domenica, Ottobre 17

Coca Cola chiude i battenti in Venezuela field_506ffb1d3dbe2

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Non sono certo tempi d’oro per il Venezuela, in balia di una forte crisi, energetica, politica ed economica. In aprile, la birra nazionale, Cerveceria Polar, ha dovuto chiudere perché il governo di Nicolas Maduro non le ha permesso di accedere alle valute estere senza le quali le è stato impossibile importare le materie prime necessarie. Oggi, anche la Coca-Cola chiude i battenti: la società ha annunciato di aver sospeso la produzione della sua bibita classica nel Paese sudamericano a causa della mancanza di zucchero raffinato ad uso industriale, anche se la produzione di altri prodotti, che non richiedono questa materia prima (acqua e diet coke), non cesserà. Nel comunicato, la compagnia sostiene che «si sono esaurite le scorte» e, in attesa che queste possano essere «recuperate», ha offerto ai suoi lavoratori «uno stipendio di solidarietà, superiore ai minimi di legge, attraverso il quale vogliamo ribadire l’impegno a restare in Venezuela sul lungo periodo».

Un problema non indifferente in Venezuela, la mancanza cronica delle materie prime, che impedisce alle imprese, piccole e grandi, la produzione. La mancanza di zucchero, per cui la Coca Cola è stata costretta a fermare la produzione, dipende dai controlli statali sui prezzi e dall’aumento dei costi di produzione. La mancanza di fertilizzanti, poi, ha fatto il resto, bloccando la produzione di zucchero. Così, molti contadini hanno preferito passare ad altre coltivazioni, per assicurarsi maggiori profitti.

Sul fronte politico, le cose non vanno certo meglio, con Nicolas Maduro.
(Video tratto dal canale Youtube: CNBC)

 

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