giovedì, Settembre 23

Come cambia il mondo sciita: l'Iran al voto E in Siria si aprono spiragli per una tregua dopo l'accordo Usa-Russia

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Il mondo sciita registra oggi due importanti novità. In Iran quasi 55 milioni di aventi diritto vanno oggi alle urne per il rinnovo del Parlamento, il Majlis, e dell’Assemblea degli Esperti, l’organismo religioso cui spetta il compito di nominare la Guida Suprema. Sono le prime elezioni dopo l’accordo con l’Occidente sul programma nucleare e l’allentamento delle sanzioni. I riformisti sperano di guadagnare consensi e il risultato potrebbe condizionare le possibilità di rielezione per il presidente Hassan Rohani. Il presidente Hassan Rohani si aspetta un’affluenza «epocale». Rohani lo ha detto dopo aver votato. «Chiunque sarà eletto, sia in Parlamento che nell’Assemblea degli esperti, sarà da noi rispettato e tutti rispetteranno il voto della maggioranza», ha aggiunto Rohani, egli stesso in corsa per uno dei seggi dell’Assemblea degli Esperti, l’organismo che dovrà nominare la prossima Guida Suprema.
A smentire i timori di astensionismo, la televisione iraniana mostra lunghe file ad alcuni seggi di Teheran sin dal primo mattino. Il leader supremo, l’ayatollah Ali Khamenei, è stato tra i primi a mettere la scheda nell’urna, quasi a volere dare il buon esempio.

«Consiglio agli iraniani di votare presto e di scegliere i candidati in maniera saggia, una grossa partecipazione rappresenta una sconfitta per i nostri nemici», ha detto l’ayatollah uscendo dal seggio. Anche il leader della lista dei riformisti-moderati, Mohammad Reza Aref, ha già votato. La speranza è quella di scalzare la maggioranza conservatrice-fondamentalista che ha controllato i 290 seggi del precedente Majilis.

Siria – L’altra novità riguarda Damasco: il Consiglio di sicurezza dell’Onu dovrebbe adottare stasera una risoluzione a sostegno dell’accordo russo-americano di cessazione delle ostilità in Siria che ne esigerà l’applicazione da parte di tutti i soggetti in guerra, riferiscono fonti diplomatiche. L’adozione del testo proposto da Russia e Washington, dovrebbe coincidere con l’audizione dell’inviato Onu Staffan de Mistura che darà conto in videoconferenza dei suoi sforzi per far tacere le armi e rilanciare i negoziati di pace. La risoluzione sostiene pienamente l’accordo russo-americano per il cessate-il-fuoco che entrerà in vigore alla mezzanotte siriana, le 23 in Italia. Chiede che «tutte le parti a cui si applica la cessazione delle ostilità la rispettino» ed esorta i membri del Gruppo di sostegno internazionale alla Siria di «usare la loro influenza sulle parti» per giungere a un «cessate-il-fuco duraturo».

Il testo ribadisce l’appello a un «accesso umanitario libero, sicuro e rapido» in Siria, in particolare per i 4,6 milioni di siriani bloccati nelle aree assediate o difficili da raggiungere. Riconferma la necessità di un processo negoziale verso una transizione politica e chiede a de Mistura di riconvocare «appena possibile» una nuova sessione negoziale tra governo e opposizione. I negoziati sono sospesi da inizio febbraio e stasera de Mistura dovrebbe precisare quali sono le prospettive per una ripresa. La prima riunione della ‘task force sul cessate-il-fuoco’ in Siria è iniziata questo pomeriggio a Ginevra, precedendo di qualche ora l’entrata in vigore ufficiale di una tregua accettata da tutte le parti in conflitto. Lo hanno annunciato le Nazioni Unite. Questa riunione, a cui devono partecipare i rappresentanti di diciassette Paesi membri del Gruppo Internazionale di sostegno alla Siria (Issg), dovrebbe discutere le modalità di applicazione del cessate-il-fuoco. E’ stata preceduta da intensi negoziati dal 19 febbraio tra americani e russi, co-presidente dell’Issg, per raggiungere una cessazione delle ostilità nel conflitto che dura ormai da cinque anni. I combattimenti devono in teoria interrompersi alla mezzanotte di Damasco ma il regime siriano e il suo alleato russo hanno chiaramente indicato che continueranno a bombardare le milizie jihadiste dello Stato Islamico e del Fronte al Nusra, filiale siriana di al Qaeda, esclude dall’accordo di cessate-il-fuoco.

L’emissario speciale dell’Onu per la Siria, Staffan de Mistura, anche lui presente alla riunione della ‘task force’, dovrà ragguagliare il Consiglio di sicurezza dell’Onu in videoconferenza e successivamente spiegherà alla stampa se sono state raggiunte le condizioni per un nuovo ciclo di discussioni intersiriane a Ginevra. Il cessate-il-fuoco è stato accettato in linea di principio dal regine di Damasco e dall’opposizione oltre che dalle milizie curde attive nel nord della Siria, ma esclude i gruppi jihadisti Stato islamico e fronte Al-Nusra (ramo siriano di Al-Qaeda) che controllano vaste aree del territorio siriano. La precedente tregua che avrebbe dovuto entrare in vigore venerdì scorso, secondo un altro accordo tra Mosca e Washington, è stata ignorata dai combattenti. Intanto l’opposizione siriana ha approvato la tregua. «Le fazioni dell’Esercito libero siriano e dell’opposizione armata sono d’accordo per il rispetto di una tregua temporanea» che inizierà dalla mezzanotte e che «durerà un periodo di due settimane». E’ quanto si legge nel comunicato dell’Alto comitato per i negoziati dell’opposizione siriana e dei ribelli che ha annunciato che «97 fazioni» si sono impegnate per il rispetto dell’accordo tra Usa e Russia per la cessazione delle ostilità.  

L’Alto comitato, scaturito dalla conferenza di Riad, annuncia inoltre che è stata creata una commissione militare presieduta dal coordinatore generale Riad Hijab per seguire l’attuazione della cessazione delle ostilità. Nel comunicato si ribadisce quindi il «diritto dell’opposizione all’autodifesa contro qualsiasi eventuale attacco». L’accordo Russia-Usa sulla Siria verrà approvato oggi dal Consiglio di sicurezza dell’Onu e dal gruppo di supporto internazionale alla Siria a Ginevra, ha detto il ministro degli esteri russo Serghei Lavrov. «Nessuno può dare garanzie certe che la tregua venga rispettata ma siamo davanti a un’opportunità». I curdi siriani e diversi gruppi sunniti contrari al regime siriano di Bashar Assad si sono uniti al cessate il fuoco che dovrebbe entrare in vigore in Siria a mezzanotte, ha annunciato il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, spiegando che i gruppi si sono messi in contatto con i militari russi.

Tuttavia, come detto, sono continuati anche stamani i massicci raid aerei a nord di Aleppo: lo riferisce 30 i raid russi di oggi nella provincia di Aleppo: lo riferisce l’Osservatorio siriano per i diritti umani (Ondus). Sono state colpite Hretan, Andan, Kafar Hamra, e l’area di Asia. E ancora Qubtan al-Jabal, Dara Azza, al-Sallom, Babis, e Kafr Basin. Intanto proseguono i combattimenti tra ribelli e governativi nei pressi di al-Tamoura, il villaggio conquistato due settimane fa dai soldati fedeli al presidente Bashar al Assad. Altri bombardamenti si segnalano nella zona occidentale, in azione i caccia governativi siriani.

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