domenica, Agosto 14

Cipro è sulla strada della ripresa economica

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In prossimità della Conferenza Annuale delle Nazioni Unite,  ha avuto luogo a Cipro un summit trilaterale tra Cipro, Grecia ed Egitto. Quali sono l’importanza e lo scopo di questo incontro secondo lei?

Innanzitutto, questo genere di incontro tra i leader di Cipro, Grecia ed Egitto non è una novità. I Presidenti Anastasiades e Al-Sisi e il Primo Ministro Tsipras hanno tenuto un incontro a Nicosia,  all’inizio di quest’anno. Questi tre Paesi hanno interessi comuni nel Mediterraneo orientale e hanno deciso di fare di più, insieme, per promuovere questi interessi. Sottolineo la parola “insieme”. In questo contesto, l’incontro a New York è qualcosa di normale e molto positivo. I leader hanno riaffermato il loro impegno a lavorare costantemente per incrementare la loro consultazione tripartita a tutti i livelli, nonché  per una collaborazione duratura e una cooperazione a servizio della pace, della stabilità e della prosperità del Mediterraneo orientale.

La regione del Mediterraneo orientale è un luogo pieno di tensioni e con molti problemi (la crisi dei rifugiati, i flussi migratori aumentati, la guerra in Siria, la Libia che è ora un Paese fantasma, ISIS etc) ed è un importante passo avanti qualunque iniziativa che avvicini le nazioni e promuova la cooperazione. Sottolineo che sta avendo luogo anche una cooperazione tripartita tra Cipro, Grecia e Israele, e le ultime notizie affermano che la Giordania ha chiesto di “copiare” questo modello. Cipro e Grecia sono Stati membri della UE (la Grecia è un membro della NATO) e questi due Paesi ambiscono a diventare un ponte, un fulcro, annullando la distanza tra il Medio Oriente e l’Europa.

La scoperta di risorse energetiche nel Mediterraneo orientale, per il momento nelle Zone Economiche Esclusive di Cipro, Israele ed Egitto, ha creato nuove necessità di cooperazioni strette e convergenze strategiche. Un nuovo elemento è la scoperta nella Zona Economica Esclusiva egiziana di un nuovo, enorme deposito di gas. Qual è la sua opinione sugli sviluppi in questo campo?

Il settore energetico è l’area più ovvia per una cooperazione in questa zona tesa, il Mediterraneo orientale e il Medio Oriente. La scoperta di nuove risorse energetiche può fungere da incentivo, per tutti i Paesi, di unirsi e trovare modi di sfruttare il gas naturale. Senza la pace, la gestione dei giacimenti sarà molto gravosa. D’altro canto, tutte le infrastrutture saranno finanziate e costruite dal settore privato. Il rischio (politico e non solo, come il terrorismo) alza il prezzo. D’accordo, il Mediterraneo orientale non è il Mare del Nord, ma tutte le nazioni devono trovare degli affari che li possano far avvicinare. E una cooperazione tripartita è un modello che promuove questa cooperazione.

Cosa ne pensa, più specificatamente, della politica di Cipro in questo campo? Pensa che le discussioni intercomunali influiscano negativamente sulle prospettive di nuove possibilità nella Zona Economica Esclusiva cipriota e sullo sviluppo in generale del gas naturale cipriota?

Il dialogo in corso tra ciprioti greci e ciprioti turchi non è un ostacolo. Entrambe le comunità hanno concordato che le risorse naturali, come il gas naturale, saranno beni del governo federale e che questi beni apparterranno a tutti i cittadini della Cipro Unita. La Repubblica di Cipro, governo legittimo dell’isola – e unico riconosciuto dalla comunità internazionale – ha una politica energetica, e la scoperta di questo nuovo giacimento di gas nella Zona Economica Esclusiva egiziana aiuta questa strategia. Le compagnie petrolifere hanno rinnovato il loro interesse a investire su Cipro.

Pensa che gli attuali sviluppi in Siria influiscano in qualche modo sulla situazione nel Mediterraneo orientale e, più specificatamente, a Cipro?

Sì. Penso che chiunque ne comprenda le ragioni. La Siria è un grande Paese in una zona sensibile e il suo collasso – che è oggi una realtà – crea enormi problemi. In Europa il problema dei rifugiati è in prima pagina da quest’estate, ma il Libano affronta questo problema da quattro anni. La Siria è una vera sfida per l’Europa, specialmente per il problema nascente dell’ISIS, un regime che è una minaccia diretta alla sicurezza europea. Il grande piano dell’Unione Europea era di trasformare il Mar Mediterraneo in una zona di commercio, un singolo mercato. Ma, sfortunatamente, noi europei dimentichiamo che il Nordafrica e il Medio Oriente sono un’area estremamente complessa, con molti problemi, miti nazionali e pregiudizi. È necessario del tempo, molto tempo, per guarire le ferite. Al momento la situazione è instabile e ciò non è bene per l’economia. Ecco perché un’iniziativa come la cooperazione tripartita tra Grecia, Cipro ed Egitto e Grecia, Cipro e Israele (e, si auspica, tra Grecia, Cipro e Giordania) può essere un elemento discriminante nella regione.

Traduzione di Jessica Todaro

 

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