martedì, Giugno 15

Città metropolitana: pianificazione strategica

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Il nuovo assetto istituzionale della Città metropolitana fa subito discutere e scatena pareri discordanti sulle modifiche apportate dalla nuova legge di Graziano Delrio, Ministro delle Infrastrutture del governo guidato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi. Le critiche arrivano da Corrado Passera, candidato sindaco a Milano e Presidente di Italia Unica, e da Fiorello Cortiana, coordinatore nazionale della proposta di legge di iniziativa popolare per l’elezione diretta del Sindaco e del Consiglio della Città metropolitana. Corrado Passera e Fiorello Cortiana sono convinti che le realtà metropolitane del nostro Paese contano oltre il 30 per cento della popolazione nazionale, senza dimenticare che proprio in queste località è generato il 30 per cento del PIL nazionale. Sono pronti a dare battaglia mobilitando forze e persone per realizzare una grande raccolta di firme, a Milano e nelle altre città metropolitane italiane, a favore dell’elezione diretta del sindaco della Città metropolitana.

Ma che cosa è la Città metropolitana? Il disegno di legge di Graziano Delrio sulle Città metropolitane rivoluziona gli assetti Istituzionali introducendo una disciplina transitoria delle province, definite Enti di area vasta, proseguendo in questo modo la riforma costituzionale del Titolo V e delle relative norme di attuazione. Gli organi della provincia sono il Presidente della provincia, il Consiglio provinciale e l’Assemblea dei sindaci. Gli incarichi sono a titolo gratuito. Le intenzioni della Città metropolitana sono quelle di intercettare al meglio i bisogni dei cittadini con una minore burocrazia. E’ utile ricordare che uno dei principali effetti del disegno di legge è quello di ridurre sensibilmente i costi della politica legati agli organi provinciali. Con le nuove norme scompare la giunta provinciale e tutte le cariche (presidente della provincia, consigliere provinciale e membro dell’assemblea dei sindaci verranno svolte a titolo gratuito). Più di 700 assessori smettono di esercitare le loro funzioni e si eliminano quasi 2.700 consiglieri provinciali. Il risparmio previsto con questa operazione, secondo dati del Siope (Sistema Informativo delle Operazioni degli Enti pubblici) ed elaborati dalla Corte dei Conti, è di almeno 100 milioni di euro all’anno.

Sulla Città metropolitana interviene Renato D’Amico, Professore Ordinario di Scienza dell’Amministrazione all’Università degli Studi di Catania, per chiarire la complessa riforma Istituzionale che rivoluziona il ruolo e la pianificazione politica dei territori italiani.

 

Quali sono i vantaggi della Città metropolitana per la popolazione?

I vantaggi sono legati alla capacità/possibilità riconosciuta agli organi di governo della Città metropolitana di elaborare, adottare e aggiornare un piano strategico territoriale con una molteplicità di aree di attività, le quali vanno dai trasporti alla mobilità, alla comunicazione, alla rete dei servizi di interesse generale, all’ambiente e al paesaggio, alla reste scolastica. I benefici per la popolazione che ricade nel territorio della Città metropolitana sono dunque “indiretti”, nel senso che, laddove il metodo della programmazione venga adottato in maniera seria e virtuosa, l’erogazione dei servizi e l’esercizio delle funzioni che rimangono in capo ai singoli Comuni e/o alle altre Istituzioni di prestazione (ad esempio Unioni di Comuni, o Società d’ambito) potrà svolgersi in modo da garantire ordine, equilibrio e coordinamento.

Come cambia il rapporto tra Istituzione e cittadini?

In astratto, il grado di legittimazione “dal basso” dell’Istituzione potrebbe migliorare per via del metodo della pianificazione strategica. Ma questo dipende da come operano le Città metropolitane. Un ruolo centrale, per questo, lo svolgono i soggetti collettivi intermedi (tra governanti e governati) a cominciare da partiti e sindacati la cui crisi è però sotto gli occhi di tutti.

I servizi sono più garantiti e riescono a essere più vicini alle esigenze dei residenti di quell’area?

La capacità della programmazione di soddisfare l’esigenza dei cittadini dipende da come funziona il metodo della programmazione nel quadro di un assetto istituzionale, che riconosce la centralità del Comune come amministrazione di prestazione (erogatore di servizi) e il ruolo della Città metropolitana come amministrazione di regolazione (pianificatore e programmatore). Mi riferisco alla duplice direzione (circolare) del metodo della programmazione: ascendente, con riferimento alla attività di armonizzazione e la “messa a sistema” in uno o più piani (di sviluppo) sovra-comunali delle esigenze e delle proposte dei singoli Comuni che ricadono nel territorio metropolitano di riferimento; discendente, invece, con riferimento alla regolazione dei processi di implementazione dei piani e dei programmi che trovano espressione nelle attività dei singoli Comuni, nonché alla valutazione ex-ante, in itinere ed ex-post dei risultati attesi e raggiunti.

Cosa sta funzionando del nuovo assetto Istituzionale della Città metropolitana e cosa deve essere modificato?

Un bilancio è ancora prematuro. Sia perché occorre tempo perché la “nuova” istituzione produca effetti concreti e raffrontabili con il passato delle ex-Province, sia perché è facile immaginare che i risultati possano essere molto diversi da caso a caso.

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