lunedì, Settembre 20

CL e Francesco. Cronaca di una partita in corso

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Il ‘Ciclone Galantino’ investe il Meeting di Rimini 2015, creatura e strumento di autoproposizione, creazione di consenso e gestione di rapporti di Comunione e Liberazione. Monsignor Nunzio, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana e uomo di assoluta fiducia di Francesco, è il protagonista di questi ultimi giorni politico-economici italiani. E, di conseguenza, l’arrivo al Meeting attesissimo. E illuminante di questo nostro Strapaese della meraviglie.

 

Il tema del suo intervento è ‘Persona e senso del limite’. Ma subito rilancia, aggiungendo che in realtà si occuperà di ‘Persona, senso del limite e fascino delle frontiere’. Proprio quelle ‘frontiere’ e ‘periferie’, anche esistenziali al centro della predicazione e del lavoro di Papa Francesco. Da parte sua Galantino è al centro delle polemiche da parte di una destra, e non solo, furibonda per essere stata evidentemente toccata nel vivo, e nei punti giusti e più sensibili. L’Antologia di titoli, editoriali e contenuti riversati in questi giorni contro di lui, e naturalmente soprattutto contro Jorge Mario Bergoglio, sarà opera, Opera, assai significativa. Intanto Galantino non arretra. Anzi rilancia.

 

Contesta le «scelte, individuali e pubbliche» del nostro tempo, che, dice, «sono guidate per lo più dal perseguimento di interessi e fini immediati e poco meditati, dettati spesso dalla ricerca dell’utile e meno da un progetto consapevole e a lunga scadenza». E chiede che «chi sperimenta qualche forma di difficoltà venga integrato e non scartato», e che «quanti sono ai margini dello sviluppo siano coinvolti e le loro potenzialità messe a frutto». Il suo è un ragionamento antropologico, ma in controluce contiene tutte le risposte alle polemiche dei giorni scorsi. Incentrate sulle sue frasi che hanno avuto un effetto dirompente nei rapporti con il mondo politico e, in parte, anche all’interno della stessa CEI. ‘Harem di cooptati e furbi’, ‘piazzisti da quattro soldi‘ vanno ritenuti molti politici, così come chi “specula sul dramma dei migranti”.

 

Al Meeting, Galantino teorizza un umanesimo basato sull’equilibrio tra senso del limite e fascino delle frontiere, ma ribadisce il concetto di accoglienza e condivisione come contraltare all”istinto a difendersi dagli altri’. Più chiaro di così… Si tratta, spiega, di costruire una società che «non considera i gruppi e gli Stati per quanto sanno produrre o per le risorse finanziarie di cui dispongono, e tenta anzitutto e con i mezzi di cui realisticamente dispone di risollevare i poveri, per non creare un mondo a due velocità». Sottolinea ancora come sia il Vangelo a «intendere gli ultimi non più come scarti ma come persone da sollevare e delle quali condividere la sorte». E ancora: «Sta a noi coglierne i riflessi per l’oggi, traducendo questo impegno nel nostro tempo». Poi chiede «attenzione a tutti i poveri, a quelli che non hanno il lavoro o lo hanno perso, a quelli che provengono da zone più povere ed economicamente arretrate, a quelli che non sono in grado di difendersi perché attendono di nascere e godere della vita». Sempre riflettendo sul concetto di limite come risorsa chiarisce, se mai ce ne fosse il bisogno, di essere in sintonia con il Capo della Chiesa Cattolica, affermando che «una Chiesa che fa del limite una risorsa, assume lo stile missionario tanto invocato da Papa Francesco divenendo sempre meno dispensatrice di servizi e sempre più ‘ospedale da campo’, chinata sugli ultimi». E affonda il colpo affermando la volontà di proseguire sulla strada del cambiamento. «Anche la Chiesa è sollecitata a rinnovarsi nelle sue strutture, nelle dinamiche decisionali e nelle prassi delle comunità». E conclude: «Le comunità ecclesiali e le associazioni già sono, per il nostro tempo, un mirabile segno della presenza di Dio e della carità che da lui promana. Queste vostre giornate di incontro e riflessione ne sono un esempio. Tuttavia, ancora tanto dobbiamo fare nella via della testimonianza».

 

Già CL aveva subito un trattamento affettuosamente rude (diciamo così) a inizio Marzo scorso da parte di Bergoglio nel corso dell’udienza in Piazza San Pietro in occasione dei sessanta anni dalla nascita del Movimento di Don Luigi Giussani. Aveva fatto buon viso a cattiva sorte. Come abbiamo raccontato ed approfondito ne Il Contrappunto in Francesco e i Movimenti .1 Lo ‘schiaffo’ a CL. E non solo e in Francesco e i Movimenti .2 Le radici.

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