lunedì, Settembre 27

Cina, il silenzio della rivoluzione culturale In Cina la celebrazione del cinquantesimo anniversario dall’inizio della Rivoluzione culturale è silenziosa

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Cinquanta anni fa, il 16 maggio 1966, Mao Zedong ha lanciato una campagna per eliminare i suoi rivali, iniziando quel periodo della storia cinese chiamata ‘Rivoluzione Culturale’.

Oggi, in Cina, la celebrazione del cinquantesimo anniversario dall’inizio della rivoluzione culturale è silenziosa. Le autorità cinesi non hanno organizzato alcun evento ufficiale per ricordare questo periodo storico durato 10 anni, in cui il leader comunista Mao Zedong sostenne una campagna per massacrare il progresso borghese e i suoi rivali. Dieci anni di un periodo caotico ed omicida in cui la gioventú cinese fu chiamata a ‘eliminare’ i cosiddetti ‘nemici del governo’.

Tutto iniziò nel 1966, quado il leader Mao Zedong pubblicò una circolare con la quale denunciava l’infiltrazione all’interno del Partito comunista di elementi revisionisti controrivoluzionari che volevano creare un regime borghese. Passarono pochi giorni prima che la stampa ufficiale lanciò l’ordine di colpire le antiche abitudini della società cinese. Ordine che ebbe disastrose conseguenze.
I giovani fanatici avevano tra i 14 e i 30 anni e diventarono ‘Guardie Rosse’ alle spese del regime. Inoltre, dall’inizio della Rivoluzone culturale, il piccolo libro rosso delle citazioni di Mao divenne la Bibbia dei giovani. Egli diede loro licenza di sopprimere i cosiddetti quattro ‘vecchi’ o nemici della cultura cinese: le vecchie idee, i vecchi costumi, le vecchie abitudini e la vecchia cultura.
Inoltre, scuole, chiese, templi e molti centri di cultura furono chiusi o distrutti e vennero sciolte anche le compagnie teatrali.  Mao spinse così i giovani contro ‘i vecchi’ del Partito per ‘purgare’ la società. Azione che ebbe come conseguenza una vera e propria guerra civile dove i figli condannavano a morte i genitori, gli studenti i loro insegnanti, le giovani Guardie Rosse gli anziani del partito e l’esercito.
Per il partito è stato conveniente che questo anniversario sia passato in punta di piedi, sottovoce. Anche perché condannare Mao sarebbe per loro impensabile, poiché potrebbe minare la legittimità del partito.
(video tratto dal canal YouTube di Euronews)

 

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