lunedì, Ottobre 25

Burundi, CNDD contro Comunità Internazionale

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Come da copione la risposta alla lettera inviata dal rappresentante della Unione Europea Federica Mogherini dove si invitava il capo di Stato burundese a recarsi a Bruxelles per fornire spiegazioni sulle gravi violazioni dei diritti umani e tracciare il calendario del dialogo di pace, non proviene dallìex Presidente Pierre Nkurunziza, ormai privo di reale potere. La risposta giunge in modo indiretto attraverso il Comunicato n. 038/2015 del 28 ottobre redatto dai falchi del partito razzial-nazista CNDD-FDD sotto evidente regia dei terroristi ruandesi delle FDLR, veri padroni del Paese. Il comunicato, a uso interno ma scritto in francese con il chiaro scopo di essere compreso a livello internazionale, è una pura negazione della realtà e una dichiarazione di guerra al mondo intero: Nazioni Unite, Unione Africana, Unione Europea, con particolari riferimenti contro Belgio e Rwanda.

Partendo dal presupposto della legalità del terzo mandato del pastore Nkurunziza, il CNDD afferma che le elezioni, tenutesi in stato di pre-guerra civile e di inaudite violenze contro l’opposizione e la popolazione in generale, sono state trasparenti e democratiche. L’elezione a Presidente di Nkurunziza non sarebbe illegale ma la volontà chiaramente espressa dal popolo, nonostante il boicottaggio di alcuni partiti minori di opposizione. Il CNDD condanna senza mezzi termini la risoluzione della Consiglio di Pace e Sicurezza della Unione Africana, chiarendo che il Burundi è dotato di un Governo legittimo in grado di risolvere eventuali problematiche interne. Si dichiara il netto rifiuto a partecipare a dei colloqui di pace a Kampala, Uganda, con i fomentatori di violenze (partiti di opposizione e società civile) e gli autori del golpe avvenuto lo scorso maggio.

Federica Mogherini viene accusata di aver creato un contro-Governo burundese illegittimo e sovversivo in Europa con il chiaro obiettivo di attuare un cambiamento di regime che il popolo burundese si opporrà con tutte le sue forze. La si accusa anche di aver dato credito alla propaganda tutsi che dipinge il Paese in mano alla violenza etnica, prossimo al genocidio. In sintesi gli estremisti HutuPower del CNDD-FDD accusano la Mogherini di essere vittima delle interferenze coloniali del Belgio (Paese, secondo il CNDD, intenzionato a tutti i costi a impedire al popolo burundese l’indipendenza e l’autodeterminazione), e del Rwanda guidato da una politica imperialista di supremazia tutsi.

«Il Paese è in piena lotta di decolonizzazione. Il popolo burundese è inviato a serrare i ranghi per ottenere l’indipendenza negata dagli odiosi colonizzatori bianchi che vogliono annullare la democrazia. La forza impiegata dagli odiosi coloni belgi non preverrà sulla volontà popolare di vivere nella pace e nella stabilità», recita il comunicato. Il CNDD incita la popolazione ad armarsi per combattere i colonialisti belgi e i loro alleati regionali, ricordando le sofferenze inflitte dall’odioso apparato repressivo straniero durante il periodo di occupazione militare coloniale del Belgio nel Urundi (territorio coloniale belga che univa gli attuali Stati di Burundi e Rwanda). Il Belgio viene accusato di tentare un cambiamento di potere abbattendo un governo eletto democraticamente.

Il CNDD si scaglia sul Paese gemello, il Rwanda, trasformandolo in un nemico etnico. Si accusa il Governo di Kigali di addestrare ribelli nel suo territorio, di armarli e di aver inviato agenti speciali in Burundi. Accuse che corrispondono comunque alla realtà. Queste interferenze sono considerate da Kigali come obbligate in quanto nel vicino paese si è insediata una forza genocidaria che dopo il controllo del Burundi progetta di invadere il Rwanda e di attuare un secondo genocidio. Le interferenze vengono considerate come un atto preventivo contro il rischio di genocidio in Burundi e per impedire una invasione in Rwanda. L’intervento ruandese non ha dato fino ad ora segnali di contenere una matrice etnica (appoggio alla componente tutsi burundese). Al contrario Kigali sembra collaborare con tutte le forze di opposizione affrontando il problema burundese non sotto un’ottica razziale ma sotto una ottima politica. Il Governo di Kigali è particolarmente preso di mira in quanto la forza militare africana di imminente attivazione avrà come base militare il paese gemello. Notizia fino ad ora non confermata da Addis Abeba e Kigali.

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