martedì, Agosto 3

Colombia, Uber nella bufera

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Le strade principali di Bogotà, in Colombia, si sono dipinte di giallo ieri a causa delle migliaia di tassisti che si sono riuniti per protestare contro Uber. In totale circa 300.000 taxi in 23 città del Paese sono stati coinvolti nello sciopero.

Nella capitale colombiana, la protesta si è riunita presso la Plaza de Bolívar, dove circa 52.000 tassisti hanno chiesto al governo di vietare l’app di Uber. Secondo gli organizzatori dello sciopero, il servizio Uber non regolamentato ha ridotto tra il 60% e il 70% la produttività del lavoro dei conducenti dei taxi. Il Ministero della Tecnologia e delle Informazioni (MinTic), che regola queste applicazioni, ha affermato che il divieto di Uber e di altre piattaforme digitali viola il principio della neutralità di internet in Colombia.

Secondo Hugo Ospina, presidente dell’Associazione Nazionale dei Tassisti, lo sciopero era anche motivato dall’inazione da parte del governo di revocare le licenze d’esercizio di società estere che offrono servizi di trasporto.

Sin da quando Uber ha lanciato la sua applicazione in Colombia nel 2013, ha affrontato una forte opposizione. Nel 2015, il presidente Juan Manuel Santos lanciò all’azienda un ultimatum per formalizzare le proprie attività commerciali. Il 14 maggio 2016 arrivò la prima grande protesta dei tassisti a Bogotà.

Mentre a Londra i conducenti dei taxi hanno tenuto sempre proteste pacifiche contro Uber, a Bogotá invece la rivalità tra i taxi ufficiali della città e i trasportatori privati di automobili si è rivelata molto dura, con gli incidenti vari come attacchi ai passeggeri di Uber da parte dei tassisti ufficiali.

(video tratto dal canale Youtube di RT)

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