martedì, Ottobre 26

Cina? Germania? Biden? No, Salvini e Giorgetti Vi sembra possibile che questa gente possa trovarsi a disporre del governo di questo povero Paese?

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Che cosa sto ripetendo da giorni se non mesi? Che il livello del nostro ceto di politicanti che si immaginano ‘classe dirigente’ in quanto parte della ‘classe politica’ è di una bassezza tale che una riunione di condominio litigiosa (e ne so qualcosa, come molti di quelli che leggono) al confronto è il dialogo tra Metternich e Napoleone!
Guardiamo un momento le cose.

Il tema Cina è all’ordine del giorno, perché la sua vera o presunta aggressività è evidente a tutti, facilitata, anzi, determinata dal piccolo particolare che la Cina dispone di capitali enormi che investe dovunque e comunque. Alla Cina si oppone uno scialbo Joe Biden, che non avendo vere armi a disposizione, usa le armi vere e vende sottomarini nucleari a go-go, cioè minaccia la Cina con la forza. In Germania, dopo un quindicennio di governo della signora Angela Merkel, che nel bene e nel male ha caratterizzato l’Europa fino allo scontro violentissimo con Donald Trump (al quale i nostri coraggiosi politicanti hanno saputo reagire solo facendosi vezzeggiare … ‘Giuseppi’) e alla figura barbina, sì di Michel Michel a Ankara ma della Ursula von der Leyen anche e forse di più, si apre un periodo difficile e oscuro, che vedrà il Paese fermo al palo per vari mesi. In Gran Bretagna, causa Brexit, manca la benzina e tra poco mancheranno anche le uova e il tacchino. La pandemia, in Italia, sembra finalmente quasi sotto controllo, e lo sarebbe del tutto se non si dovesse continuamente negoziare con Tizio o con Caio che cerca un ‘vantaggetto’ per sé e i propri cari alla faccia del resto del Paese -appunto dicevo il senso di responsabilità dei nostri politicanti!- mentre inatteso da tutti (meno Mario Draghi, ne sono certo) il PIL italiano cresce più del previsto e quindi forse si ricaveranno un po’ di soldi in più del previsto, da investire. E sorvolo sul mostruoso aumento del costo della energia.
Sì, certo. Ma poi ci sono le elezioni amministrative: una banalità sostanzialmente irrilevante, dove l’unica cosa che si muove, pare, è l’iniziativa di Draghi (e via, ancora lui … mica è colpa mia!) di prenotarsi per l’Expo 2030, dopo il Giubileo 2025, un colpo pesantissimo alla povera Virginia Raggi, una mano a Carlo Calenda, una buccia di banana per Roberto Gualtieri … ecco, questi sono i commenti della nostra politica e della nostra stampa. Possibile che non si riesca a capire che una volta tanto è in ballo l’interesse dell’intero Paese e solo pensare che Draghi faccia ciò per aiutare Calenda o chiunque altro, è appunto la discussione condominiale sulle ferie al secondino del portiere.
Eh sì, sono eccessivo?
Matteo Salvini, il Capitano -naturalmente sottoposto al solito attacco giudiziario ad orologeria a causa di un tale autore di una cosa che già di per sé si chiama ‘Bestia’, che pare distribuisca droghe varie in giro e ne assuma per conto suo- cosa ha da dire? «Giorgetti si è messo a fare il Fini della Lega. Si è messo in testa di offrire lo scalpo di Salvini al partito di Draghi, come Fini offrì quello di Berlusconi alla sinistra».
Scusate, sono matto io o c’è ungap‘ (lo dico a beneficio di Giggino che ormai parla solo inglese) siderale tra la realtà e i nostri politicanti?

Dunque, di fronte a tutto ciò che ho detto, il tema politico del giorno è se Giancarlo Giorgetti voglia fare fuori Salvini, o viceversa, e subito viene alla mente quell’altro gigante della politica, anzi, quegli altri giganti della politica che sono Gianfranco Fini, alle prese con strane manovre su appartamenti a Monaco (nel senso del principato) e Silvio Berlusconi, alle preso con olgettine, Ruby sexies e non so che altro.
Questa è la nostra politica. Ora tutto si gioca su questi temi: Salvini uscirà dalle amministrative molto o solo un poco ammaccato? La Lega si presenterà con la faccia pulita (‘pulita’?) del silenzioso Giorgetti, aspirante successore di Draghi?
E sì, perché anche questo si legge e si sente. Giorgetti ha scatenato la guerra contro il Capitano (chi sa forse manovra addirittura i magistrati che accusano Luca Morisi) perché così, dopo le elezioni e la sconfitta di Salvini (quindi, guardate che finezza: Giorgetti punta alla sconfitta della Lega grazie alla quale prende uno stipendio da Ministro), potrà ‘mandare’ (letterale, leggete i giornali!) Draghi al Quirinale e occupare lui la poltrona di Palazzo Chigi, alla testa (?) di una Lega rinnovata e lucidata a festa, che si stacca da Giorgia Meloni, e si unisce a Berlusconi e a … già a chi? Ma suvvia, è ovvio: a Matteo Renzi che sta lì come un avvoltoio pronto a ghermire un pezzo di carne sanguinolenta, ma intanto si finge disperatamente sostenitore di Draghi a Palazzo Chigi.
Intanto Enrico Lettail dotto‘, con quel sorriso melenso stampato in viso, borbotta cose incomprensibili, scrive alleanze contro natura, nutre liste civiche e ha già dimenticato lo ius soli e il salario minimo.
Per fortuna che c’è Giovanni Malagò, che continua nella sua campagna acquisti di stranieri (insomma neri, perché di questo si tratta) da incoronare fulmineamente cittadini italiani in quanto bravi in qualche ‘sport’ -non è chiaro se poi pensa di levargliela la cittadinanza se non prendono medaglie … ma non me ne stupirei- «altrimenti c’è il rischio che quelli prendono la cittadinanza di un altro Stato o tornano nel loro, e ci fregano le medaglie». Non sto esagerando, mutatis mutandis sono le parole testuali del signor Malagò ad una puntata di ‘in onda‘ di qualche settimana fa! E lui lo chiama ius soli … sportivo. Se non sei sportivo, anzi medagliato o medagliabile, resta pure dove sei, tanto chi se ne frega!
Ah, dimenticavo, qualche giorno fa il professor Mario Monti ci ha confidato in gran segreto, che praticamente era lui che dava consigli a Angela Merkel, che qualche volta non li capiva bene e lui la doveva aspramente rimproverare … lasciandola interdetta!

Ora, ditemi voi: vi sembra possibile che tutta quella gente che ho citato e tanti ancora, possano trovarsi a disporre del governo di questo povero Paese? dove ci porterebbero?
Se si vuole si può anche dire che il potere, grazie alla emergenza più o meno creata ad arte, domina la scena e riduce le libertà individuali. Ma, lo ripeto per l’ennesima volta: l’alternativa è quella roba lì, quelle ‘idee’ lì, quei metodi lì.
È un dramma, lo so, perché così la democrazia, ma specialmente il senso sociale della gente, va a remengo, per di più  -e c’è da mangiarsi le mani fino ai gomiti-  in un momento politico mondiale nel quale l’Italia potrebbe trovare un posto interessante e utile per gli italiani, tutti, non solo i potenti!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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