giovedì, Settembre 23

Cina e il nuovo impianto solare galleggiante L’opera porta la firma della cinese Sungrow e sorge in quello che è un lago creatosi per subsidenza all’interno di una ex miniera di carbone

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La Cina sempre più ‘pulita’. Ormai funziona a pieno regime il nuovo impianto solare galleggiante realizzato nella provincia dello Anhui. L’opera porta la firma della cinese Sungrow e sorge in quello che è un lago creatosi per subsidenza all’interno di una ex miniera di carbone, di cui la regione è ricca. La  capacità installata di 40 MW.

Secondo i tecnici, appoggiare i pannelli su di una superficie come l’acqua permette prima di tutto di ridurre l’evaporazione della stessa, in modo da poter utilizzare la risorsa per altre attività, e migliora le stesse prestazioni dei pannelli solari: l’acqua infatti riduce le temperature di esercizio del fotovoltaico, diminuendo il cosiddetto coefficiente di temperatura, aumentandone allo stesso tempo il rendimento e la durata nel tempo.

La Cina comunque continua nella sua politica verde: secondo gli ultimi dati, nel 2017 energie pulite, politiche e tecnologie per l’ambiente hanno contribuito alla crescita del 6,9% del Pil del Paese. Il Dragone è il Paese del mondo dove si sta spendendo di più per gli investimenti in energia pulita. L’Institute for Energy Economics and Financial Analysis (IEEFA) ha calcolato che sono stati spesi 32 miliardi di dollari nel 2016 e 44 miliardi nel 2017. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Science Advances, entro il 2030 la Cina tornerà a respirare un’aria simile a quella respirata negli anni ’80, prima del boom economico.

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

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