sabato, Maggio 15

Come affrontare il terrorismo dopo l’11 settembre 2001 – Parte II

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di Jasim Muhammad* – La soluzione al problema del terrorismo, o l’opposizione al terrorismo, include i rimedi rapidi rappresentati dall’azione militare, dalle vaste operazioni militari, si tratti di attacchi proattivi o del rilevamento della geografia del terrorismo e dell’estremismo, dalla distruzione dei campi di addestramento. Tuttavia, coloro che si occupano di lotta al terrorismo continuano a guardare al futuro lontano e suggeriscono di fare affidamento su una serie di politiche complete nel campo della sicurezza nazionale, nelle quali si stabilisca l’autorità del governo e dello stato sulla sicurezza e sulle risorse naturali e umane, su programmi di sviluppo economico e sociale e sull’eliminazione della disoccupazione, un pacchetto di misure che non possono mai essere separate le une dalle altre.

Si sono diffuse strategie diverse per la lotta al terrorismo e all’estremismo, specialmente americane. In una sua lezione alla facoltà di Legge dell’università di Harvard pubblicata dal periodico Foreign Affairs, la scrittrice americana Jessica Stren ha ricordato che gli Stati Uniti non mirano solo alla guerra al terrorismo, ma anche a impedire la crescita dei gruppi estremisti con programmi di riabilitazione dei detenuti al fine di salvaguardare la sicurezza nazionale. Quello cui assistono oggi la regione araba e il Medio Oriente è considerata una depressione terroristica: i ‘jihadisti’ hanno iniziato a svegliarsi per diventare una palla di neve che si ingrandisce con l’espandersi delle superfici di conflitti e contese.

Il lavoro di intelligence nell’opposizione al terrorismo occupa la priorità, più dell’azione militare e degli armamenti. La ricerca e l’indagine sulle organizzazioni terroristiche sono considerate uno dei primi passi da intraprendere, e le fonti umane tradizionali sono ritenute le più importanti per la raccolta delle informazioni, accanto a quelle tecniche. Secondo le teorie dell’intelligence, quello che non possono le risorse tecniche può essere realizzato dalle fonti umane. Nonostante lo sviluppo tecnologico professionale nelle tecniche di spionaggio e lotta allo spionaggio e al terrorismo, gli stati più avanzati nella tecnica di intelligence, come gli Stati Uniti e la Russia, non possono rinunciare alle fonti umane; nonostante la presenza di programmi tecnici, l’agenzia NASA, la corsa agli armamenti e altri metodi di spionaggio professionale, ci sono stati accordi per lo scambio di spie per un ritorno alla guerra fredda.

Le misure di intelligence di maggior rilievo che occorre intraprendere:

1: Database, vale a dire il reperimento di informazioni sui singoli, sull’organizzazione, sulle dichiarazioni, informazioni che sono considerate fondamentali e che è necessario raccogliere prima di iniziare a elaborare qualunque piano. Si tratta dell’ABC del lavoro di intelligence.

  • Fonti di finanziamento
  • Fonti di volontari
  • Campi di addestramento
  • Fonti di armamenti
  • Riferimenti politici e religiosi
  • Vie di comunicazione
  • Leader e loro background sociale e politico

Dopo di che si elabora uno studio o un piano per seguire l’organizzazione, comprese le probabili minacce e le intenzioni di tale organizzazione. Il lavoro di intelligence comincia con la notizia, poi l’informazione e la raccolta di informazioni sull’obiettivo, sia esso un’istituzione, una personalità o un’informazione – l’informazione stessa può essere un obiettivo. Tutti gli obiettivi hanno punti di forza e punti di debolezza da cui le istituzioni di intelligence devono trarre vantaggio, e tra gli sforzi in questo senso rientra l’individuazione di fonti di informazioni vicine all’obiettivo, alle persone, alle istituzioni o alle informazioni. Il lavoro di intelligence si fonda sullo sfruttamento dei punti di debolezza e talvolta sulla preparazione di trappole.

2: Prosciugamento dei fondi del terrorismo

I finanziamenti sono considerati alla base del lavoro dell’organizzazione dello Stato Islamico. Le relazioni di intelligence offrono dettagli sull’importanza dei finanziamenti. I ‘jihadisti’ e i combattenti che si arruolano volontariamente per combattere scelgono sempre le fazioni più grandi per organizzazione, pagamento e armamenti. Per esempio, l’ISIS è riuscita ad annientare le altre organizzazioni ‘jihadiste’ per via dei privilegi economici e degli armamenti di cui gode, il che ha spinto molte brigate e battaglioni che avevano combattuto sotto altre bandiere a combattere sotto la sua.

L’autorizzazione dei finanziamenti è il nervo principale e il fattore determinante nella sopravvivenza dei gruppi ‘jihadisti’. Lo ‘Stato dell’ISIS’ gestisce numerose operazioni di riciclaggio di denaro, e questi capitali talvolta sono gestiti dall’interno di stati europei e arabi. Il settore privato gioca un certo ruolo nel finanziamento del terrorismo: gli uffici bancari privati e il trasferimento di fondi in tutto il mondo sono stati sfruttati per far girare e riciclare capitali, insieme al commercio e alle operazioni di importazione ed esportazione.

L’imposizione di uno stretto controllo sulle compagnie bancarie private e il monitoraggio delle loro attività finanziarie mirano al prosciugamento delle fonti di finanziamento e alla lotta al terrorismo. Tra i suggerimenti per il prosciugamento delle fonti di finanziamento di al-Qa‘ida e dei ‘jihadisti’ rientrano il lavoro di intelligence, l’imposizione di sanzioni, la cooperazione con alleati internazionali e la collaborazione del settore privato al fine di individuare donatori, finanziatori e intermediari coinvolti nel sostegno alle organizzazioni terroristiche. La creazione di una cooperazione internazionale per il monitoraggio delle attività finanziare dei gruppi armati non è inferiore per importanza rispetto alle operazioni armate nella resistenza al terrorismo e all’implementazione delle decisioni del Consiglio di sicurezza e del Comitato contro il terrorismo nel seguire le attività finanziare e prosciugare i finanziamenti.

3: Opposizione alla propaganda ‘jihadista’ su internet

Tra gli sforzi internazionali nella lotta al terrorismo, occorre ricordare che il sito Twitter è riuscito a bloccare 12 mila account legati all’organizzazione dall’autunno del 2014, oltre ad altri 800 account che è stato confermato appartenessero all’ISIS, secondo quanto è comparso in uno studio redatto da Google. La maggior parte degli account eliminati è riconducibile a sostenitori dell’ISIS, che scrivevano tweet in inglese sul social network. I proprietari di questi account hanno designato con l’aggettivo ‘infedele’ coloro che hanno chiuso i loro account, e molti di loro ne hanno aperti di nuovi. Le stime indicano che almeno 45 mila account su Twitter, tra account aperti e sospesi nei pochi mesi scorsi, appartengono all’organizzazione ISIS.

La compagnia ha dichiarato guerra all’organizzazione dopo che quest’ultima è riuscita a realizzare una presenza notevole sul sito da due anni a questa parte. Analogamente, il sito 5elafabook è stato chiuso il giorno successivo alla sua fondazione da parte dell’organizzazione, il 10 marzo 2015, come sono stati sospesi altri account del gruppo il cui scopo era quello di inviare messaggi ai sostenitori al fine di reclutare nuovi combattenti.

Il direttore della Central Intelligence Agency (CIA) americana, John Brennan, ha affermato, in data 6 marzo 2015, che l’agenzia avrebbe realizzato i miglioramenti più importanti della sua storia al fine di concentrarsi sempre di più sulle operazioni in internet e sull’introduzione di innovazioni digitali per la raccolta delle informazioni. Brennan ha annunciato la creazione della Directorate of Digital Innovation (Direzione per l’innovazione digitale) per l’osservazione e lo sfruttamento degli sviluppi tecnologici digitali, aggiungendo che la CIA avrebbe creato anche nuove unità chiamate Mission Centres allo scopo di focalizzarsi sempre più sulle nuove sfide, come la diffusione delle armi e l’individuazione di zone geografiche non ancora note, per esempio in Africa.

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