sabato, Maggio 8

Cina-Taiwan: ecco la protesta field_506ffb1d3dbe2

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BangkokPer la prima volta nella storia nazionale, si svolge una protesta ed una occupazione del Parlamento, al punto di tentare di bloccare il Governo nella stipula di un accordo con la Cina. Centinaia di attivisti di Taiwan si sono assiepati intorno alla sede del Parlamento, nella gran parte dei casi si è trattato di studenti, i quali hanno superato le barriere di protezione e si sono avviati rapidamente verso l’Aula principale del Parlamento nella notte di martedì scorso, una vera e propria occupazione da primato nella storia dell’Isola-Stato di Taiwan. L’occupazione s’è fatta più aspra nelle prime ore del mercoledì, quando la Polizia ha tentato di forzare il blocco attuato con pile di sedie e tavolini che hanno tenuto fuori dall’Aula centinaia di poliziotti nel loro tentativo di sgombrare la più alta sede istituzionale taiwanese. Sono stati messi in campo circa duemila poliziotti, comprese le unità speciali anti-sommossa, per disporsi a guardia del Parlamento, come confermato ai media dai vertici della Polizia taiwanese. Il loro compito era quello di riportare ordine – nel corso della giornata – a fronte di centinaia di manifestanti via via sciamati sul selciato tutt’intorno. Il portavoce del Parlamento ha invitato tutti alla camla, dopo che 38 poliziotti sono stati lievemente feriti negli scontri del primo mattino. Almeno una decina di civili sono stati anch’essi lievemente feriti, quattro persone sono state sottoposte ad arresto, tre delle quali sono studenti, per quel che la polizia di Taiwan ha finora confermato. La stessa polizia ha spiegato ai media rassicurando che si vuole riportare la calma per vie pacifiche.

Nel frattempo, il Presidente Ma Ying-jeou ha ostentato calma ed ha chiesto al Parlamento di passare alla ratifica del trattato con la Cina in ambito commerciale, altrimenti –ha detto in buona sostanza– si potrebbe ritenere Taiwan una Nazione poco sincera ed inaffidabile. I manifestanti hanno fatto sapere di voler mantere lo stato di occupazione della sede parlamentare fino alla giornata di venerdì, ovvero, proprio la data nella quale è prevista la ratifica ufficiale con approvazione in Aula del trattato commerciale con la Cina, con seduta fiume così come appare dalla calendarizzazione delle attività parlamentari. I vertici del movimento studentesco in protesta hanno sottolineato che qui non si tratta solo di un superficiale flash mob e che sono certamente contro ogni forma di violenza ma gli scontri sono da considerarsi inevitabili nel momento in cui la Polizia voglia rimuovere gli ostacoli e procedere ad uno sgombero coatto. Nel caso in cui accadesse, ritengono il Governo stesso responsabile di qualsiasi cosa.

Il patto commerciale siglato a luglio viene immaginato come una via di apertura nel commercio reciproco tra Cina e Taiwan, atto che giunge 65 anni dopo una guerra civile. Ma i manifestanti affermano che l’accordo danneggerà certamente Taiwan e la sua economia, il che renderà Taiwan fragile e vulnerabile alle pressioni politiche della Cina. Accusano il partito al potere Kuomintang di movimenti illegali al fine di ratificare l’accordo e chiedono una revisione dell’intero contenuto degli accordi commerciali, voce per voce.

Il patto commerciale è uno degli atti che fanno seguito agli accordi compresi nella Cornice di Cooperazione Economica siglato il 2010 il cui fine ultimo è quello della riduzione delle barriere tra Cina e Taiwan. Secondo l’ultimo corso, la Cina aprirà 80 settori diversi di investimento in servizi a Taiwan a favore di Compagnie taiwanesi, mentre Taiwan consentirà investimenti in Cina in 64 settori differenti.

 

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