lunedì, Settembre 20

Burundi, CNDD contro Comunità Internazionale

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Il CNDD esprime tutta la sua indignazione nella decisione presa dalla Unione Africana di inviare truppe come se il Paese fosse in guerra. Tra le righe si chiarisce che i soldati africani saranno considerati truppe di occupazione e trattate come tali. Si nega oltre ogni evidenza che vi siano le FDLR in Burundi. Una negazione tragicomica visto che da un mese il reale potere nel paese è detenuto proprio dai terroristi ruandesi autori dell’olocausto africano. Al Rwanda viene lanciato un chiaro ultimatum. Il Governo di Kigali deve interrompere il supporto alla ribellione e occuparsi dei suoi gravi problemi interni, primo tra tutti l’orribile repressione delle masse hutu, una accusa che contrasta con il superamento della divisione etnica che nel Rwanda è ora un dato di fatto irreversibile. Nemmeno il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, viene risparmiato. Il CNDD lo ammonisce a non accettare gli atti eversivi dell’Unione Africana, che hanno lo scopo di trasformare la regione in un guerra perenne simile a quelle combattute in Libia e Siria. Ban Ki Moon sarà ritenuto direttamente responsabile del disastro se accetterà le pressioni della Unione Africana.

Il comunicato è firmato da Pascal Nyabenda, Presidente del partito CNDD-FDD, noto estremista HutuPower e attualmente sotto il controllo dei dirigenti del FDLR, che dalla lontana e sicura Parigi decidono la regia politica del Governo illegittimo in Burundi, comunicata ed eseguita dai loro comandanti militari presenti a Bujumbura. Il comunicato è stato considerato a torto come un gesto di pazzia e di debolezza partorito da un regime già avviatosi al collasso. Alcuni osservatori militari della regione avvertono che i falchi del CNDD-FDD e i terroristi FDLR sono dei barbari criminali ma non degli stupidi. Sanno cosa stanno facendo scegliendo la linea dura.  L’Unione Africana, preso nota del rifiuto di dialogo, sta accelerando le operazioni logistiche militari tenendo segreto quali Nazioni forniranno le truppe necessarie per l’intervento. Indiscrezioni giunte affermano che le truppe devono provenire per forza da eserciti potenti e preparati ad annullare la guerriglia e ogni altro tipo di resistenza. Non si tratterrebbe di una forza di mantenimento della pace ma di un esercito di liberazione con mandato di full combat.

La dichiarazione di guerra al mondo intero fatta dal CNDD-FDD giunge un giorno dopo il comunicato congiunto di Unione Africana e Nazioni Unite rilasciato dal Ufficio del Inviato Speciale del Segretario Generale ONU per la Regione dei Grandi Laghi. Nel comunicato si nomina il Presidente ugandese Yoweri Museveni come mediatore della pace burundese, invitando il Governo di Bujumbura a cooperare senza esitazioni. Il comunicato offre all’Unione Africana e alla Comunità Economica dell’Africa Orientale il pieno mandato di risolvere la crisi. Un indizio sulla composizione delle truppe di liberazione. Si parla dei potenti eserciti ugandese ed etiope. In forse la partecipazione del Kenya e quella del Rwanda. Kigali su questo argomento ha adottato una posizione ambigua chiarendo che non intende intervenire a meno che non sia il popolo burundese a richiederlo. È comunque evidente che il Rwanda avrà un ruolo centrale da giocare all’interno della forza africana di liberazione da un punto di vista logistico e di intelligence.

La coordinazione delle iniziative di pace o di guerra sono affidate ad un team internazionale che vede come protagonisti figure politiche considerate dal regime come i suoi principali nemici. Un segnale interpretato dal regime burundese come una provocazione e dalla comunità internazionale come un chiaro monito che l’epoca delle mezze misure e delle indecisioni è tramontata. Oltre al inviato speciale ONU: Said Djinnit e di quello della Unione Africana: Ibharima Fall il team internazionale sarà composto dal inviato speciale americano per i Grandi Laghi Thomas Periello, il coordinatore per i Grandi Laghi della Unione Europea: Koen Vervaeke e l’inviato speciale belga Frank De Coninck. Il comunicato chiarisce che tutte le opzioni sono aperte. Questa presa di posizione e la composizione del team di coordinamento sono frutto di una votazione unanime presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Anche la Cina e la Russia, la prima potenza apertamente coinvolta nel paese la seconda sospettata di esserlo, hanno votato contro il regime razial nazista. Dopo la Comunità di Sant’Egidio il regime perde gli ultimi alleati rimasti. Il mini contingente di soldati cinesi giunti lo scorso settembre in Burundi è ora improvvisamente sparito.

I bellicosi propositi contenuti nel comunicato sono stati messi subito in pratica. Mercoledì 28 ottobre il Segretario della East African Community, il Dottor Richard Sezibera (di nazionalità ruandese) è stato aggredito dalle milizie genocidarie burundesi durante una visita ufficiale in Burundi per verificare la buona volontà del governo burundese a partecipare ai negoziati di pace. La visita era condotta dal ministro ugandese della difesa Crispus Kiyonga. L’aggressione è avvenuta dopo che il governo aveva rifiutato a Sezibera di entrare nel Senato per iniziare le discussioni ufficiali. Una aggressione che non è andata oltre a qualche insulto e qualche spinta provocatrice. Il trattamento al Segretario della EAC era stato già pianificato dal partito nazista con il chiaro intento di impedire ogni possibilità di dialogo. La scelta fatta da Kampala di inviare il Ministro della difesa e non il ministro degli affari esteri va interpretata come un messaggio diretto del presidente Museveni che se il regime non ritornerà alla ragione la risposta possibile sarà unicamente militare.

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