martedì, Settembre 28

Cina: una crisi che è il prezzo del cambiamento

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La Cina è in crisi oppure sta semplicemente attraversando una caotica transizione, sia politica che economica? È la domanda che, specialmente a partire dalla scorsa settimana, si stanno facendo tutti, a tutte le latitudini, i mercati, le Cancellerie, i tank tank, fino al cittadino comune.

Rodger Baker, analista senior di ‘Stratfor’, prestigiosa società di intelligence americana, in ‘China’s Crisis: The Price of Change‘, offre una lettura a tutto tondo di quanto sta accadendo nel Paese, a partire dagli ultimi eventi cinesi: la modifica del meccanismo di formazione del tasso di cambio dello yuan – che da giorni sta sconvolgendo i mercati -, il disastro di Tianjin, l’annuale incontro informale tra gli anziani di Partito e i leader attuali a Beidaihe, particolarmente contrastato e occasione per appelli, da parte dei media e non solo, alla trasparenza e all’innalzamento del livello di guardia sulla corruzione.
Se esiste un collegamento tra questi eventi, afferma Baker, questo è l’enfasi che Pechino sta ponendo sulla sua trasparenza circa i suoi processi decisionali, riportando e spiegando il perché delle sue azioni. Questa non è la Cina del passato, che ha cercato di nascondere ai suoi cittadini i peggiori disastri naturali o causati dalla mano dell’uomo. Non è la Cina che operava attraverso accordi segreti attuati solo in seguito al consenso degli alti funzionari di partito alle spese del pubblico. Non è nemmeno la Cina dei severi controlli valutari per paura che le fluttuazioni dei mercati globali possano influire sulla gestione dell’economia cinese. O almeno questo è il messaggio che Pechino sta cercando di trasmettere. Si tratta di un messaggio rivolto alla platea interna, piuttosto che internazionale, che riconosce una mancanza di fiducia, sia all’estero che all’interno del Paese, nel Partito Comunista Cinese e nella capacità del governo di seguire una politica trasparente. La tentazione di corruzione, collusione e nepotismo rimane forte ed è forse perfino rafforzata dall’ampiezza e dalla profondità della campagna anti-corruzione attualmente in corso.

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