sabato, Maggio 15

Colombia in grave siccità: colpa de El Niño?

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La grave siccità registrata nei territori agricoli dediti alla coltura del caffè e provocata dal cambiamento climatico del El Niño, sta mettendo in serio rischio i raccolti del Nariño, culla del caffè mondiale. “Stiamo per perdere il raccolto. Siamo tutti contadini disperati. Siamo in piena disperazione“, dice Raul Fajardo alla ‘AFP dalla sua azienda ‘La Tola’, nel comune di El Tambo, uno dei tanti dedicati a questa coltivazione alle pendici del vulcano Galeras, nel nord Nariño. Fajardo, dice che in quattro dei sette ettari coltivati a caffè, di fronte alla carenza di piogge, le piante non sono fiorite, e quelle andate a maturazione potrebbero non essere più capaci di produrre grani di caffè tanto apprezzati a livello internazionale per morbidezza, aroma e sapore. Pare invece che le piantagioni di caffè cresciute, a quota 1.800 m conservino elevata qualità, a denominazione certificata. Per Fajardo, come per gli altri agricoltori della zona delle  Ande, “il miglior caffè in Colombia è quello di Nariño“. “Abbiamo più sole che aumenta le concentrazioni  di zuccheri nel chicco“, spiega Eduardo Salas, un contadino vicino. Ma coltivare è una sfida crescente a causa delle condizioni meteorologiche avverse, ma anche per l’inquinamento ambientale, e l’aumento indiscriminato di fertilizzanti. La Colombia sta attraversando un grave periodo di siccità, che tenderà a peggiorare da dicembre, secondo i funzionari, e che potrebbe protrarsi fino a giugno a causa di El Niño, che provoca il riscaldamento delle acque del Pacifico equatoriale, dunque una diminuzione delle precipitazioni in Sud America. “Il peggio deve ancora venire. I mesi più critici sono dicembre, gennaio e febbraio“, ha detto il ministro dell’ambiente Gabriel Vallejo, mercoledì scorso, annunciando che estenderà da marzo a giugno le stime degli effetti di questo fenomeno. Secondo l’Istituto Statale d’Idrologia, Meteorologia e Studi Ambientali (IDEAM), ci sono regioni che stanno soffrendo un deficit di precipitazioni pari quasi al 60%, solo nei paesi delle Ande. “Siamo colpiti da questa lunga estate, come se fossimo ai tropici nella stagione senza pioggia”, dice Gilberto Diaz, un altro agricoltore dalla città di El Tambo, con 30 anni di esperienza nel settore. “Da queste parti ci sono aziende di pochi ettari. Tutto è fatto a mano e senza sistemi di irrigazione installati, ed è molto poco quello che si può ottenere dai corsi “. Quindi ai problemi legati al clima, e all’inquinamento si aggiungono anche quelli relativi allo sviluppo infrastrutturale e alla esigenza di innovare queste aziende agricole che soffrono anche lo scarso ricambio generazionale.

(tratto dal canale ‘Youtube’ di ‘AFP’)

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