mercoledì, Maggio 19

Cina, SPC aggiorna la giurisdizione sulle acque territoriali

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Una mossa per annullare il verdetto del Tribunale Internazionale dell’Aia, che con la sua sentenza aveva colpito le pretese della Cina sulle isole nel Mar Cinese Meridionale. Ieri la Corte Suprema del Popolo (SPC) ha emesso una regolamentazione che riafferma la giurisdizione del Paese sulle sue acque territoriali, specificando le responsabilità penali in cui incorrerebbe chi violerà la sovranità marittima e territoriale. I cittadini cinesi o stranieri che praticassero caccia o pesca illegali verranno puniti a norma di legge, secondo questo nuovo aggiornamento giuridico. La Corte Suprema ha specificato che «il potere giudiziario è una componente importante della sovranità nazionale. I tribunali del popolo eserciteranno attivamente la giurisdizione sulle acque territoriali della Cina, sosterranno i servizi amministrativi per svolgere legalmente compiti di gestione marittimi, allo stesso modo proteggeranno i diritti legali di parte cinese e straniera coinvolti per salvaguardare la sovranità territoriale cinese e gli interessi marittimi».

Le autorità cinesi avevano comunicato che il verdetto emesso dal Tribunale dell’Aia era da considerarsi nullo e «illegalmente costituito» riguardo alla contesa delle isole. La sentenza aveva dichiarato che la Cina non poteva rivendicare alcuna pretesa di sovranità su territori considerati non alla stregua di isole, bensì come scogli o rocce, i quali, ovviamente, non generano diritti territoriali. L’aggiornamento legislativo della Corte Suprema sembra dunque una mossa politica oltre che giuridica, in quanto ufficializza, de facto, le pretese geopolitiche del Governo di Pechino.

(video tratto dal canale Youtube di ‘CCTV News’)

 

 

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