lunedì, Settembre 27

Cina: l’industria bellica nell’era di Xi Jinping Gianandrea Gaiani illustra le prossime sfide del settore della difesa cinese

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A qusto proposito, poco meno di un mese fa è entrato in servizio il caccia Chengdu J-20.

Sì, un velivolo stealth. Un altro velivolo molto recente è il J-31 che assomiglia molto all’ F35.

Questi caccia dimostrano che la Cina sta sviluppando un’ aeronautica “made in China” sempre più rispettabile?

Dimostra che la Cina è entrata nel mercato degli aeroplani con caratteristiche stealth cioè con caratteristiche progettuali, con fisionomie che li rendono meno o per nulla visibili ai radar. Significa che la Cina sta facendo progressi. Oggi, estremamente importante per capire i progressi che la Cina sta facendo è l’ indice della spesa militare: la Cina oggi è il secondo Paese al mondo per spesa militare dopo gli Stati Uniti. Certo, gli Stati Uniti spendono più di 600 miliardi di dollari mentre la Cina circa 142.  L’ Europa, per intenderci, tutti i Paesi insieme dell’ Unione Europea, sarebbe il secondo con 213 miliardi di dollari spesi nel 2016. L’ Europa, però, è un blocco di Paesi, ma ognuno fa per sé quindi non possiamo considerarla una potenza perché in realtà è la somma della spesa dei diversi Paesi. Ecco perché è la Cina la seconda potenza perché è uno Stato unitario mentre l’ Unione Europea no.

L’ Europa ha un’ industria che si sta molto integrando, ma non abbiamo forze armate integrate. Adesso iniziamo ad integrare le commesse militari. Magari iniziamo ad ordinare lo stesso tipo di navi, come stiamo iniziando a fare, ma è impossibile pensare che l’ Europa diventi molto presto una potenza militare perché nell’ Unione ci sono diversi interessi anche molto contrastanti. Ad esempio la Polonia, considera come priorità la difesa dall’ immigrazione illegale e dalla Russia; l’ Italia quanto avviene in Libia. Su questa debolezza europea, tutti hanno buon gioco a speculare, compresi i cinesi ovviamente.

Gli americani spendono il triplo dei cinesi nella difesa e hanno ancora capacità globali, quindi capacità di intervento in qualsiasi angolo del mondo, che la Cina ancora non ha. Gli Stati Uniti sono sicuramente molto avanti in alcuni settori. E’ corretto sostenere che gli americani, a differenza dei cinesi, possono andare a combattere ovunque. Avrei qualche dubbio sul fatto che l’ America sia in grado, all’ interno di una guerra convenzionale, di attaccare la Cina e vincere.

Xi ha ribadito l’obiettivo cinese di «sviluppare una forza militare marittima moderna commisurata agli interessi di sicurezza e sviluppo nazionali». Proprio qualche mese fa è stata varata la Shandong, primo esemplare di portaerei realizzata in Cina, precisamente a Dalian. La Cina sta dunque mettendo insieme una flotta in grado di sostenere le diverse sfide navali che, a partire dal Mar Cinese Meridionale, le si pongono dinnanzi?

La Cina è già una potenza navale e lo dimostra il fatto che la Marina americana, fin dai tempi di Obama, ha cercato di ammodernare le sue forze e ha stretto una forte alleanza con l’ India che è il principale competitor regionale, a livello navale, della Cina. La Cina è una potenza continentale e sta espandendo anche la sua flotta navale per proteggere le proprie acque e per assumere il controllo degli arcipelaghi del Mar Cinese Meridionale. E lo sta facendo in maniera indiscriminata con la costruzione di basi militari sugli atolli. Nessuno ha il coraggio di sfidarla.

Quindi non servono solo portaerei, ma anche fregate, navi cacciatorpedinieri, magari navi stealth, in grado di essere invisibili ai radar. La Cina sta diventando una potenza marittima di primo piano. Il suo problema è che, in caso di guerra, l’ accesso al mare aperto, viene chiuso dalle basi americane lungo il cosiddetto “filo di perle” dal Sud del Giappone in giù. La Cina prevede di avere addirittura quindici portaerei. Hanno ristrutturato una vecchia portaerei sovietica, ucraina, ma ben presto vedremo altre portaerei, la cui tecnologia sarà sicuramente frutto anche dell’ esperienza che la Cina sta facendo in questi anni.

Nella cyber sicurezza, la Cina sta investendo molte risorse?

I cinesi sono molto avanti sotto questo aspetto. Sono stati forse i primi a lavorarci, a spingere su queste tecnologie perché gli consentiva di compensare la potenza in armi convenzionali dell’ avversario.

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