domenica, Settembre 19

Burundi, CNDD contro Comunità Internazionale

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Nonostante questo chiaro messaggio la politica di Museveni sul Burundi rimane ambigua. Durante la crisi l’Uganda ha oscillato dall’appoggio alla ribellione a quello del governo per convenienze politiche interne al paese e collegate alle imminenti elezioni presidenziali. Ha cercato di promuovere una pax ugandese immediatamente fallita causa l’intransigenza del regime razzial-nazista. Il media di informazione tedesco Deutsche Well ha pubblicato una breve notizia in cui si denuncia la volontà del presidente ugandese di verificare se la mediazione è possibile farla sulla base della Commissione Nazionale del Dialogo Inter Burundese creata agli inizi di ottobre da Nkurunziza. Trattasi di una commissione farsa controllata dai duri del CNDD e dai terroristi ruandesi del FDLR. Secondo quanto riportato da Deutsche Well l’opposizione avrebbe già dichiarato che rifiuterà in toto l’indirizzo che il mediatore potrebbe intrapprendere a favore del regime genocidario. Il Ministro della Difesa ugandese Kiyonga ha specificato che il suo ruolo è di verificare se il processo di dialogo interno al paese possa essere complementare a l’iniziativa della Comunità Internazionale, come riporta il sito di informazione indipendente Iwacu. Questa piega diplomatica se fosse confermata complicherebbe la situazione rischiando di vanificare gli sforzi internazionali.

La tattica dei genocidari ruandesi delle FDLR è molto chiara. Hanno trasformato il Burundi nel loro ultimo bastione. In Congo gli Stati Uniti hanno preteso che il governo di Kinshasa collabori seriamente con il battaglione di intervento africano della MONUSCO per distruggere le FDLR. Questi terroristi una volta ritornati in Congo possono correre il rischio di dover affrontare le truppe d’élite sud africane dotate di una potenza di fuoco terrificante e insostenibile.

Messo sotto custodia Nkurunziza in attesa di decidere del suo destino i dirigenti delle FDLR stanno utilizzando il presidente burundese e il suo partito CNDD-FDD per impedire ogni dialogo e pace. Schierarsi contro il Rwanda e il Belgio è pura follia. Se i due paesi decidessero di inviare le loro truppe d’élite basterebbe qualche battaglione con adeguato supporto areo per massacrare in due settimane gli 8.000 terroristi ruandesi presenti in Burundi. Ma tale scenario purtroppo non è facilmente realizzabile, non per volontà di Kigali o di Bruxelles ma per la complicata situazione sul terreno.

Le FDLR sono dei sanguinari genocidari ma non degli stupidi. Sanno cosa stanno facendo cercando a tutti i costi la guerra. Sono convinti di poter vincere affrontando le truppe africane, innescando in contemporanea il genocidio e ricevendo il supporto delle masse contadine hutu semi analfabeti. Questo è l’obiettivo della propaganda contenuta nel comunicato redatto. Convincere gli hutu che il Burundi è sotto attacco dei tutsi ruandesi e dei ex colonialisti belgi. I miliziani FDLR sono mischiati tra la popolazione e hanno ricevuto dal regime carte di identità burundesi. Questo rende difficile riconoscerli in quanto, seppur stranieri, appartengono alla stessa etnia. Le truppe che invierà la Unione Africana si troveranno ad affrontare un nemico irriducibile e spietato che non ha più nulla da perdere in un paese in pieno caos con violenze e massacri generalizzati. La possibilità di vittime civili è altissima. L’unica possibilità di vincere in un scenario da incubo come questo  è di ottenere l’aiuto attivo della popolazione hutu la sola in grado di distinguere i civili burundesi e i terroristi delle FDLR. Per questo il nostro governo sta valutando tutte le opzioni diplomatiche idonee a garantire la pace senza un intervento armato.” Questa l’opinione di un sergente ugandese sotto protezione di anonimato.

In mezzo al caos e all’orgia di morte Nkurunziza, o chi per lui, trova ancora occasioni per fare affari. Per decreto presidenziale sono stati svenduti 50 ettari di terreno pubblico ad una impresa privata: Tanaganyka Tile Industry. Otre cento famiglie (hutu) saranno costrette ad abbandonare le loro case e i campi coltivati necessari per sfamarsi. Un’altra decisione che aumenterà l’odio delle masse contadine hutu verso il regime. La Tanaganyka Tile Industry appartiene ad una potente famiglia hutu che finanzia il CNDD-FDD originaria di Ngozi, uno dei feudi di Nkurunziza. I contadini hutu erano riusciti a fermare l’illegale vendita a loro danno lo scorso marzo. Ora, con il paese in pieno caos, tutto è possibile. A convincere i contadini reclutanti ad abbandonare le loro terre basteranno le milizie Imbonerakure.

La situazione economica è collassata. La Banca Centrale non ha più liquidità. Il tesoro e le riserve di valuta pregiata sono sparite. Parte sono state rubate dai vari ministri che sono fuggiti al estero. Parte serve per comprare armi dal vicino Congo e per pagare i mercenari FDLR, le Imbonerakure e la polizia. Del resto non vi è più alcuna traccia. Il paese sta subendo una terrificante mossa di strangolamento economico internazionale. Dopo l’aggressione al dottor Sezibera, la East African Community ha sospeso il Burundi da stato membro della comunità economica. Il presidente Obama ha decretato venerdì 30 ottobre il ritiro al Burundi del titolo di Paese privilegiato negli accordi commerciali all’interno del programma AGOA Africa Grow and Opportunity Act, la legge per lo sviluppo e le opportunità in Africa. Il Belgio ha sospeso gli aiuti e gli accordi bilaterali. Tra meno di un mese, scaduto il termine per iniziare i negoziati l’Unione Europea sospenderà anch’essa i finanziamenti bilaterali. L’obiettivo è chiaro: privare al regime ogni possibilità di sopravvivenza economica per costringerlo ad abdicare. Una strategia efficace visto che il Burundi dipende per il 60% dagli aiuti stranieri. La situazione attuale non favorisce trovare partner alternativi. Con la degenerazione mostrata dal regime Cina e Russia hanno deciso di prendere le distanze. Le due potenze non intendono essere accusate di appoggiare un governo che sta attuando un genocidio.

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