martedì, Settembre 21

Clinton: distrutto Sanders attende il Super Tuesday field_506ffb1d3dbe2

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Serata da incorniciare e appendere di diritto a fianco dei ricordi più preziosi quella che ha vissuto Hillary Clinton sabato in South Carolina. L’ex Segretario di Stato ha letteralmente distrutto Bernie Sanders in quella che è la sua seconda vittoria consecutiva alle primarie democratiche per la nomination alla presidenza degli Stati Uniti.

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credits: Huffingtonpost

Adesso la Clinton può guardare con maggior fiducia all’appuntamento di domani del Super Tuesday, forte di quel 74% che ha schiacciato il senatore del Vermont, capace di ottenere solo un misero 24%. Con questa vittoria, la Clinton si è assicurata 39 delegati, Sanders ne ha portati a casa 14. Hillary ha sfruttato il palco della vittoria per chiarire ogni dubbio: la sua campagna sta diventando di proporzioni nazionali e l’obiettivo nel mirino non ha altre sembianze che quelle del miliardario newyorchese in corsa per la nomination repubblicana, Donald Trump.

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credits: Reuters

«A differenza di quello che avete sentito dire, non abbiamo bisogno di rendere l’America di nuovo grande. L’America non ha mai smesso di essere grande. Ma dobbiamo renderla di nuovo unita. Invece di costruire mura, dobbiamo iniziare ad abbattere barriere», ha detto la senatrice.

Sanders, dal canto suo, non ha potuto fare altro che congratularsi con la sua avversaria, e ricordare che «Martedì ci saranno in palio 800 delegati, e io intendo vincere molti di essi».
È poi tornato a concentrarsi sul messaggio fondamentale della sua campagna, ovvero le disparità economiche. Non sono neppure mancate le stoccate alla Clinton sul tema dei contributi per la campagna elettorale. 

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credits: mic.com

In South Carolina, non c’è dubbio che la Clinton abbia potuto contare sul solido appoggio della fetta afroamericana della popolazione. Gli exit poll ci dicono che l’87% della popolazione di colore ha votato per l’ex Segretario di Stato, mentre solo il 13% ha preferito Sanders. I dati arridono maggiormente alla Clinton tra gli elettori di colore over 65. Tra questi, solo il 3% ha votato per Sanders.
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credits: nbcnews

Se non altro, il voto in South Carolina ha dimostrato come il senatore del Vermont non sia stato in grado di fare alcun passo avanti con gli elettori afroamericani del Sud, nonostante i 200 membri dello staff che sono stati dispiegati in loco e i circa 2 milioni di dollari spesi in messaggi televisivi.
La sconfitta di circa 48 punti percentuali adesso restringe il cammino di fronte a Sanders, sollevando numerosi dubbi sulla sua effettiva capacità di assicurarsi il numero di delegati necessari per ottenere la nomination democratica.

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credits: reddit.com

Il super Tuesday prevede il voto in 11 Stati, compresi Georgia, Alabama, Arkansas, Tennessee e Virginia, Stati in cui la popolazione di colore ha un peso importante, e dove il senatore del Vermont non ha impiegato grandi risorse in termini di tempo e denaro.
La vittoria di Sanders è piuttosto attesa in Stati come Minnesota, Vermont, Oklahoma, Massachusetts e Colorado, Stati in cui predomina una popolazione bianca o Stati che storicamente hanno eletto progressisti. Insomma, Stati che sembrano disegnati ricalcando l’ombra del senatore. Eppure, nemmeno una vittoria in tutti questi territori potrebbe bastargli, poiché essi rappresentano solo un terzo degli Stati in palio martedì. In tal senso, la Clinton ha speso molto in Stati come Colorado e Minnesota, proprio per assottigliare gli ampi margini dell’avversario.

 

 

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