domenica, Settembre 26

Cina – Venezuela: la tecnica cinese del non intervento Lo stretto legame economico tra Pechino e Caracas

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Le relazioni commerciali rivestono sicuramente un ruolo importante per decifrare la politica estera di Pechino. Già con il progetto One Belt One Road (OBOR) si è assistito ad un tentativo da parte della Cina di utilizzare le grandi risorse finanziarie di cui dispone per dar realizzare dei grandi progetti in grado di renderla un attore globale a tutti gli effetti. Il dilemma capitalismo-comunismo pare essere bypassato. Proprio quest’ ambizione espansionistica è quella che irrita Washington. Le ambizioni sul Mar Cinese Meridionale preoccupano gli Stati Uniti.

Nelle diverse crisi, non solo in corrispondenza della regione asiatica, la Cina ha sempre mantenuto una posizione non scontata. Sebbene per l’ America i timori più grandi derivino, al momento, dalla Corea del Nord, non va dimenticato che il Venezuela rimane nel caos.

Rispetto al regime di Maduro, Pechino, così come in altri contesti, si è posto in maniera autonoma. Le relazioni sino-venezuelane risalgono alla fine del secolo scorso, quando l’ economia cinese aumentò il suo fabbisogno di combustibile.  I rapporti commerciali si è più che decuplicato nel giro di un decennio. L’ obiettivo venezuelano di ridurre l’ incombente dominio americano ha certamente facilitato la sintonia.

Le nazionalizzazioni messe in atto dal dittatore Chavez, oltre che un calo del prezzo del petrolio dovuto alla crisi economica globale del 2008, hanno fatto sprofondare il Venezuela. L’inflazione ha superato il 1.000% nel 2017. Nel 2016, Pechino annunciò che avrebbe interrotto i prestiti al Venezuela. Ma, alla fine, gli diede un’ altra possibilità, riducendo, tuttavia l’ entità di quanto destinato a Caracas.

«Speriamo sinceramente che tutte le parti in Venezuela possano risolvere la questione con il dialogo pacifico all’interno di una cornice legale e proteggere la stabilità del Paese e lo sviluppo socio-economico. La Cina ritiene che il governo e il popolo del Venezuela abbiano la capacità di gestire appropriatamente i loro affari interni. Un Venezuela in sviluppo stabile è in accordo con gli interessi di tutti». Era stato il commento del Ministero degli Esteri cinese a seguito dell’ elezione, a fine luglio, dell’ Assemblea costituente venezuelana.

Pechino ha sempre rispettato il principio fondamentale della sua politica estera ossia la non interferenza negli affari interni di altri paesi.

Per implementare il dialogo, il Presidente della commissione internazionale dell’Assemblea Nazionale Costituente, Adán Chávez, ha reso noto che il Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV) e il Partito Comunista Cinese (PCC) stabiliranno accordi di cooperazione politica.

Da questo punto di vista, le relazioni tra la Cina e il Venezuela sembrano rafforzarsi grazie alla decisione di Caracas di legarsi sempre più alla moneta cinese, lo Yuan, così da ridurre la schiavitù del dollaro.

Le elezioni illegittime in Venezuela hanno confermato che Maduro è un dittatore che non ha alcun rispetto per la volontà del popolo venezuelano” aveva affermato il ministro del Tesoro americano Steven Mnuchin.

«Le sanzioni contro di me? Mostrano lo stato di disperazione e odio di Trump» era stata la risposta di Maduro alle sanzioni imposte da Washington. Obiettivamente, Cina e Russia, sempre più vicine nei diversi teatri e sempre più sinergiche sia a livello politico che a livello militare, tentano di indebolire l’ influenza a stelle e strisce anche in Sud America. Ma Trump sarà in grado di “difendere il suo popolo” anche dalle minacce economiche che potrebbero provenire dalla moltiplicazioni delle “assi” che vorrebbero sempre più isolare gli USA?

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