domenica, Aprile 11

Clima, ecco le specie che rischiano di più nel Mediterraneo Lo studio del Wwf condotto insieme all'università britannica dell'East Anglia e all'australiana James Cook University

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Entro la fine del secolo il Mediterraneo rischia di perdere la metà delle specie se nel mondo non si ridurranno le emissioni di CO2. E’ il Wwf a dirlo in uno studio condotto insieme all’università britannica dell’East Anglia e all’australiana James Cook University.

In particolare gli studiosi hanno esaminato la situazione del Mediterreaneo nell’ambito di una ricerca più ampia sull’impatto del riscaldamento su 80mila specie di piante e animali in 35 aree del pianeta ricche di biodiversità. In particolare è emerso che un aumento di 2 gradi centigradi della temperatura globale, il massimo consentito dall’accordo di Parigi sul clima, metterebbe a rischio quasi il 30% della maggior parte dei gruppi di specie analizzate. Con un aumento di 4,5 gradi, sparirebbe invece metà della biodiversità del Mediterraneo.

Tra le specie più a rischio sono le tartarughe marine, in primis la Caretta caretta, e i cetacei. Nel mondo invece rischiano l’orso polare, il leopardo delle nevi, la tigre dell’Amur e il rinoceronte di Giava.

«Se il riscaldamento globale viene limitato a 2 gradi rispetto ai livelli preindustriali» il danno per le specie «potrebbe essere ridotto al 25%» ha dichiarato la prima autrice del paper, Rachel Warren, «limitare il riscaldamento a meno di 1,5 gradi non è stato esplorato come scenario, ma ci si aspetta che avrebbe protetto ancora di più la fauna selvatica».

(video tratto dal canale Youtube di IBTimes UK)

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