domenica, Maggio 16

Cinquanta sfumature di Unioni Civili Trent'anni di tentativi, alla vigilia del primo approdo in Aula

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La prima è del 1986, ormai trenta anni fa. Vale a dire che se, paradossalmente, fosse stata subito approvata una legge in materia di unioni tra persone dello stesso sesso, ed immediatamente permessa qualche forma di adozione o affiliazione del figlio allora concepito da uno (o una) dei due, oggi quel ragazzo o quella ragazza potrebbero essere adulti con numerosa prole. Forse anche, giocando un po’ sui tempi, membri di questo Parlamento eletto agli inizi del 2013.

Quasi trent’anni e per la prima volta lo ‘scoglio’ che ebbe decisivo impatto nel contribuire al termine del secondo tentativo di Governo di Romano Prodi, giunge infine in Aula. Quella del Senato, in questo comunque storico Giovedì 28 Gennaio 2016. Sono una cinquantina le proposte via via elaborate, e lasciate esaurirsi su di un binario morto: ora Monica Cirinnà, Senatrice del Partito Democratico, è autrice di quella che probabilmente sarà la prima a tagliare il traguardo. «Sono nata a Roma da una famiglia di origine cattolica e i miei primi studi li ho fatti in una scuola privata di suore nella Capitale» ci tiene a presentarsi anzitutto, nel proprio sito, la traghettatrice di questa non facile impresa. Prima di lei anche molti ‘politici cattolici’, e pure di quelli che strutturalmente ne rivendicano la discendenza politica, ci avevano provato. Senza esito. E, dunque, riepiloghiamo le iniziative parlamentari. In questa XVII Legislatura sono 7:  quattro del Pd, una di Ncd, una di Sel, una del Psi. Nella precedente, la XVI, erano 4. Nella XV ancora 7. Nella XIV furono 11. Nella XIII (1996-2001, la prima di Prodi), 6. E via retrocedendo… Sinora 15 Testi erano stati assegnati alla Commissione competente, senza essere esaminati. Sono invece 17 quelli che già in precedenza erano arrivati ad essere considerati. (Mentre, parallelamente, la Eurodeputata comunista italiana Vera Squarcialupi, era riuscita a far approvare all’assise continentale già nel Marzo 1984 una mozione contro le discriminazioni sessuali sul posto di lavoro, con esplicito riguardo agli omosessuali).

Gli acronimi ad indicare i diversi tentativi sono stati i più svariati: dai Pacs ai Dico, sino ai Didore. L’accelerazione, ed il reale dibattito al proposito, inizia con la XIV Legislatura, dal 2002. Franco Grillini, Deputato dei Democratici di Sinistra e storico esponente per i diritti civili omosessuali,   riesce a far incardinare la discussione nella commissione Giustizia della Camera. Sono i ‘Pacs’, Patti civili di solidarietà. Al governo c’è però il centrodestra di Silvio Berlusconi, che di suo ammetterebbe anche le nozze tra canguri e coccodrilli, ma a patto che gli facessero guadagnare voti. Visto che così non era, e canguri e coccodrilli non votavano… Con Prodi nella successiva XV Legislatura si prova a sbloccare la situazione partendo dall’iniziativa governativa. Tocca alle due Ministre Rosy Bindi, titolare della Famiglia, e Barbara Pollastrini, Pari opportunità. Nascono i ‘Dico’,  Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi, che prevedono il riconoscimento di nuovi diritti alle coppie etero e omosessuali non sposate. Il centrodestra, supportato dal mondo cattolico, è contrario ed agita la piazza a partire dal primoFamily Day’ del 2007, a Roma. Pochi mesi e il Governo Prodi cade. Nella XVI, la scorsa, inizialmente di nuovo guidata con un trionfale maggioranza da Berlusconi, ci si prova con una cosettina piccolapiccola, ma che sarebbe stata comunque meglio di niente. Sono i ‘Didore’, Diritti e doveri di reciprocità dei conviventi, ‘inventati’ da due Ministri: Renato Brunetta ed il democristiano ‘nei secoli fedele’ Gianfranco Rotondi. Naturalmente niente da fare.

Ed ecco che adesso si arriva finalmente alla stretta finale, con il Premier Matteo Renzi determinato a giungere all’approvazione di una legge, pur tra aggiustamenti, necessari compromessi e perigliosi voti segreti. Possibilmente non purchessia, come il vecchio marinaio di Ernest Hemingway che finalmente riesce a portare da mare a riva il suo gigantesco marlin, ma, ahimè, alla fine spolpato dagli squali che gli girano d’attorno…

 

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