il viaggiatore che si muove zaino (backpack) in spalla, spesso per lunghi periodi ma con scarsi denari, durante le soste negli ostelli di tutto il mondo? Dategli una connessione wi-fi gratis, uno spazio comune accogliente dove socializzare, una buona dotazione di giochi, dal bigliardino al Nintendo Wii e sarà felice come una pasqua. Se poi l’ostello ha una sua forte personalità, grazie alla location, l’arredamento, la disponibilità del personale, la capacità di organizzare iniziative ed eventi coinvolgenti che facciano vivere all’ospite una vera e propria esperienza, allora il gioco è fatto. Lui, o lei, tornerà a casa con un bel ricordo da raccontare e da postare sui social media.

Ecco perché, da qualche tempo, la grande galassia degli ostelli, le strutture specializzate nell’ospitalità low cost i cui fruitori sono per lo più, ma non solo come si vedrà, i più giovani, vive una trasformazione con il lancio di format nuovi in affiancamento a quelli tradizionali. Trasformazione stimolata dai mutati gusti ed esigenze dei clienti e che avviene anche, ma non solo, attraverso l’ingresso di nuovi investitori: società piccole e grandi spesso specializzate, fondi immobiliari.

La cosa non deve sorprendere: come si apprende dallo studio ‘Youth travel forecast’ di Staywise/Unwto, da qui al 2020, il turismo giovanile internazionale è destinato ad aumentare del 50%, il che lascia intravedere una importante opportunità per nuovi attori e idee.

 

La rivoluzione, se si ascolta la tesi di Kash Bhattacharya, autore dell’e-book ‘Luxury Hostels of Europe’, pubblicato nel 2013 dopo un viaggio di un anno in Europa soggiornando in quelli che, appunto, lo scrittore definisce ostelli di lusso, è cominciata nel 2005 a Lisbona, dove un gruppo di designer ha dato vita, pieno centro, in un edificio Art Deco restaurato per l’occasione, a un ostello di 23 stanze -The Lisbon Living Lounge- arredato con gusto e creatività con pezzi di seconda mano o vintage anche grazie alla collaborazione di 17 artisti. Risultato dell’operazione: uno chic low cost, nel quale colazione, wi-fi e sala cinema oggi sono inclusi nel costo di 18 euro per letto in dormitorio o 30 per una doppia.

Negli anni successivi, chi ha fatto il proprio ingresso su questo mercato (marchi come Generator, Wombats, St Christopher’s Inns) ha seguito le orme dell’LLL proponendo modelli che si distinguono dalla tradizionale e spartana offerta fatta per lo più di camerate con molti letti, il bagno sul corridoio, uso di cucina e altri eventuali spazi comuni e il cui prevalente vantaggio è rappresentato dall’economicità, dai 9-10 euro a 20 o poco più. Una proposta da sempre poco apprezzata dai viaggiatori italiani e anche da quelli americani, cosa che nel 2011 ha convinto il miliardario Ronald Buckle ad aprire a Miami l’accogliente Freehand Hostel in un vecchio hotel Art Deco a South Beach completo di giardino e piscina, un ricchissimo programmi di eventi, atmosfera internazionale e stimolante, prossimamente dotato anche di ristorante.

Le strutture di nuova generazione, offrono, per cifre che si aggirano sui 20-35 euro (in camere condivisef), innanzitutto un contesto bello e piacevole, spesso di charme oppure ipermoderno, e poi, come detto, collegamento wi-fi, aria condizionata, asciugamani, sapone e shampo, in alcuni casi pc disponibili nella sala comune, tv al plasma e altro ancora. «Un modello» ha scritto Harry Douglass, associato senior della HVS di Londra in un apposito studio «che confonde il confine con il segmento degli hotel avvicinando le due categorie». I punti di riferimento, in questo senso sono Motel One, Tune e CitizenM, Ace Hotels.

Oltre a Meininger. Proprietà dello specialista Holdaybreak, ha oltre duemila stanze sparse nelle location più gettonate d’Europa, e un fatturato 2013 di 53 milioni di euro, in strutture pensate per offrire servizi degli di un hotel e con tariffe da ostello (da un minimo di 17-24 euro per i ‘dorm’ al massimo di 85-100 per la singola) a un target che amplia il suo profilo sino alle famiglie con bambini.

In questi giorni abbiamo giornalisti stranieri impegnati alla Mostra del Cinema di Venezia tra i nostri ospiti“, fa sapere dalla sede di Generator (nella foto di Nikolas Konig) affacciata sulla laguna il general manager Fabio Moccia, “in perfetta convivenza con i backpacker che qui approdano da tutto il mondo, oltre agli italiani sempre più numerosi, nonostante l’atavica repulsione per gli ostelli”. L’idea proposta da Generator, progetto del fondo Patron Capital, 870 posti letto in Europa e due nuove strutture, Roma e Parigi, in apertura entro il 2015 rielabora la filosofia dell’ostello attraverso il linguaggio di un originale design utilizzato a piene mani negli interni e che sfrutta materiali e pezzi unici locali. “Non è solo una questione di forma” continua Moccia. “Abbiamo una passione per le arti visive ed espressive che esplicitiamo organizzando mostre ed eventi aperti alla città. Collaboriamo con artisti locali e abbiamo l’ambizione di stabilire un contatto con la Biennale”.

Obiettivo, appunto, regalare quell’esperienza e ricordo che i viaggiatori potranno portare con sé a lungo, possibilmente raccontandola via social media ad amici e parenti. Le tariffe superiori alla media – si va dai 20 euro per la sharing da 16 con bagno al piano, o 25 se il bagno è nella camerata e c’è la vista su Dorsoduro, ai 50 per le cinque doppie esistenti, tutte diverse una dall’altra e con affaccio, non sembrano condizionare i risultati. Il tasso di occupazione medio nell’ultimo anno arriva all’80-85%, ma negli ultimi mesi, sottolinea il gm si è attestato sul 90%.

Un dato che si avvicina al 97% registrato nei primi sei mesi del 2014 da Ostello Bello, aperto in un edificio nella Milano romana appositamente ristrutturato e adeguato (con una spesa di oltre 800mila euro) da una società indipendente composta da 11 persone, tre delle quali   –Carlo Alberto Dalla Chiesa, Pietro Vecchi, Nicola Specchio–  sono operative come amministratori. “I fondatori, giovani che amano viaggiare e che di ostelli ne hanno frequentati”, spiega Niccolò Minucci, 23 anni, general manager, “hanno voluto riassumere in una struttura tutti i pregi apprezzati in ostelli conosciuti in giro per il mondo”. Il bar aperto a tutti, ad esempio, e diventato un punto di riferimento anche per i giovani milanesi, è un’idea importata dal sud America. Qui il viaggiatore può entrare in contatto con persone del posto.

Dieci stanze su tre livelli, due delle quali doppie, all’ultimo piano dove si trovano anche la cucina e un terrazzo fiorito che dà sulla via (ogni piano ne ha uno) e le altre in condivisione per 4/8 persone a seconda dei casi. Per una tariffa media di 35 euro “un po’ superiore alla media” ammette Niccolò Minucci, l’avventore ottiene molto di ciò che altrove è optional: “il wi-fi gratis” elenca “asciugamani e sapone, la possibilità di fare colazione senza limiti orari, cibo basico disponibile per la cena e poi bevanda di benvenuto e aperitivo con buffet al bar dell’ostello tutte le sere. Aggiungo che qui siamo in pieno centro, si risparmia sui mezzi”. La formula, apprezzata anche da giovani lavoratori che frequentano Milano per eventi o appuntamenti formativi, sarà riproposta in altre città, con un’apertura a stretto giro all’estero e una entro il 2015.

Puntano da sempre come da statuto sul ruolo sociale gli oltre 100 ostelli che fanno parte del circuito nazionale Aig (Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù), affiliato a IYHF (International Youth Hotel Federation), con 4.500 ostelli, la più grande catena esistente al mondo. La sua evoluzione non cambia il tracciato, anzi lo accentua. “Gli ostelli non sono dormitori” afferma il presidente Anita Clotilde Baldi, “ma veri e propri centri di aggregazione. Per questo organizziamo laboratori, spesso utili per la formazione professionale, nel campo delle arti espressive e non solo: cinema, doppiaggio, teatro, giornalismo e scrittura creativa. Combattiamo il disagio aiutando i giovani a coltivare le loro passioni”. In questo senso, da circa tre anni ha preso il via il progetto Osthello. Aperto anche ai ragazzi del luogo, vuole trasformare gli ostelli in vere e proprie residenze artistiche attraverso laboratori gratuiti.

L’affiliazione ad Aig non prevede un format diverso da quello dell’ostello classico” continua Baldi, “con una serie di requisiti minimi in chiave moderna (il bagno deve essere nelle multiple e non fuori) che sono obbligatori per tariffe medie fra i 13 e i 25 euro. La collocazione e la natura della struttura aiuta: abbiamo ostelli nei casali di campagna, nei castelli, altri ancora in edifici moderni. Importante tuttavia è che la struttura sia ben collegata per vivere la città o il territorio ed essere da questi accolta”. Un rapporto di scambio, spiega ancora la presidente che sarà ulteriormente rafforzato: “stiamo lavorando per includere i giovani portatori di handicap e quelli che si trovano nei carceri minorili nei nostri programmi, offrendo loro un’opportunità di impiego. Partire a breve in Puglia un’operazione di questo tipo”. La Casa dei mestieri, infine, è il progetto al quale Anita Clotilde Baldi, lavora da tempo e che potrebbe aprire entro il 2015: “Riporteranno i ragazzi al piacere dei mestieri con corsi e laboratori organizzati con artigiani locali”. Tutto avverrà negli ostelli che parteciperanno al programma. 

 

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