domenica, Ottobre 17

Clima: buco dell’ozono continua a diminuire 'Si osserva come la presenza del cloro sia diminuita all’interno del buco, e per questo si ha un minore esaurimento dell’ozono'

0

Buone notizie per la Terra. Il famoso buco dell’ozono nell’atmosfera, secondo i più recenti dati raccolti dai satelliti, si è ridotto del 20% dal 2005. A dirlo il ‘The New York Post‘, citando fonti della NASA. Il buco nello strato di ozono sopra l’Antartide, fu osservato negli anni 70 e 80, e dal 1985 l’allarme divenne generale dopo che una spedizione scientifica in Antartide rilevò (con i dati del satellite Nimbus 7) un buco piuttosto consistente sopra la calotta polare.

Ora però i dati mostrano un miglioramento. «Si osserva come la presenza del cloro sia diminuita all’interno del buco, e per questo si ha un minore esaurimento dell’ozono», dice al quotidiano americano Susan Strahan, ricercatrice del Goddard Space Flight Center della NASA. I gas cfc (cloro fluoro carburi) sono dei composti chimici clorati che finiscono per innalzarsi nella stratosfera, dove vengono decomposti dalla radiazione ultravioletta del Sole: le molecole di cloro liberate in tal modo distruggono quelle di ozono. Lo strato di ozono nella stratosfera infatti, ha l’effetto di fare da scudo alla radiazione ultravioletta, responsabile nell’uomo di cancro alla pelle, cataratte e soppressione nel sistema immunitario, ma in grado di danneggiare anche la vita vegetale.

Grazie al varo nel 1987 del Protocollo di Montreal, che prevede la messa al bando dei cfc e della altre sostanze in grado di danneggiare lo strato di ozono, ora la situazione sembra davvero tornare alla normalità.

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.
End Comment -->