venerdì, Maggio 7

Cina, si elogia l’impegno nelle missioni di pace ONU

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La Cina ha dimostrato un impegno considerevole nelle operazioni di pace coordinate dalle Nazioni Unite. I caschi blu mandati da Pechino sono stati coinvolti recentemente nei violenti scontri in Sud Sudan, in cui sono rimasti uccisi due peacekeeper nel mese di luglio. Tali morti evidenziano il coinvolgimento sempre più diretto del Paese e i rischi crescenti affrontati dalle truppe di pace della Cina, che ha inviato il maggior numero di caschi blu tra i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza ONU, grazie alla partecipazione in più di venti missioni di pace con oltre 3000 soldati inviati e con personale di supporto (ingeneri e medici). Qualche giorno fa, il Sottosegretario generale delle Nazioni Unite, Hervé Ladsous, ha mostrato ufficialmente un grande apprezzamento nei confronti della Cina per il contributo, elogiandone l’impegno e la professionalità. Le dichiarazioni sono state rilasciate in occasione dell’89°anniversario della fondazione dell’Esercito Popolare di Liberazione: si è voluta sottolineare l’importanza dell’internazionalizzazione delle forze armate cinesi negli impegni di peacekeeping.

La prima missione di peacekeeping cui partecipò il Governo cinese risale al 1990. Da allora le forze armate cinesi hanno registrato la morte di 13 soldati in 26 anni. Pechino risulta essere inoltre il secondo membro che finanziariamente contribuisce di più alle missioni di pace ONU, avendo investito quest’anno più di 800 milioni di dollari.

(video tratto dal canale Youtube di ‘CCTV English’)

 

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