domenica, Settembre 19

Burundi, CNDD contro Comunità Internazionale

0
1 2 3 4 5


La proposta di Bidadanure di creare un tribunale per il Burundi, eventualità già ventilata dalla Unione Africana, tende ad evidenziare un dato di fatto. Per favorire i processi di pace di Arusha nel 2000 e mettere fine alla guerra civile iniziata nel 1993, la comunità internazionale all’epoca sacrificò la giustizia. Il risultato è stato drammatico. I vari criminali di guerra sono rimasti impuniti. Quelli della compagine tutsi si sono esiliati al estero o si sono integrati nel nuovo governo. Quelli della compagine hutu si sono per la maggioranza trovati al potere, una speranza che non avrebbero mai avuto a livello militare. Lo stesso Pierre Nkurunziza è stato graziato della condanna a morte emessa dal tribunale di Bujumbura per comprovati crimini contro l’umanità. Il sacrificio della giustizia ha consegnato il Paese non a leader responsabili e concentrati alla ricostruzione del Burundi ma a dei criminali che hanno ricevuto un pericoloso messaggio: i crimini pagano e anche bene. Da qui la necessità di non fare lo stesso errore e di processare chiunque abbia commesso crimini contro l’umanità durante questi lunghi sette mesi di macello programmato. Bidadanure è ben cosciente che senza giustizia non vi potrà esserci alcuna pace duratura.

Le forze genocidarie FDLR e Imbonerakure hanno tentato all’inizio della scorsa settimana di attuare il genocidio attaccando tutti i quartieri tutsi della capitale con l’obiettivo di attivare la pulizia etnica. Simili tentativi sono stati registrati a Ngozi, Gitega e nelle altre principali città del paese. Il genocidio sembra per il momento fallito per due motivi. Le masse contadine e semi analfabete hutu delle campagne non hanno risposto al appello di uccidere i loro fratelli tutsi. I fiumi di sangue che sono scorsi nei reciproci massacri del passato hanno fatto comprendere a tutti i burundesi la loro follia etnica. Una follia che ora tutti, dai giovani ai vecchi, aborriscono come la peste. La società burundese del 2015 è una società che sta soffrendo, ma proprio nella sofferenza è divenuta matura e consapevole. Il secondo motivo è la nascita di comitati di autodifesa nei quartieri attaccati che hanno respinto i genocidari causando loro gravi perdite. Secondo fonti burundesi i quartieri della capitale più colpiti dai massacri di questi mesi: Mutakura e Cibitoke sarebbero stati trasformati in territori liberati dove i genocidari non possono più entrare per commettere i loro crimini.

La reazione popolare è stata resa possibile anche dal impegno di un minuscolo ma agguerrito partito armato denominato: Fonte Patriottico di Liberazione FPL composto prevalentemente da giovani tra cui molti minorenni. Una versione burundese dei ‘ragazzi della via Pal‘, inserita però in un contesto drammatico di violenza e morte dove l’infanzia è auto repressa dalla necessità di impugnare il Kalasnikov e proteggere i propri genitori dal genocidio. Aver costretto dei giovani a uccidere per difendersi è un altro crimine che il pastore Nkurunziza dovrà rispondere presso il futuro tribunale burundese.

Nella capitale si vive un clima surreale. Al giorno si assiste ad una parvenza di normalità: negozi e mercati aperti, gente al lavoro, che fa la spesa o che assapora una Amstel (birra burundese) nel suo bar preferito. I tentativi di genocidio iniziano solo di notte così come la feroce risposta di autodifesa della popolazione. Due importanti quartieri si sono posti fuori dalla giurisdizione comunale auto definendosi territori liberi. Altri potrebbero seguire il loro esempio. Il pastore Nkurunziza si nasconde tra Gitega e Ngozi, prigioniero dei mercenari stranieri ed intento a evitare continui tentativi di assasinarlo. L’esercito è ormai inesistente. Il regime ha smesso di fornire notizie sulle diserzioni da quanto sono massicce… in questo caos una nuova e demenziale figura politica è emersa in questi ultimi giorni. Trattasi di Reverien Ndikuriyo presidente del Senato. Ha dato ordine ai capi quartieri della capitale di denunciare tutti i cittadini che si oppongono al governo, da lui definiti ‘fomentatori di disordine’, e ha promesso di rasare al suolo tutti i quartieri ribelli per vendere i lotti di terra liberi a cittadini più patriottici. Che si riferisse ai terroristi ruandesi ora naturalizzati burundesi con carte di identità mai registrate alla anagrafe? pms-restrict

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->