giovedì, Maggio 13

Coltivare nello spazio? E' possibile field_506ffbaa4a8d4

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Andare nello spazio è già una sfida non certo facile. Figuriamoci quanto lo sia mangiare cibo di qualità durante un ‘soggiorno’ spaziale. La qualità e la freschezza non sono certo caratteristiche del cibo degli astronauti, che devono accontentarsi di cibo liofilizzato e, in alcuni casi, reidratato.

Nasce, allora, una nuova sfida: produrre cibo nello Spazio. I cosmonauti russi hanno mangiato il primo raccolto spaziale sperimentale, dei piselli, nel 2003 e lo scorso agosto gli americani hanno gustato la loro prima lattuga spaziale. Certo, siamo solo agli albori. Ma l’impensabile è stato realizzato e il primo passo è stato fatto.

Vari progetti stanno cercando di compiere tutti i passi che seguono. MELISSA è uno di questi: lo scopo è di studiare come con l’aiuto di micro-organismi e piante superiori sia possibile ricostruire a bordo di una navicella spaziale, o in un sito fisso sul suolo marziano, un ciclo vitale che permetta la sopravvivenza e la reciproca assistenza di uomini, piante e batteri. Il punto fondamentale su cui si basa Melissa è il recupero di cibo, acqua potabile e ossigeno dagli elementi di scarto come l’anidride carbonica, i minerali, l’urina e le feci prodotti nel corso della missione stessa. La sperimentazione del progetto coinvolge topi e alghe. Brigitte Lamaze, del progetto MELISSA, ha dichiarato:«Far crescere le piante nello spazio è necessario e diventerà obbligatorio più la missione nello spazio sarà lunga. Dato che non potremo portare tutte le razioni alimentari necessarie agli astronauti, bisogna trovare un modo per produrre questo cibo». 

Nel frattempo, un altro progetto vede all’opera un gruppo di ingegneri spaziali tedeschi nella costruzione di un satellite per coltivare i pomodori nello spazio. L’idea include l’utilizzo di fertilizzanti con cui i pomodori spaziali saranno annaffiati, una sostanza naturale: l’urina degli astronauti.

(Video tratto dal canale Youtube: euronews)

 

 

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