martedì, Settembre 28

Cina, la patria delle città fantasma

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Le ghost cities, o città fantasma, proliferano nel mondo. Ma il primato assoluto spetta, neanche a dirlo, alla Cina. Tutta colpa del piano governativo approvato proprio nei primi anni Duemila, che ha portato alla costruzione in zone del Paese di città piene di grattacieli ma che poi sono rimaste semivuote.

Qualche esempio? vicino a Shanghai, a Thianducheng, è nata nel 2009 una finta Parigi: ci sono giardini pubblici, grandi viali, persino una Tour Eiffel in dimensioni ridotte. Il sogno dei grandi architetti della Cina ma soprattutto del governo era di accogliere 100.000 abitanti: e invece ce ne sono solo 2.000. per non parlare di Yujiapu, progettata nel 2008 come centro finanziario da affiancare a Shanghai e Hong Kong. Doveva essere la piccola Manhattan della Cina. ma anche qui le previsioni non si sono realizzate: solo una landa desolata.

Altro giro, altra città fantasma. parliamo di Kangbashi, nella Mongolia Interna. Creata una decina di anni fa in virtù dello sviluppo economico determinato dall’esportazione di gas e carbone, secondo il governo doveva ospitare fino ad un milione di abitanti ma oggi, dopo la battuta d’arresto del settore, solo 20mila persone vi risiedono. Altro esempio lampante è Ordos, costata, secondo il ‘Times‘, 5 miliardi di dollari.  Anche qui si pensava ad almeno un milione di abitanti, ma solo il 3% della città è abitata. E altre neanche sono nate completamente, come Changsha, che si trova vicino ad un lago artificiale e nella quale dominano gru e case ‘scheletro’.

E il governo in Cina non sa dare i numeri di quante città fantasma esistano sul suo territorio. Di sicuro il ‘progetto’ è stato esportato all’estero. In Angola per esempio costruita dalla Cina diverse città in stile occidentale, come quella alla periferia di Luanda. Peccato che i suoi 750 edifici siano semivuoti.

 

(video tratto dal canale Youtube di Business Insider)

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