martedì, Ottobre 19

Colpo di Stato o Stato di colpa? Nel ventre molle della infantile democrazia thailandese affonda l’ennesimo colpo di mano dei militari

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Red Shirty rally in western Bangkok

Bangkok – «Sono pronto ad assumermi le mie responsabilità, non importa se è giusto o sbagliato», il Generale Capo Prayuth Chan-Ocha getta la maschera e in soli due giorni si passa dalla Legge Marziale introdotta per garantire sicurezza ai cittadini, all’esautoramento totale del vertice parlamentare, invero già alquanto sminuito nella sua essenza in base ai pronunciamenti della Corte Costituzionale prima e per il pronunciamento militare poi. Bisogna anche aggiungere che effettivamente l’esangue panorama parlamentare della democrazia thailandese s’è mostrato alquanto depresso e deprimente. Il fronte del Pheu Thai Party e le affini “Magliette Rosse” erano già sul punto di smobilitare i propri palchi ed i propri accampamenti nella Capitale come in altre città nevralgiche della Nazione, il fronte dei cosiddetti “Democrats” guidati da Suthep Thaugsuban e dal People’s Democratic Reform Committee PDRC e le affini “Magliette Gialle” proclamavano di voler continuare a voler dare la “spallata” finale al Governo di Yingluck Shinawatrao meglio, a quello che restava del suo Governo ma non si sono nemmeno resi conto che erano praticamente rimasti da soli sulla scena a fare festa sulle macerie.

Quando i militari a Bangkok sono saliti sul palco del Pheu Thai Party e dello United Front for Defence of Democracy against Dictatorship (UDD) chiedendo di sbaraccare tutto e di scendere tutti dalle tavole del palco poiché nel frattempo si era passati dall’applicazione della Legge Marziale al colpo di stato e qualsiasi forma di governo anche ad interim è stata dichiarata disciolta, i seguaci di Suthep Thaugsuban e del People’s Democratic Reform Committee (PDRC) hanno festeggiato come se si trattasse di aver segnato il rigore finale in una partita di calcio, quasi come se il colpo di stato non sottraesse anche a loro qualsiasi diritto di manifestare. Suthep è stato portato via a forza dentro un mezzo cabinato come altri leader di ambo le parti. Le divise militari, insomma, non hanno fatto sconti a nessuno, stancate da questo inconcludente tira e molla che andava avanti da sei mesi, costellato da morti, feriti, granate ed esplosioni. Insomma, il vasto Regno della Stupidità al potere ha partorito il topolino dell’ennesimo colpo di stato militare, quindi, i supporter di Suthep hanno davvero ben poco di che gloriarsi se i risultati finali sono quelli cui si sta assistendo in queste ultime ore.

La cronaca registra che i militari hanno assunto pieni poteri, hanno disciolto il Governo ad interim, hanno sospeso la Costituzione ed hanno ordinato a tutti i manifestanti di tornare a casa, il colpo di stato, almeno finora, grazie al Cielo, è stato del tutto privo di spargimento di sangue.

Nella notte di giovedì e dopo qualche resistenza facilmente risolta con pochi colpi di avvertimento da parte di alcune Compagnie delle Forze Armate, i militari hanno chiuso definitivamente le proteste in strada siano esse a favore o siano esse contro il Governo, quindi di tutte le parti in causa. La presa di potere è giunta dopo il fallimento conseguito dai colloqui tra i due fronti opposti della protesta che proprio martedì conseguivano il secondo giorno di incontri. L’Esercito ha condotto gli esponenti dei due fronti a parlarsi obbligatoriamente a causa del conflitto politico che si protraeva già da troppo tempo, il tutto è stato di fatto inutile.

Nel frattempo, il governo ad interim nella sua interezza aveva confermato di voler andare avanti comunque per la propria strada. Il Generale Capo Prayuth Chan-ocha che ha presieduto gli incontri tra i due fronti politici ha lasciato l’Auditorium dell’Esercito, la sede delle trattative, ed ha dato incarico ai suoi soldati di caricare tutti gli esponenti politici nei furgoni e di potarli via. Anche i rappresentanti del Senato e della Commissione per le Elezioni sono stati dichiarati liberi d’andarsene. Tutte le scuole a livello nazionale hanno ricevuto l’ordine di restar chiuse da Venerdì fino a domenica compresa.

Il Consiglio Nazionale per il Mantenimento della Pace e dell’Ordine NPOMC che comprende le Forze Armate e la Polizia Reale Thailandese ha preso il controllo dell’amministrazione nazionale alle 4,30 di Giovedì pomeriggio. Il Generale Capo Prayuth Chan-ocha ha chiesto a tutti di restar calmi e di continuare ognuno nei propri compiti quotidiani, così come lo ha chiesto anche ai funzionari ministeriali e governativi.

Facendo riferimento alle Sezioni 10 e 11 della Legge Marziale, il Consiglio ha emesso un quarto comunicato dove si ordina a tutte le radio, pubbliche e private ed alle stazioni televisive di bloccare le trasmissioni delle loro consuete programmazioni e di relazionare ai militari sullo stato delle cose. Il Consiglio ha anche emesso un annuncio dove si sospende momentaneamente l’applicazione della Costituzione, fatti salvi tutti gli articoli relativi alla Monarchia, i quali restano del tutto intatti.

Citando le Sezioni 8 e 11 della Legge Marziale, il Consiglio ha anche imposto divieto sugli assembramenti di natura politica in gruppi superiori a cinque persone. La pena prevista per chi viola queste norme sono la carcerazione da uno a cinque anni e/o la sanzione di una cifra pari a 20.000 Thai Baht. Il Senato non ha più alcun  potere di proporre un nome per ricoprire il ruolo di Premier ad interim in quanto è stato così disciolto: era una delle cose richieste imperativamente dal fronte dei cosiddetti “Democrats” i quali non gradivano nemmeno Niwattumrong Boonsongpaisan il Premier ad interim che aveva preso il ruolo rimasto vacante dopo il pronunciamento della Corte Costituzionale che aveva esautorato l’ex Premier Yingluck Shinawatra dal suo ruolo di Premier, nonostante l’ultima tornata elettorale l’aveva insediata in quella posizione con gran messe di voti. Ci si chiede, alla luce di tutto questo, cosa mai avessero da festeggiare i supporter di Suthep Thaugsuban avendo ottenuto tutto questo e mentre il blindato dell’Esercito conduceva a forza anche lui al chiuso di un’Aula dove è stato costretto a dialogare con la parte avversa e dimostrando di non avere nemmeno in quel caso capacità di mediazione e compromesso, ovvero gli elementi basilari della Politica con la P maiuscola.

Il ventre molle della infantile Democrazia thailandese ha di nuovo lasciato campo aperto ai militari. E quelli, ancora una volta, se lo sono preso tutto.

 

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