martedì, Maggio 18

Combatterò, procomberò sol io Renzi contro tutti, in una settimana di svolta. E Domenica dall’Emilia Romagna…

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Settimana decisiva. Per una volta sul serio. Come avevamo provato ad anticipare, tra Riforma elettorale (e del Senato a ricaduta), Jobs Act e questione del lavoro, definizione dei rapporti tra forze politiche, è stata effettivamente la settimana della svolta. Cioè del punto di non ritorno dell’uomo solo al comando. Ché tale vuole essere, ed essere riconosciuto, Matteo Renzi. Non a caso si chiude con le parole di Maurizio Landini, segretario Fiom: “Renzi non decida lui dalla sera alla mattina. Da solo non cambia il Paese. Da solo risponde solo ai poteri forti”. Si dovrebbe anche considerare la doppia valenza semantica di quel secondo solo: ‘risponde unicamente’, da un lato, dall’altro ‘essendo solo non può far altro che questo’. Polemiche conseguenti dopo l’uscita del leader sindacale, ma ormai lo schema è chiaro. Il Presidente fiorentino, ben più vicino all’aretino Amintore Fanfani che al sindaco santo Giorgio La Pira, va dritto per la sua strada. Ed anche qui doppia valenza semantica: ‘procedendo diritto’ e ‘procedendo con furbizia’. E chi ci sta ci sta.

E’ anche evidente, ormai, che l’opposizione può, del caso, venire e crescere solo dai corpi sociali, o da quel che ne rimane. Poco ma buono. Difficilmente da operazioni interne ai partiti, pur con tutta le buone, rispettabili ed anche generose, volontà dei Pippo Civati vari. (Per tacere dei Massimo D’Alema e succedanei). Estremamente significativa, da questo punto di vista, la svolta impressa alla Uil dal nuovo Segretario, con lo Sciopero Generale slittato al 12 Dicembre per renderlo comune. E, altrettanto ed ancor più significative, le tante iniziative settoriali e locali di contrapposizione al Governo che si vanno delineando. Non a caso hanno suscitato la reazione stizzita del Berluschino, che ha rilevato come il suo Esecutivo di centrosinistra subisca attacchi e registri una quantità di scioperi raramente visti in precedenza.

Dunque, in questo Novembre 2014, le cose sono andate così,

da Lunedì 17 a Venerdì 21.

Lunedì 17

Renzi pericolo per la democrazia? Le sue affermazioni sul fatto che “non sarà più possibile che le piazze fermino il cambiamento” aprono un dibattito anche in questo senso. Scontro nella maggioranza sul Jobs Act. ‘Permesso’ ai Comuni alluvionati di sforare il Patto di stabilità. Livia Turco piange in TV la sinistra marginalizzata. La sinistra ci tiene a far sapere che con la Turco ha avuto solo rapporti di occasionale conoscenza. Mario Draghi, Governatore BCE, di fronte al possibile ulteriore peggioramento dell’economia annuncia l’acquisto di Bond sovrani. Il mio nome è Bond, Mario Bond.

Martedì 18

Intesa sul Jobs Act. Ma anche no. Assalto alla Sinagoga in Israele con cinque morti. Hamas plaude. Ma anche no. Conseguenze preventivabili. Il Sindaco di Roma, Ignazio Marino sempre più nella bufera, ma non si dimette. Anche perché nel primo dopoguerra ci furono sì nostalgici del Duce che scandivano “Aridatece il puzzone”. Ma “Aridatece Alemanno”, neanche i parenti stretti. Scalda i motori Alfio Marchini, ché fare il Sindaco di Roma è sempre meglio che lavorare.

Mercoledì 19

La Eternit, Società Svizzera presente in Italia dal 1906, con sedi a Casale Monferrato, Cavagnolo, Rubiera e Bagnoli, vede dichiarato prescritto dalla Cassazione il reato di Disastro Ambientale, ritenuto terminato nel 1986. Anche se si tratta  di malattie e morti successive. Già documentati almeno tremila decessi per mesotelioma pleurico. Prosciolto di conseguenza anche l’ultimo erede della Fabbrica di Amianto, Stephan Schmidheiny. Tutto il resto è marginale.

Giovedì 20

Renzi dice qualche baggianata sul cambiamento della prescrizione. Studiare quello di cui si parla è un optional. E attacca i Sindacati: «Loro scioperano, io creo posti di lavoro». Business as usual. L’Italicum torna in discussione. In Medio Oriente lo Stato Islamico avanza impetuosamente, in Italia lo Stato Italiano impetuosamente arranca.

Venerdì 21

Silvio Berlusconi ribadisce, velatamente ma non troppo, che tutto quel che vuole Renzi, lui farà. Qualche critica di prammatica al Jobs Act, e altre amenità minori. Ma, poveruomo, altro non può fare. Ultimi comizi per le Regionali.

E poi tra

Sabato 22 e Domenica 23

Nel fine settimana Congresso di Certi Diritti, in Calabria, a Lamezia Terme. Un bel posticino per contrastare l’omofobia. A  Milano la Curia aveva cercato di monitorare le scuole sul tema dell’omosessualità, con pubblica marcia indietro finale del Cardinale Angelo Scola. Domenica si vota sia in Emilia e Romagna che in Calabria. Quella che conta davvero è la Regione del Nord. La sfida per interposta persona tra i due Matteo “fa scomparire Berlusconi e Grillo”, come scrive la prestigiosa new entry de la Repubblica, Stefano Folli. Potrebbe succedere di tutto, anche che il leader leghista, Matteo Salvini, stabilitosi in loco da un mese, incassi ancor più che una pur straordinaria affermazione parziale. E tutto quel che nel mondo politico si va delineando, e dicendo, andrebbe rivisto sotto altra ottica.

E la prossima settimana,

da Lunedì 24 a Domenica 30

Conseguenze del voto regionale. Banco di prova per il Governo che prova a stringere sui tanti, probabilmente troppi, fronti aperti. Giorgio Napolitano riceverà il giovane Capo del Governo per la road map da qui a fine anno. L’ultimo, ma non è detto, del suo secondo mandato.

E così si concluderà anche questo Novembre 2014. Che non tornerà mai più, come tutti gli altri giorni e mesi. Purtroppo, o per fortuna.

 

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