venerdì, Settembre 24

Coldiretti: "Salviamo il Made in Italy e i posti di lavoro" field_506ffbaa4a8d4

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Da un’analisi della Coldiretti su dati Ismea a febbraio 2016 si evidenzia una rapida e allarmante discesa delle quotazioni al di sotto dei costi di produzione dei prodotti targati ‘Made in Italy’. La situazione più grave è quella delle colture in serra, in primo luogo i pomodori, le cui quotazioni si sono ridotte del 60,4% rispetto al 2015, principalmente a causa delle forti importazioni agevolate dal Marocco che stanno condizionando il mercato europeo. In sofferenza anche prodotti tipicamente invernali come arance e kiwi. A subire gli effetti delle importazioni è anche un altro prodotto simbolo della dieta mediterranea, l’olio extravergine di oliva sotto la pressione dell’annunciato accesso temporaneo supplementare sul mercato dell’Unione di 35mila tonnellate di olio d’oliva tunisino a dazio zero per il 2016 e 2017, dopo che in Italia sono già aumentate del 520% le importazioni dell’olio di oliva dal Paese africano.

Migliaia di agricoltori del sud si sono dati appuntamento per giovedi 10 marzo 2016 alle ore 9,30 a Catania al Teatro Metropolitan e nell’area circostante in Via Sant’Euplio, 21, per difendere l’agricoltura Made in Italy che rischia di perdere i prodotti simbolo come le arance, ma anche i pomodori, il grano, l’olio e il latte sotto attacco delle politiche comunitarie, delle distorsioni di mercato e delle agromafie. Prodotti del Made in Italy e lavoro: questi i temi caldi.

La mobilitazione della Coldiretti parte dal mezzogiorno dove gli agricoltori porteranno le testimonianze sulle difficoltà di fare impresa ma anche storie di successo, opportunità e proposte per la ripresa economica, occupazionale e per la tutela ambientale.

(video tratto dal canale YouTube di TeleCosenza)

 

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