mercoledì, Aprile 14

Cina – Corea del Nord: un incontro di successo L' intervista a Ross Feingold, consulente di questioni politiche di Tapei.

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Dopo circa 24 ore di suspance e rumors, la conferma ufficiale è arrivata dall‘agenzia di stampa della repubblica popolare cinese, ‘Xinhua’: c’era davvero il leader nordcoreno Kim Jong-un a bordo del misterioso treno verde partito domenica da Pyongyang e arrivato a Pechino. Primo  viaggio internazionale da quando ha assunto la guida del Paese, nel 2011, per colloqui,definiti dall’agenzia ‘approfonditi’, con il presidente cinese Xi Jinping. E ieri la Cina ha fatto girare una serie di filmati e foto che testimoniano il ‘caloroso’ incontro.

Secondo quanto riportato dall’agenzia di Stato cinese, Kim Jong-un ha definito un suo ‘solenne dovere’ la visita a Pechino, e  il presidente cinese Xi Jinping ha accettato l’invito a Pyongyang di Kim.  «Sembra che l’incontro sia andato bene sia per Xi che per Kim. Xi è anche un vincitore qui, perché ha aspettato fino ad ora per incontrare Kim, piuttosto che incontrarsi con Kim durante precedenti periodi di tensione internazionale con la Corea del Nord. Se avesse incontrato la Corea del Nord in quel momento e non avesse ottenuto alcun cambiamento nelle politiche della Corea del Nord, Xi sarebbe stato in imbarazzo » afferma Ross Feingold, consulente di questioni politiche di Tapei.

Convenevoli a parte, la visita è stata la prima uscita di Kim dalla sua ‘fortezza’ di quella che è una offensiva diplomatica decisamente molto imponente , nel contesto della quale la Cina è la prima decisiva tappa. Russia, Corea del Sud, forse Giappone e poi Stati Uniti i prossimi appuntamenti della diplomazia nordcoreana.

I temi al centro dei colloqui non sono stati resi noti nei dettagli, ma in quelli che sono stati definiti ‘ottimi colloqui’ la  denuclearizzazione della penisola coreana è stata al centro, e le fonti ufficiali cinesi, infatti, riportano che Kim ha affermato che  “la questione della denuclearizzazione della penisola coreana può essere risolta se la Corea del Sud e gli Usa rispondono ai nostri sforzi con buona volontà, creando un’atmosfera di pace”. La Corea del Nord è impegnata sulla strada della denuclearizzazione, e ad assicurarlo al presidente cinese Xi Jinping è stato il leader nordcoreano kim Jong. «La nostra coerente posizione consiste nell’impegno sulla denuclearizzazione della penisola coreana, in linea con la volontà del presidente Kim Il Sung e del segretario generale Kim Jong Il», ha dichiarato Kim, secondo quanto riportato da ‘Xinhua’. “La Corea del nord vuole il dialogo con gli Stati Uniti e vuole celebrare un vertice dei due paesi”, ha aggiunto, sottolineando che la denuclearizzazione potrà essere raggiunta “nel momento in cui Corea del sud e gli Stati Uniti risponderanno ai nostri sforzi con buona volontà, creando un’atmosfera di pace e stabilità, mentre adottiamo misure per la realizzazione della pace”.

 La Casa Bianca  dopo questa visita si è detta “cautamente ottimista”, sottolineando che gli Stati Uniti sono al lavoro per fissare un incontro tra Donald Trump e Kim, anche se al momento non c’è ancora una data, per quanto  “maggio continua a essere l’obiettivo”. «Non conosciamo molti dettagli sullo stato attuale della Corea del Nord programmi di armi. L’unica cosa di cui possiamo essere certi è che per entrambi armi nucleari e tecnologia missilistica, la Corea del Nord continua a migliorare le sue capacità, imparare dagli errori del passato e avvicinarsi armi nucleari miniaturizzate per la consegna via missile ad un livello sempre più avanzato obiettivi compresi gli Stati Uniti continentali» dice Ross Feingold. 

La Russia da parte Sua ha detto di accogliere con favore la visita del leader nordcoreano Kim Jong-un a Pechino, definendola un passo importante verso la soluzione della crisi nella penisola coreana. Da Mosca si è sottolineato di essere in stretto coordinamento con i partner cinesi, intenti a proseguire gli sforzi per promuovere una soluzione globale dei problemi di questa regione, “con mezzi esclusivamente pacifici e politico-diplomatici, attraverso il dialogo diretto tutte le parti coinvolte”, ha aggiunto il dicastero.

 Il Giappone, da sempre molto più freddo nei confronti delle aperture di Kim ha chiesto a Pechino “una relazione dettagliata” sui colloqui.

Con questo incontro la Cina ritorna al centro della vicenda nordcoreana, che era esattamente quanto gli ambienti politici cinesi esigevano, dall’ altra parte Kim non solo ritorna tessere positive relazioni con il suo alleato principale dal quale dipende la sua sopravivenza e non solo economica, ma soprattutto in qualche modo viene sdoganato. «Per Kim è un altro successo diplomatico nel suo attuale impegno di coinvolgimento con la comunità internazionale. Il fatto che il dialogo con la Cina non sia mai stato tagliato dalla Corea del Nord e Xi Jinping possono ospitare pubblicamente Kim, dimostrano che la strategia di Kim sta funzionando, almeno per il breve periodo in cui mantiene la Corea del Nord libera da attacchi nonostante la sua sofferenza economica della popolazione le più recenti sanzioni» dice Ross Feingold.

L’annuncio che il Presidente Trump aveva accettato di incontrare il leader nordcoreano, in Cina aveva allarmato, spiega su ‘38north’ Yun Sun, condirettore del programma Asia orientale e direttore del programma Cina presso lo Stimson Center.  Pechino era preoccupato di essere stato ridotto al ruolo di ‘un terzo protagonista’, temeva che i suoi interessi strategici sarebbero stati sacrificati nei negoziati bilaterali tra USA e Nord Corea. La linea di Pechino è sempre stata per un approccio multilaterale alla risoluzione dei conflitti nella penisola coreana, con la Cina che svolge un ruolo di primo piano.

Altra preoccupazione di Pechino era relativa al fatto che gli Stati Uniti potessero impegnarsi in dialoghi segreti dei quali non venisse messa a conoscenza la Cina e raggiungere un accordo a scapito degli interessi nazionali cinesi, in primo luogo accordi, spiega Yun Sun, che possano portare a lungo termine all’unificazione della penisola coreana per assorbimento e all’emergere di una Corea unificata con gli USA principale alleato militare.

«Anche se è possibile che la Corea del Nord e gli Stati Uniti abbiano un dialogo esclude la Cina, non dovremmo mai sottovalutare la relazione tra Corea del Nord e Cina. Erano alleati in guerra contro gli Stati Uniti Stati e alleati nei decenni successivi come paesi comunisti anche quando la Corea del Nord era, a volte, vicina all’Unione Sovietica. In definitiva, la Corea del Nord sa che può continuare a trarre benefici da il suo rapporto con la Cina, perché la Cina vuole mantenere il buffer di una Corea del Nord contro il Giappone e alleato della Corea del Sud, gli Stati Uniti» dice Ross Feingold.

«La Cina dirà pubblicamente che può essere un broker imparziale ed è disposto a farlo per interpretare questo ruolo. Ma in realtà, la Cina è un giocatore di parte a questi problemi, perché ancora commercia con la Corea del Nord, e spera di farlo commerciare di più se le sanzioni vengono rimosse.  Vuole Kim per mantener il controllo della Corea del Nordl. Nonostante le dichiarazioni pubbliche e gli impegni verso gli Stati Uniti, non sappiamo nemmeno con certezza che la Cina insista su un robusto programma di verifica per verificare che la Corea del Nord abbia fermato il suo programma di armi nucleari. In qualsiasi accordo multilaterale, l’altra parte come gli Stati Uniti, la Corea del Sud e il Giappone, insisteranno su robuste ispezioni. In passato, il rifiuto di aderire alla Corea del Nord ha portato alrottura degli accordi e ci ha portato dove siamo oggi» continua ad affermare Ross Feingold.

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