lunedì, Agosto 15

Cina, inizia il XIX Congresso del Partito Comunista Spagna, scade domani l'ultimatum di Madrid a Pudgemont. Merkel, al via colloqui esplorativi per la formazione della coalizione di governo

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Scambi di accuse e profonde divergenze tra i componenti della commissione congiunta impegnata nei colloqui di Tunisi sulla Libia ostacolano il dialogo tra le delegazioni di Tripoli e Tobruk. Le parti, i delegati dell’Alto Consiglio di Stato libico che fa capo a Tripoli e della Camera dei Rappresentanti (il Parlamento di Tobruk), si accusano a vicenda di “rifiutarsi di risolvere i nodi sull’Accordo Politico”, scrive il giornale panarabo Asharq Al-Awsat.

Domenica scorsa è iniziato il secondo round di colloqui a Tunisi, facilitati dall’Onu, ma lunedì sera i delegati della Camera dei Rappresentanti hanno sospeso la loro partecipazione. La commissione dovrebbe suggerire emendamenti all’Accordo Politico Libico, firmato a Skhirat (in Marocco) nel dicembre 2015 e mai approvato dal Parlamento di Tobruk, ma la disputa rischia di bloccare i negoziati. 

In Iran le tensioni che circondano l’accordo sul programma nucleare sono state il tema principale della telefonata nella notte tra il ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif e il suo omologo francese Jean‑Yves Le Drian. Durante il colloquio, il secondo tra i due ministri nel giro di pochi giorni, sono state affrontate anche alcune questioni regionali. Nei giorni scorsi il presidente Usa, Donald Trump, ha annunciato la decisione di non certificare l’accordo sul nucleare con Teheran.

Un giudice federale di San Francisco, William Alsup, ha ordinato all’amministrazione Trump la consegna dei documenti, compresi i pareri legali, riguardanti la decisione dello scorso settembre di sospendere il Deferred Action for Childhood Arrivals, varato da Barack Obama per proteggere dal rimpatrio gli immigrati senza documenti arrivati negli Usa da bambini. Alsup ha sottolineato che l’amministrazione deve provare come sia arrivata alla conclusione che il programma fosse incostituzionale.

Intanto un altro giudice, questa volta del Maryland, ha ordinato lo stop all’entrata in vigore della nuova, terza, versione del travel ban di Donald Trump.

Nella notte l’unità di crisi della Farnesina «mi ha comunicato la liberazione di don Maurizio Pallù». Lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Angelino Alfano. Don Maurizio Pallù, sacerdote italiano itinerante del Cammino neocatecumenale, era stato rapito giovedì scorso nel sud della Nigeria. Il sequestro è stato opera di un gruppo di criminali locali che aveva derubato e portato via il sacerdote mentre si trovava in macchina assieme ad altre persone.

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