mercoledì, novembre 21

Cinque Stelle. Grillo ‘cambia gioco’ – 3 Movimento Cinque Stelle. il cambiamento del gioco

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«(…) oltre alla riproposizione del cavallo di battaglia interno del reddito di cittadinanza e l’attacco sul tema di Infrastrutture e Grandi Opere, una serie di interventi frammentari che non riescono ad assumere unitarietà ed individuare il ‘Punto di Sfondamento’. Che è, quello sì, l’argomento centrale su cui stanno ragionando, sempre più in queste ultime settimane ed in questi ultimi giorni, i vertici del Movimento. Convinti che dopo l’esito delle Regionali del prossimo maggio lo scenario potrà decisivamente cambiare. Ed allora occorrerà investire tutto su un obiettivo, su cui la struttura del sistema possa collassare».

Così concludevamo la Seconda puntata del nostro peculiare Viaggio nel Movimento Cinque Stelle, cercando di ricostruire il senso complessivo, ed operativo, del lavoro dei ‘ragazzi di Beppe Grillo‘ (martedì scorso, 24 marzo 2015. La Prima il giorno precedente, lunedì 23). Lo spunto era da un lato la scomparsa, meglio la marginalizzazione, cui interlocutori ed organi di informazione vogliono ridurre questo soggetto politico. Con una sua, seppur involontaria, complicità. Dall’altra il mutamento di strategia che i Cinque Stelle stanno cercando. E che nel volgere di pochi giorni si è palesato proprio come andavamo delineando.

Dunque, giovedì 26 marzo Grillo lancia sul suo Blog (www.beppegrillo.it) il post Le parole non bastano più. «Le parole non bastano più. Le denunce non bastano più. Contro ladri e corrotti non bastano più. Le menzogne del Governo e del suo imbonitore da strapazzo non reggono più. L’indignazione non basta più. Il rispetto istituzionale non basta più. Il Parlamento non c’è più, non rappresenta più nulla, incostituzionale involtino di nominati. Le parole non bastano più. La corruzione non gli basta mai. La criminalità organizzata non basta più. Tutto sta esondando. Le parole, le nostre parole, le manifestazioni, le elezioni non bastano più. Dobbiamo inventarci qualcos’altro di fronte alla sfacciataggine del Potere, alla distruzione del Paese, alle famiglie ridotte in povertà ai nostri figli emigranti dopo la laurea a un ex sindaco nominato capo del Governo dalla massoneria e dalla finanza internazionale. Ma, ora, almeno sappiamo che le parole non bastano più. Questo lo abbiamo imparato. Abbiamo giocato con dei bari, siamo stati forse ingenui, credevamo che avessero un minimo di pudore nel macellare la democrazia, ma la stanno addirittura squartando sotto i nostri occhi abusando delle loro cariche. Cambieremo gioco, definiremo le nostre regole sul territorio. Le parole non bastano più contro un Parlamento incostituzionale, un Presidente del Consiglio mai eletto dalle urne, contro istituzioni prive di ogni legittimità, contro centinaia di miliardi rubati con le Grandi Opere Inutili. Contro MafiaCapitale, Expo, Mose, Tav, Salerno-Reggio Calabria. Le parole non bastano più. Un popolo senza voce, senza futuro, impaurito, questo è diventato oggi il popolo italiano. Un cane di paglia, il più pericoloso tra i cani, che può prendere fuoco ad ogni momento. Le parole non bastano più». (Le evidenziazioni in neretto sono nostre).

Cosa significa, nello specifico, questo ‘cambiare gioco’? Per l’appunto individuare quel ‘Punto di Sfondamento’ di cui si diceva e che si sta cercando, faticosamente, di individuare. Tra tre o quattro diverse ipotesi. Intanto si incassa il fatto che le rilevazioni demoscopiche, in maniera più o meno consistente, testimoniano una forte tenuta della base di consenso, pur in presenza di un poderoso Matteo Renzi ed un arrembante Matteo Salvini. In uno dei siti paralleli gestiti dal coleader Gianroberto Casaleggio (www.tzetze.it), si valorizza così il sondaggio de La7 di lunedì 30 marzo. «I nuovi scandali sembrano non aver (per il momento) colpito il PD che sale di 0,2% secondo il sondaggio EMG per il TGLa7 di Enrico Mentana. (…) ore 20:30 apprendiamo i dati del sondaggio EMG Acqua di Fabrizio Masia. Tra i leader politici è confermata la fiducia nel Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che tocca il 50%. Stabile la fiducia in Matteo Renzi ferma al 32%. Scende di 1 punto percentuale la fiducia in Beppe Grillo e Silvio Berlusconi, entrambi al 14%. In caso di elezioni politiche le ‘intenzioni di voto per lista’: sale il consenso per il PD di Matteo Renzi dello 0,2% e della Lega Nord dello 0,1%, il primo tocca quota 37,2% ed il secondo tocca quota 15,4%. Crolla Forza Italia che si attesta all’11%. Stabile il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo al 20,3%. Scende anche il dato sull’astensione che si ferma al 42,5 %. Diminuiscono gli indecisi al 17,2%”. (A fronte di questi Risultati elettorali effettivi del M5S. Elezioni Politiche, 24 e 25 Febbraio 2013, 8.691.406 voti, 25,56% alla Camera dei Deputati. Elezioni Europee, 25 maggio 2014, 5.807.362 voti, 21,16%)».

Il Sito di Grillo ha una sua ulteriore summa ne La Settimana di Beppe Grillo, che ha lo scopo dichiarato di «diffondere i contenuti del blog». Ne continuiamo l’analisi con l’ultimo Numero, quello di Domenica 29 marzo 2015 (Volume 10, Numero 13). Dopo l’Editoriale, La politica e la mafia, parole di Paolo Borsellino sottoscritte da Grillo, questi i temi e gli argomenti.

Ecologia Salviamo gli alberi di Milano! / #573alberi  Informazione Chi è questa stronza?  Minipost I bambini sordi abbandonati dallo Stato / Reddito di cittadinanza subito: ce lo chiede l’Europa! / Fuori gli indagati dallo Stato! / I dirigenti senza concorso di #Equitalia / I funzionari illegittimi di #Equitalia rimossi dall’incarico / Il perbenismo ha gli occhi chiusi  MoVimento #Redditodicittadinanza contro la povertà  Muro del pianto Le locuste di #Equitalia non muoiono mai / Gli scarrafoni di Renzie #corruzione / Un uomo solo al comando #FermiamoRenzie  Passaparola #Passaparola: Expo, la fiera della corruzione – di Gianni Barbacetto  Politica #Renzie finanzia Mediaset / Interrogazione parlamentare M5S su MPS – #Sorgenia / Le parole non bastano più

La questione del ‘Punto critico’ del regime implica però un serio dibattito interno, con scelta finale. E qui sorgono non piccoli problemi. Non a caso contrasti, anche forti, tra militanti, parlamentari e dirigenti, ha creato il parallelo fatto dallo stesso Grillo tra Renzi ed il copilota tedesco suicida e omicida in Un uomo solo al comando #FermiamoRenzie. «Ci sono inquietanti analogie tra Andrea Lubitz, il copilota dell’Airbus A320 della Germanwings che si è schiantato sulle Alpi francesi, e Matteo ‘Renzie’ che sta schiantando l’Italia. Si tratta in entrambi casi di uomini soli al comando. Entrambi si sono chiusi dentro eliminando ogni interferenza esterna. Dall’interno della cabina di pilotaggio Lubitz ha azionato il cockpit door, ‘Renzie’ ha eliminato il Senato e ogni opposizione interna e ridotto il Parlamento a un ratificatore di decreti legge. I passeggeri dell’Airbus hanno capito solo all’ultimo che il copilota li stava portando al disastro, dopo otto lunghi minuti. L’Italia lo capirà anch’essa all’ultimo, quando non ci sarà più niente da fare. Un uomo solo al comando lo si è già visto in passato e non è stato un bello spettacolo».

Il paragone non è di gran gusto, d’accordo. Però il fatto che Renzi sia, e voglia restare, un ‘uomo solo al comando’ ha indubbio fondamento. Ma a parte lui, e prima che il bue dia del cornuto all’asino, c’è da analizzare quanto sia diversa la situazione a questo proposito nel Movimento Cinque Stelle. Dove pure, effettivamente, ci sono due uomini soli al comando.

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