domenica, Agosto 1

Cina e la questione palestinese

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Nel corso di gennaio, la Cina si è data da fare per cominciare il nuovo anno nel migliore dei modi per quanto riguarda i suoi rapporti con il Medio Oriente. Il 13 gennaio, il governo di Pechino ha pubblicato il primo documento concernente proprio le politiche rivolte al mondo arabo. Nella sua introduzione, si fa menzione dell’antica amicizia tra il popolo cinese e quello arabo, e della lunga storia di rapporti, soprattutto commerciali, che rimanda ai traffici lungo la Via della Seta. Il rapporto che, in epoca contemporanea, lega la Repubblica popolare cinese e i Paesi arabi è fondato, secondo il documento, sul mutuo sostegno e su un clima di collaborazione.

Pechino adotta una strategia diplomatica piuttosto sommessa nella regione, lasciando che siano altri attori internazionali ad assumere il ruolo principale. Tuttavia, i legami economico-commerciali intessuti in Medio Oriente dalla Cina fanno parte di un’iniziativa di politica estera ben definita. Si tratta della cosiddetta “One Belt One Road”, la versione moderna della Via della Seta, un complesso di infrastrutture e accordi commerciali che dal Sud Est asiatico raggiunga l’Europa proprio attraverso il Medio Oriente. Inoltre, la Cina, che è la seconda economia del mondo, dipende dalle forniture di petrolio e di gas provenienti dalla regione, con l’Arabia Saudita a provvedere alla quota maggiore del petrolio esportato nel Paese.

L’iniziativa “One Belt One Road”, secondo uno schema di assegnazione delle priorità 1+2+3, prevede come settore principale proprio quello energetico. Altre due aree chiave sarebbero lo sviluppo delle infrastrutture e la agevolazione del commercio e degli investimenti. E le ultime tre aree di cooperazione sono l’energia nucleare, l’aviazione satellitare e le nuove fonti energetiche.

Ma il documento non si limita alla collaborazione economica e nel campo dello sviluppo. Esso cita anche la questione palestinese: «La Cina sostiene il processo di pace in Medio Oriente e la creazione di uno Stato indipendente della Palestina dotato di piena sovranità, sulla base dei confini precedenti il 1967, con Gerusalemme Est per capitale». Subito dopo la pubblicazione di questa dichiarazione d’intenti, Xi Jinping è partito per il suo primo tour regionale come Presidente della Repubblica popolare cinese. Si è recato dapprima in Arabia Saudita, dove ha incontrato Re Salman e siglato un protocollo d’intesa sulla costruzione di un reattore nucleare sul territorio del regno.

La seconda tappa è stata l’Egitto, la prima visita a un capo di stato egiziano in 12 anni. Xi ha sottoscritto con la controparte egiziana 21 accordi di cooperazione in diversi campi e un finanziamento da un miliardo di dollari alla banca centrale egiziana. Mercoledì 20 gennaio, invece, ha parlato alla Lega Araba che ha sede al Cairo. (Ultima tappa del viaggio è stato la Repubblica Islamica iraniana). Durante il suo discorso di fronte alla Lega Araba, Xi non ha mancato di affrontare il tema della questione palestinese – fatto che non è passato inosservato alle testate israeliane (per esempio, ‘Haaretz‘ e il ‘Times of Israel‘). «Affermare i legittimi interessi e diritti nazionali dei Palestinesi è responsabilità tanto della Lega Araba quanto della comunità internazionale», ha detto Xi «la questione palestinese non deve essere marginalizzata, né tantomeno deve essere dimenticata. È una questione di fondamentale importanza per la pace in Medio Oriente. […] In questo contesto, voglio invitare la comunità internazionale a prendere misure concrete per riprendere i colloqui di pace a livello politico e incrementare la ricostruzione sul fronte economico così che il popolo palestinese possa ritrovare la speranza. […] Noi comprendiamo la legittima aspirazione della Palestina a integrarsi nella comunità internazionale come Stato».

Xi ha reiterato quella che è ormai la posizione consolidata della Cina in merito alla costituzione di uno Stato palestinese e che è espressa nero su bianco sul documento citato supra. (Ma la Cina è un’amica di vecchia data del Plo – a novembre nel Paese si festeggia la Giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese). Nel corso del suo intervento, Xi ha anche annunciato contributi concreti ai Palestinesi e non solo. Cinquanta milioni di Yuan (circa 7,6 milioni di dollari) andranno in aiuti per la costruzione di un impianto per lenergia solare.

Circa 55 miliardi di dollari saranno spesi in prestiti agevolati e investimenti in Medio Oriente. Quindici miliardi andranno all’industria, altri 10 saranno erogati come prestiti al commercio per incrementare la cooperazione nel settore energetico, e altrettanti saranno offerti come prestiti agevolati. Venti miliardi di dollari andranno in un fondo d’investimento comune per il Qatar e gli Emirati Arabi Uniti. Xi ha menzionato la situazione in Siria, sostenendo l’idea di un cessate il fuoco e del dialogo politico, ma senza addentrarsi nel merito della crisi, come d’abitudine. Ha tuttavia annunciato aiuti umanitari alle popolazioni di Siria, Giordania, Libano, Libia e Yemen per 35 milioni di dollari circa.

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