martedì, Settembre 21

Colombia, stabilizzazione solo all’inizio field_506ffb1d3dbe2

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Anche in questo caso la gestione del processo di riabilitazione e reintegro sarà in capo all’ONU che, per l’occasione, ha creato un Comitato formato da un rappresentante del Governo colombiano, uno delle Farc e altri rappresentanti dei paesi garanti. L’obiettivo è quello di evitare ritorsioni e vendette personali, ma anche d far tornare gli ex combattenti a una vita civile. Certamente non sarà semplice: non basterà reintegrare i guerriglieri, ma andranno affrontati i temi del risarcimento delle vittime, e saranno necessari quantomeno dei comitati di verità e riconciliazione che forniscano una narrazione del passato condivisa da tutti al fine di evitare tensioni future

Nonostante queste grosse difficoltà la Colombia sembra convinta che questa volta la pace funzionerà, anche perché gli stessi guerriglieri si sono resi conto del potenziale del loro Paese una volta pacificato. Lo stesso Timochenko ha twittato con tono fiero «Oggi giovedì 23 giugno annunciamo #ElultimoDíaDeLaGuerra» (l’ultimo giorno di guerra). Tutta la comunità internazionale si augura che sarà così, tant’è che è non ci si è nemmeno posti il problema del probabile referendum che sarà indetto riguardante gli accordi di pace. Molto probabilmente i cittadini colombiani saranno chiamati ad esprimersi sulla bontà o meno degli accordi di pace. Nessuno però si è posto il problema di cosa succederà se il popolo voterà contro gli accordi, questo perché si dà per scontata la vittoria del sì, poiché nessuno vuole ricominciare la guerra.

Le Nazioni Unite stesse hanno già dichiarato che a New York, sotto la propria sede, a Bogotà e all’Avana, verranno costruiti 3 monumenti per commemorare la fine della guerra che recheranno la scritta ‘mai più politica e armi parleranno insieme’. Il clima intorno all’accordo di pace sembra dunque favorevole ed ottimistico, e non potrebbe essere altrimenti visti gli anni di lavoro dedicati ad esso.

Superato il problema dell’accordo politico, però, bisognerà passare alla messa in pratica delle soluzioni scelte. In primo luogo bisogna tenere conto del fatto che le FARC non sono l’unico gruppo armato della Colombia, ma da questo punto di vista l’altro gruppo rilevante, l’ELN, sembra avere tutto l’interesse a negoziare a sua volta una pace con il Governo. Il piano pilota per la sostituzione delle coltivazioni illecite è appena iniziato e sembra star ottenendo buoni risultati.

Nel frattempo però si sono verificate alcune tensioni: alcune unità delle FARC hanno dichiarato di non voler partecipare alla smobilitazione poiché convinte che il Governo centrale sia interessato solo al disarmo delle milizie, senza curarsi delle riforme politico sociali di cui la Colombia necessita. Oltre a questo l’11 di luglio, mentre un’unità delle FARC è stata attaccata dall’Esercito mentre accompagnava nei pressi di Uribe i delegati scelti dal Governo, dalle milizie e dalla missione politica internazionale dell’ONU a visitare una delle zone transitorie di normalizzazione per verificarne l’adeguatezza. Secondo il Governo gli ex guerriglieri si sarebbero attestati in una zona diversa da quella che era stata segnalata, mentre, a detta delle millizie, si sarebbe trattato di un attacco deliberato dei militari in quanto l’errore di posizione sarebbe stato dovuto ad un fraintendimento riguardante le coordinate geografiche. Il capo delle FARC Timochenko ha cercato di mediare tra le parti dichiarando che l’attacco è probabilmente da imputare ad alcuni errori commessi da entrambe le parti.

I festeggiamenti per la firma degli accordi sono quindi condivisibili e comprensibili; dal punto di vista politico la Colombia ha segnato una tappa storica. Come dimostrano gli avvenimenti di questi giorni, però, il Governo con l’aiuto delle Nazioni Unite dovrà stare molto attento a come muoversi e a come portare avanti tutti i progetti decisi durante i negoziati. Per ottenere una pace stabile, infatti, le azioni svolte nel periodo che segue un conflitto sono spesso molto più importanti dei comportamenti tenuti durante il conflitto stesso.

L’augurio per la Colombia comunque non può che essere quello di trovare finalmente la tranquillità dopo tutti questi anni di conflitto.

 

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