CL e Meeting. In gran tempesta .2

I sessanta anni di Comunione e Liberazione, ché convenzionalmente possiamo fissare al millenovecentocinquantacinque la nascita della ‘creatura’ di Don Luigi Giussani. Quando il giovane sacerdote brianzolo lascia, o riduce, l’insegnamento in Seminario per trasferire nelle scuole superiori, a cominciare dal Liceo Berchet di Milano, la propria passione per il cristianesimo. Per il ‘fatto cristiano‘ riscoperto, la nascita, vita, morte e resurrezione di Gesù Cristo, l’incontro con Dio persona nella Comunità cristiana. Il fondamento e la narrazione al centro di tutta la sua esperienza.

 

E i trentasei anni del Meeting per l’Amicizia tra i popoli, ormai semplicemente ‘Rimini Meeting’. La prima volta fu nell’estate del 1980. Poi di edizione in edizione, con una crescita immediata e clamorosa, gli anni della crisi e quelli della ripresa. Con due costanti. Da un lato l’accento messo sull’uomo e la sua esperienza personale. Emblematica, da questo punto di vista, la divertente e significativa trovata di qualche anno fa, le magliette ‘Non sono un uomo di spettacolo, sono uno spettacolo di uomo‘, con un messaggio che andava al di là del calembour. Dall’altro il rapporto stretto con il potere, qualunque, purché insediato o in fieri. In Italia o altrove, pur con una costante, privilegiata liason con Silvio Berlusconi, poi parzialmente lasciato, forse, per altri soggetti più o meno emergenti. Ma non si sa mai. E, naturalmente, i protagonisti economici forti. Con tutto quello che ha comportato e comporta in termini di ‘attenzioni’ giudiziarie che hanno colpito il Meeting, ma prima e più in generale la ‘Casa madre’ ciellina ed altre filiazioni di ‘Compagnia delle Opere’-‘Fondazione per la Sussidiarietà’.