martedì, Settembre 28

Cina: sanità e sostenibilità di stampo italiano

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La Cina, con il Ministero della Salute e gli uffici sanitari provinciali, sin dall’inizio del 1950 ha prestato particolare attenzione alla salute pubblica e alla medicina preventiva. Il partito comunista iniziò proprio allora una campagna patriottica della salute per migliorare servizi igienici, trattamento e prevenzione di varie patologie. Cosicché, colera, tifo e scarlattina, molto diffuse in Cina, furono quasi del tutto debellate.

Nel 1978, con l’avvento di Deng Xiaoping e le sue riforme economiche, la salute pubblica cinese migliorò notevolmente. La sanità venne privatizzata e iniziò a registrare un significativo aumento della qualità delle prestazioni. Nel 2009 il governo intraprese un programma sanitario su larga scala e triennale per 124 miliardi di dollari. Nel 2011, l’iniziativa, fece registrare il 95% di copertura di base di assicurazione sanitaria tra la popolazione. Nello stesso anno, però, si registrò anche un aumento dei farmaci contraffatti. Un fenomeno difficile da sradicare nel Paese.

Nell’ambito delle politiche nazionali anticorruzione e anticontraffazione, pochi giorni fa, la polizia cinese ha eseguito decine di arresti nella provincia dello Shandong a seguito delle indagini sull’imponente commercio illegale di vaccini, conservati e distribuiti senza adeguata refrigerazione, cominciato nel 2011 e capace di generare un giro d’affari di 88 milioni di dollari. L’amministrazione provinciale sulla sicurezza alimentare e dei farmaci, riferisce l’agenzia Nuova Cina, ha diffuso l’elenco di compratori e venditori coinvolti. A capo dell’organizzazione, madre e figlia che compravano i vaccini da fonti autorizzate e abusive, per rivenderli ad agenti illegali o a centri locali di controllo e prevenzione delle malattie a prezzi più alti: una delle due donne, un medico di 47 anni, è sospettata di aver collocato sui mercati circa 2 milioni di dosi.

Lo scandalo ha rafforzato i timori diffusi sulla sicurezza di cibo e medicine nella popolazione e richiesto l’intervento deciso del governo cinese in accordo con la Rule of Law. Nell’odierno mondo globalizzato e interdipendente, dove l’intensità delle migrazioni, dei commerci e delle comunicazioni tra persone e paesi cresce di continuo, anche la salute è senza confini: ha poco senso ormai distinguere tra problemi di salute nazionali e internazionali. Nonostante i significativi miglioramenti nella sanità e la costruzione di strutture mediche avanzate, la Cina ha diversi problemi emergenti nel settore specifico pubblico, come ad esempio le malattie respiratorie causate dall’inquinamento atmosferico diffuso, le centinaia di milioni di fumatori di sigarette e l’aumento dell’obesità tra i giovani abitanti dei centri urbani.

L’incidenza di tumori e di malattie cardiovascolari come causa di mortalità e morbosità è in crescente aumento. La numericamente grande popolazione della Cina, le città densamente popolate e il ridotto controllo igienico preventivo hanno portato allo svilupparsi di gravi focolai di malattie negli ultimi anni, come ad esempio lo scoppio nel 2003 della SARS (severe acute respiratory syndrome). La Cina è stata in grado di creare grandi registri nazionali per patologie quali HIV, TBC e altre malattie infettive. Attualmente, sono stati attivati anche i registri per patologie di malattie croniche e non comunicabili, quali le varie forme di cancro e le malattie cardiovascolari.

 

La prevenzione e gli screening precoci in Cina

Nel 2010 l’inquinamento atmosferico si pensa abbia causato 1,2 milioni di morti premature in Cina. Apprezzabili, per questo, sono i progetti di screening nazionali delle varie forme di cancro organizzate da esperti cinesi del National Cancer Hospital di Pechino e presentati ai meeting Italia-Cina di Zheng Zhou 2012, Beijing 2013 e Chengdu Chong Qing 2015. La salute globale fa riferimento al quadro epidemiologico globale, nel cui ambito sono possibili i confronti tra differenti Paesi o regioni e l’analisi del carico di malattia con i principali problemi che affliggono la popolazione mondiale. In questa cornice si collocano gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, in particolare quelli di rilevanza sanitaria, e il ‘conto alla rovescia’ al 2015 relativo agli interventi per ridurre la mortalità materna, neonatale e infantile.

Nel 2016, anno delle eccellenze Sanitarie Italiane in Cina, saranno affrontate con il gruppo di lavoro Sanità della Camera di Commercio Italia le problematiche del settore materno infantile. Settore chiave in Cina nell’ambito dell’attività della National Health Family Planning Commission e degli esperti cinesi delle istituzioni di Shanghai, Municipal Health Bureau e Shanghai Children Medical Center, che rappresentano i settori della sanità e socio sanità meglio organizzati e avanzati del Paese, nella provincia di Jangsu. Il miglioramento complessivo dello stato di salute globale non è stato uniforme: le diseguaglianze socioeconomiche nella salute tendono a crescere sia tra i paesi sia all’interno dei paesi. L’aspettativa media di vita nell’Africa sub-sahariana è talora pari alla metà che in Occidente. La povertà e le diseguaglianze ‘uccidono su larga scala’ – come afferma il recente Rapporto della Commissione sui Determinanti Sociali della Salute dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)– e rappresentano un’assoluta priorità nell’agenda di politica sanitaria internazionale.

La salute globale richiede analisi multidisciplinari dei fattori di rischio eco-bio-psico-sociali e soluzioni da ricercare attraverso approcci intersettoriali integrati. Il rapporto tra ambiente e salute riguarda il tema dell’inquinamento atmosferico e gli effetti sulla salute dei gas serra e dei cambiamenti climatici globali. Il rafforzamento dei sistemi sanitari e la crisi globale delle risorse economiche e umane nel settore sanitario sono oggi temi prioritari nell’agenda di sviluppo sia per i paesi più poveri che per quelli più avanzati.

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