sabato, Ottobre 23

Clipper Round the World: 11 mesi per il mondo La gara velica più lunga al mondo al via il 30 agosto. Ritorno: luglio 2016. Ecco le voci dei partecipanti

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Ross Ham è australiano di Brisbane

 

E’ la prima volta che partecipa alla Clipper Race?

Ho partecipato nel 2013-2014. Ero su una barca diversa da questa. Quando sono arrivato a Singapore lo skipper mi ha chiesto di aiutarlo e sono andato sulla sua barca.

 

E l’esperienza le è piaciuta ?

Mi è piaciuta. Sì. Adoro la vela, mi piace gareggiare come si fa qui in forma leggera, non è una corsa vera e propria dato che non siamo navigatori con grande esperienza. Ma è bello vedere gente che impara, che viene qui anche per imparare. Per imparare anche a stare insieme.

 

Aveva esperienza di vela prima di iniziare l’anno scorso?

Avevo fatto vela parecchio quando ero giovane, poi ho lasciato perché dovevo lavorare e ora che sono in pensione sono ritornato alla vela.

 

Questa è la gara velica più ‘globale’ che ci sia perché tocca tutti i continenti?

E’ così. E’ la gara velica più lunga del mondo, si parte il 30 agosto e si rientra a Londra il 30 luglio, undici mesi di vela nei cinque continenti. Si fa sosta in 13 Paesi. La cosa stupefacente è che l’equipaggio è formato da uno skipper pienamente qualificato e altre 20 persone con esperienze varie ma certo non con esperienza di lungo corso. C’è chi non ha mai navigato prima, chi come me lo ha fatto in gioventù. L’anno scorso su una delle barche, si chiamava ‘Africa’, facevano parte dell’equipaggio alcuni ragazzi africani che non avevano mai visto il mare prima di allora.

 

Con il vostro giro attraverso il mondo avete anche qualche compito di rappresentanza, diciamo diplomatico, dato che arrivate in vari porti del mondo e avete forse dei messaggi da consegnare?

Non in modo formale. Siamo rappresentanti della gara, e quando arriviamo in un porto sappiamo come comportarci anche perché incontriamo dignitari del posto che vengono a salutarci, il sindaco della città ad esempio e noi li accogliamo sulla barca, spieghiamo chi sono i nostri sponsor e a volte organizziamo dei giri di cortesia per loro, quindi in un certo senso siamo ambasciatori con il nostro clipper per i nostri ospiti.

 

Momenti difficili che ricorda?

Ne ricordo uno in particolare. L’anno scorso. Era la terza gara da Città del Capo ad Albany in Australia e ci siamo trovati nel mezzo di una violenta burrasca. Io ero al timone e ho continuato e reggerlo per tutta la durata della burrasca e quando il tempo è migliorato mi sono accorto che sulla mia spalla sinistra c’era un albatros che si era rifugiato lì durante il temporale . Nei due giorni successivi abbiamo incontrato altri temporali e io reggevo sempre il timone. E mi sono ricordato che mio padre era stato marinaio e ho pensato che l’albatros era forse la sua incarnazione. “E’ papà” ho pensato vedendo che l’albatros continuava a rifugiarsi sulla mia spalla. Questo è il mio ricordo speciale di quella traversata.

 

E il comportamento degli altri membri dell’equipaggio? C’era collaborazione?

Assolutamente sì. Non c’è mai stata una discussione sulla barca. Se qualche strumento non si trovava o era stato messo nel posto sbagliato non c’erano mai discussioni o critiche. Infatti sono ancora sorpreso dal livello di affiatamento che si crea tra gente che non si è mai incontrata prima. Nelle famiglie spesso si hanno discussioni mentre in questo miscuglio di gente di ogni paese e nazione, razze e colori diversi, tutti vanno d’accordo perché si sentono tutti parte di un gruppo che gareggia insieme. Il clipper sul quale parteciperò alla gara si chiama “Garmin”.

 

C’e’ qualcosa che non si deve fare su una barca?

Non si fischia e non ci devono essere specchi per non attrarre le sirene, si dice. Ma qui ho sentito gente fischiare e ci sono gli specchi nei bagni. Quindi questo tabu non vale più.

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