mercoledì, Dicembre 8

Come affrontare la migrazione Le risposte dai convegni alla Camera e presso il MAE

0
1 2


Il convegno di martedì presso il Ministero degli Affari Esteri ha discusso meno di economia e più della necessità di politiche concertate e coerenti in risposta al fenomeno migratorio, un fenomeno che non ha affatto carattere di emergenza, ha sottolineato il Ministro degli Affari Esteri, Paolo Gentiloni, ma che si prospetta come un fenomeno di medialunga durata, e come tale deve essere affrontato.

Senza eccezioni, i relatori del convegno hanno lamentato la sostanziale assenza di una politica di concerto europea e il clima di disunione tra gli Stati membri, ognuno teso a non perdere la propria sovranità sul volume di ingressi nel proprio territorio. Gentiloni ha affermato che l’Europa sarebbe, con gli strumenti giusti e una politica comune, perfettamente in grado di gestire l’afflusso di migranti. Il regolamento di Dublino, sostiene il Ministro, non risponde più alle contingenze attuali. Esso appare in chiara contraddizione con quello che è il pilastro dell’Unione Europea, la libera circolazione sancita dall’accordo di Schengen.

Anche Gianni Bonvicini non ha risparmiato critiche all’Europa e ai singoli Stati membri, lamentando la perdita di quei valori su cui si fonda l’Europa unita. È stata invece Lia Quartapelle (Commissione Esteri della Camera dei Deputati) ad accennare alle percezioni fuorvianti ed allarmiste dellEuropa rispetto alla migrazione: “Alla Valletta [vertice Euro-Africano sulla migrazione, tenutosi a Malta l’11 e 12 novembre scorsi], lEuropa si è presentata come una fortezza assediata, ma lEuropa assorbe il 3% dei rifugiati globali mentre il continente africano ne ospita circa il 30%”.

Quello che emerge dai convegni e dai dibattiti, in queste ed altre sedi, è la necessità di andare oltre la demagogia, dati alla mano, e di sviluppare strategie e programmi adeguati ad un fenomeno che non solo non può essere arrestato ma che, verosimilmente, continuerà ad avere un impatto importante sul nostro Paese e sul nostro continente per alcune decine di anni.

In particolare, si è più volte sottolineata l’importanza di una politica comune europea che superi gli egoismi nazionali e restituisca fiducia alla gestione comunitaria. Sul tema della migrazione, ha infatti sottolineato Gentiloni, l’Europa rischia di sgretolarsi. Vi è la necessità di cooperare non solo all’interno dell’Unione, ma anche con i Paesi di provenienza e quelli di transito, dando vita a una politica migratoria che sia integrata nella politica estera dell’Unione Europea.

L’assorbimento e l’integrazione degli immigrati, sembrano invece essere questioni più prettamente nazionali. Da questo punto di vista, il percorso dell’Italia per una gestione organica è ancora lungo e laborioso, a cominciare dalla necessità di sfatare alcune false percezioni legate alla presenza degli immigrati. Importante il dibattito intorno all’abrogazione del reato di immigrazione clandestina: “Un reato che penalizza non dei comportamenti criminali ma una condizione esistenziale”, ha sottolineato il Senatore Luigi Manconi, intervenuto al convegno di martedì.

Dal punto di vista demografico ed economico, su questo studiosi ed analisti concordano, gli immigrati potrebbero essere una risorsa importante.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->