domenica, Settembre 19

Cina, Xi Jinping annuncia la modernizzazione dell’esercito L'ammiraglio Ferdinando Sanfelice di Monteforte: "il punto debole di Pechino è la tecnologia"

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Il rinnovamento, come prima ricordava, dovrebbe passare anzitutto per le forze marittime. Xi ha ribadito l’obiettivo cinese di «sviluppare una forza militare marittima moderna commisurata agli interessi di sicurezza e sviluppo nazionali». Il tutto non più solo nell’ ambito di una “difesa delle acque territoriali”, ma anche in quello di “proiezione in mare aperto”. Proprio qualche mese fa è stata varata la Shandong, primo esemplare di portaerei realizzata in Cina, precisamente a Dalian. La linea che si prospetta è dunque di questo tipo?

6 altre portarei oltre alle navi di scorta e per usi specialistici sarebbero nei piani di Pechino. Non è un caso che l’ India abbia annunciato obiettivi simili. Quindi la linea dovrebbe essere questa. Ricorderà lo scandalo quando uscì quel documento cinese che diceva che l’ Oceano Indiano non è l’ Oceano dell’ India. C’è questa situazione di confronto.

Rimane alla base della linea strategica cinese la tradizionale “difesa attiva”? In che modo verrà arricchita questa cultura nei prossimi anni?

La “difesa attiva” è un’ idea che i cinesi hanno mutuato dal blocco sovietico. Fu elaborata per la prima volta in Unione Sovietica, negli anni ’70, dal Maresciallo Zukov. La “difesa attiva” non è però molto consona allo spirito cinese. La Cina ha fatto sempre molta attenzione a fermarsi ad un passo prima della guerra. E’ sicuramente un modo per intimorire gli avversari, ma è difficilmente praticabile. La Cina, nei confronti di chi è più forte di lei, cioè Stati Uniti e Russia, usa strategie indirette. Compra il debito pubblico americano ad esempio oppure fa accordi economici con la Russia e poi manda milioni di cinesi in Siberia in modo da renderla, di fatto, cinese. La “difesa attiva” è stata dichiarata dalla Cina, ma spesso le dichiarazioni servono per mascherare le reali intenzioni.

Anche in situazioni conflittuali, ma non solo, una componente importante, che la Cina ha riscoperto sotto la Presidenza Xi, e che sta rafforzando è l‘ intelligence.

Ad oggi l’ intelligence si sta orientando sempre più verso il furto di tecnologie. E proprio la tecnologia è una delle maggiori debolezze cinesi. Si capisce perché Xi abbia volontà di incrementare l’ intelligence in senso moderno, ma non è l’unico.

Non è un caso che la Cina decida di potenziare il suo comparto difensivo proprio nel primo anno di Presidenza Trump.

La Cina ha però l’ arma dei titoli del debito pubblico americano. Ma Cina e Stati Uniti non arriveranno mai ai a ferri corti.

Dal punto di vista aeronautico, ad oggi da chi dipende la Cina?

Dipende dalla Russia perché l’ Occidente non gli da tecnologia aeronautica. Anche l’ Italia provò con alcuni appalti alla Nuova Ionica ad ammodernare l’ aeronautica cinese, ma fu impossibile. Questa dipendenza dalla Russia vi è anche in campo navale.

A febbraio gli Stati Uniti, a protezione di Seoul, hanno schierato il sistema antimissile THAAD, irritando la Cina. Anche dal punto di vista di tecnologia missilistica, la Cina dipende molto dalla Russia?

Sì. Tutta la tecnologia missilistica è nata dalla Russia, anche se poi qualcosa è stato sviluppato in Cina. Ma il problema del sistema antimissile americano sia per la Cina che, qualche anno fa, per la Russia è proprio quello di far venire meno la capacità della minaccia nucleare cinese o russa mediante missili balistici anche se i missili THAAD schierati dagli Stati Uniti sono più in funzione anti-Corea del Nord che altro.

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