venerdì, Ottobre 22

CL: incerto cammino di una buona intenzione

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Tali premesse traslocano nellafase politica, dove l’entusiasmo delle campagne elettorali, non si trasforma mai in controllo sociale rispetto al comportamento dei propri rappresentanti, cioè di quelli che sono gerarchicamente sovraordinati.
Roberto Formigoni e alcune persone a lui vicine, ad esempio, sono state delegittimate dalla magistratura, non dall’esercizio critico dei seguaci, che forse avrebbero salvato diverse figura de se stesse, dai propri eccessi, impedendo loro nel contempo di danneggiare il Movimento quando non l’intera collettività. Ecco alcuni degli effetti di quella carenza di autocritica di cui si diceva. Mancare ai propri doveri di controllo non significa proteggere gli amici, laici e consacrati, ma favorire i loro comportamenti sbagliati ed etero-lesivi.
A questo proposito sarebbe interessante contare il numero degli indagatati e dei condannati provenienti dalle file del Movimento. Proseguirei verificando la percentuale degli occupati, professionalmente, tra gli aderenti, soprattutto in Lombardia. L’impressione è che potrebbe trattarsi di un’isola felice. Se per assegnare un posto pubblico mi baso sul criterio della contiguità, lasciando sullo sfondo quello del merito, non sto perseguendo l’interesse collettivo e neppure intenti cristiani, incompatibili con raccomandazioni e favoritismi, che tutelano i propri figli (i vicini) uccidendo la speranza di quelli altrui (lontani). Alla faccia della comune paternità.  Ciò non è diverso da quanto praticano altri politici, tuttavia quando si entra nelle istituzioni attraverso un pretesto religioso, invocando consenso in nome dei relativi principi, essere conseguenti è un obbligo.
La sgradevole vicenda del ministro Maurizio Lupi e del figlio è solo una tesserina di questo mosaico, certo non è stato riscontrato nulla di penalmente rilevante, difficile, però, ignorare la vera questione che incombe. Ma non e necessario scalare gli scranni dei ministri per trovare reperti interessanti.
Mi viene in mente la vicenda dell’oscuro presidente di una Provincia, ciellino, il cui primo atto è stato nominare il fratello addetto stampa dell’Ente, pagandolo ovviamente con soldi pubblici. Se non si è in grado di portare nelle istituzioni la novità cristiana non vedo la necessità di occuparle in nome di quella.
Quando l’attuale leader, lo spagnolo Julián Carrón, parla di ‘delusione’ a proposito della cooperativa ciellina La Cascina, invischiata in qualche modo negli ingranaggi di mafia capitale, ricordandoci che «Il Movimento educa a una concezione di carità che è esattamente agli antipodi rispetto ai comportamenti riferiti dalle cronache in questi giorni», non ci dice, ad esempio, se la lunga esperienza politico-sociale in Lombardia è stata una sequela di errori episodici oppure l’epifania di un preciso modo di intendere politica e potere.

Nelle scorse settimane, leggendo i resoconti relativi al processo che tocca la Fondazione Maugeri, sono rimasto impressionato dalla deposizione della moglie dell’ex Assessore regionale Antonio Simone -ciellino storico finito in manette- imputata proprio insieme al marito e all’ex governatore della Regione Lombardia. Riferendosi anche al gruppo di Memores Domini che viveva con Formigoni, Carla Vives è brutale: «Daccò trascinava in vacanza gente che aveva fatto voto di castità, povertà, obbedienza, facendoli ballare come bambini deficienti». Non saprei se esiste un dio, penso, però, che i ballerini di fila presenti nella compagnia dell’étoile Daccò, quelli di cui parla la Vives, dovrebbero temere tale eventualità.

Il vento, comunque, pare lievemente mutato. In questo momento i vertici sembrano muoversi con maggiore severità e chiarezza rispetto al passato. Si è visto anche in occasione del family day, dove si sono registrate tante presenze cielline a titolo personale, ma il Movimento ufficialmente non c’era.
Come accade per la Chiesa in generale, il corpo non sempre segue la testa, perché se una cosa era giusta prima non può essere sbagliata adesso. Certi cambiamenti richiedono tempi lunghi e non è detto si verifichino. Carrón è atteso da un compito molto impegnativo, vedremo quanti lo seguiranno. Il successore di don Giussani si muove su un terreno assai più complesso di quello in cui nacque il Movimento, allora il mondo era semplificato, bipolare. Il ‘nemico’ stava dall’altra parte della barricata, lo si poteva indicare alle truppe e motivarle con facilità. Oggi è tutto più sfumato, gli attori si sono moltiplicati, occorrono approcci più adulti che si lascino alle spalle le opposizioni nette come buono-cattivo, amico-nemico, bene-male (persino maschio-femmina), che in qualche modo sono tipiche del pensiero infantile. Agire un ruolo nel regno delle sfumature è più difficile, richiede capacità di giudizio assai maggiore, così come difficile risulta, di conseguenza, tenere unite le fila, soprattutto se sono colme di individui abituati alle semplificazioni del passato.

Resta il fatto che Cielle e le sue articolazioni amministrano un sistema di interessi piuttosto vasto, e questo impone di esserci dove conta. L’entourage dell’attuale Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, non manca di esponenti del Movimento, così come l’intera maggioranza. Marco Carrai, vicino a Cl, è molto legato a Matteo Renzi, e il Ncd, fondamentale per le sorti dell’Esecutivo, è il contenitore dove attualmente stazionano i parlamentari ciellini, compreso Roberto Formigoni. Si notano già aperture importanti verso quelli che potrebbero essere i protagonisti di domani, come il M5S. Questa non è certo una colpa, anzi, speriamo aiuti i ciellini che fanno politica a emanciparsi dal controverso rapporto con la Lega. Dopo le parole insolitamente dure dei vescovi sui leader di quel partito, agli antipodi dai valori cristiani, forse non è prudente continuare il sodalizio.

Il futuro è incerto per tutti, anche per il Movimento. Pochi mesi fa il cardinale Walter Kasper, molto stimato da papa Francesco, aveva dichiarato che i cattolici sono destinati a diventare una ‘minoranza creativa‘. Vedremo chi resterà semplice minoranza e chi cercherà di inventarsi qualcosa per essere ricordato, con la gratitudine dovuta a coloro che amano i propri simili e lottano per il loro progresso, non per i propri interessi.

 

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